giovedì 30 aprile 2009

Te recuerdo Amanda...


Te recuerdo Amanda
, Victor Jara
Victor Jara, cantante popolare cileno, torturato e ucciso nei giorni del golpe militare di Pinochet in Cile (11 settembre 1973).

A volte, Víctor, quando la tua voce riempie la sala di casa mia, o quando pulisco i vecchi dischi, uno dei miei figli domanda chi canta, e la risposta è sempre la stessa: quest’uomo che canta è mio fratello ed in ognuna delle mie carezze ci sono anche le sue mani.
Luis Sepúlveda

Giù dalla finestra...

Pinelli è infine un simbolo che va al di là del suo tremendo destino. E' la prova che la giustizia non è uguale per tutti: da una parte lo stato coi suoi baluardi da difendere, dall'altra un cittadino senza diritti (...). I baluardi dello Stato non si toccano, la magistratura non si discute (...), la polizia è al di sopra di ogni sospetto, va coperta, va giustificata. (...)Ristabilire la verità sulla sua morte è un dovere politico e morale.
Camilla Cederna, Pinelli. Una finestra sulla strage, Feltrinelli, Milano, 1971

Il volo dell'anarchico Pinelli in un disegno di Dario Fo

mercoledì 29 aprile 2009

Fabbricando case



Fabbricando case, Rino Gaetano, 1978

I danni del terremoto non sono solo frutto della violenza della natura...

martedì 28 aprile 2009

Iniziazione...



Gomorra, Matteo Garrone, 2008

Quanta tenerezza...



Guardie e ladri, Steno e Monicelli, 1951

mercoledì 22 aprile 2009

Una pala di ficodindia...

Verso Corleone, Estate 2008

Il fotografo palermitano Natale Gaggioli [...] si portava sempre dietro una pala di ficodindia, la pianta simbolo d'una Sicilia circondata dal mare, inondata dal sole [...]. Gaggioli arrivava sul luogo del delitto, faceva i suoi calcoli di luce, piantava il ficodindia in prossimità del cadavere. E solo allora «scattava». «Se non facessi così le mie fotografie oltre lo stretto non le comprerebbe nessuno», si divertiva con aria mercantile e divertita. Aveva davvero ragione lui. Una mafia che non fosse anche folklore, che non evocasse i sotteranei bui della leggenda dei Beati Paoli, che non fosse spiegata anche alla luce del clima siciliano o del «temperamento» dei suoi abitanti a chi poteva interessare negli anni '50 o '60? Se fin da allora fosse stata ridotta a ciò che in realtà è sempre stata - sopruso, violenza e delitti - forse l'opinione pubblica italiana si sarebbe subito ritratta inorridita. E avrebbe finito col rimuovere.

Saverio Lodato, Venticinque anni di mafia, Bur Rcs Libri

Profezia pasoliniana. Maradona meglio di Franco Franchi.


Telecronaca di Victor Hugo Morales

Il sogno di ogni giocatore, condiviso da ogni spettatore, è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai. E' un sogno che ho visto realizzato solo ne I Maghi del pallone da Franco Franchi, che, sia pure a livello brado, è riuscito a essere perfettamente onirico.
Pier Paolo Pasolini

martedì 21 aprile 2009

Scatti dall'altro mondo


Donna di Tehuantepec, Tina Modotti, Messico, 1929

La foto è stata acquisita via internet. Spero di non ledere i diritti di nessuno. Nel caso, rimuoverò immediatamente l'oggetto.

lunedì 20 aprile 2009

Blob. I primi vent'anni...

La prima puntata di Blob del 17 aprile 1987, mentre moriva il secondo governo Craxi e nasceva il sesto Fanfani.

Caro Blob,
tanti auguri per i tuoi vent'anni. Ti seguo da sempre con passione.
Ricordi che per l'esame di Teorie e tecniche del linguaggio radiotelevesivo con il Prof. Maurizio Costanzo (tessera P2 1819) ho presentato una piccola tesina su di te? Ti ringraziavo infinitamente perchè permettevi a me, studente di Scienze della disoccupacomunicazione che odiava la tv, di veder concentrati in pochi minuti il meglio di ciò che era accaduto sul piccolo schermo.
Raccontavo la tua nascita all'interno di quella fortunata stagione della neotelevisione di Rai Tre targata Angelo Guglielmi.
Purtroppo non so che fine ha fatto quella tesina, ma io ti porto sempre nel mio cuore.
Non mollare

Andrea

sabato 18 aprile 2009

Benvenuto a Valerio...

Oggi sono diventato zio. E' nato Valerio Meccia.
Tanti auguri a mio fratello Piero e la sua Rosalba, a nonno Petrino e nonna Maria, nonno Mario e nonna Anna, zia Paola, zia Claudia e zia Alessandra.
Oggi è festa, prendete una bottiglia e brindate...

giovedì 16 aprile 2009

Cos'è l'uomo medio?


Orson Welles interpreta un regista sul set di un film sulla vita di Cristo.

Pier Paolo Pasolini nel 1963 girò La ricotta, uno dei quattro episodi di un film dal titolo RoGoPaG. Ogni episodio è stato girato da un regista diverso e le inziali del cognome di ogni autore danno il titolo al film (Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti).

mercoledì 15 aprile 2009

Vignette dell'altro mondo

Non riesco a scrivere ad interpretare bene i fatti in questi giorni. La forza della natura lascia attoniti. La stoltezza dell'uomo fa rabbia. E il terremoto che ci ha trovato così fragili destabilizza le coscienze. Ho dato il mio piccolo contributo di cittadino recandomi con un "convoglio umanitario" nei pressi de L'Aquila. Non ho incontrato nessuno cui regalare un sorriso. Non mi sento a posto con la coscienza. Per nulla. Ma la storia di Vauro è incomprensibile al di là di una bieca logica di censura da parte del governo e del clima di unità nazionale nato dalle macerie del terremoto. A questo proposito pubblico qui una vignetta apparsa in questi giorni su Pagina 12, quotidiano argentino, quindi pubblicato in un "Paese del Terzo Mondo" che ha ritrovato la libertà e la democrazia da poco meno di trent'anni. Questa vignetta parla dell'ammiraglio argentino Emilio Massera, iscritto alla Loggia P2 di Licio Gelli, uno dei massimi responsabili dell'Esma, la Scuola di Meccanica della Marina argentina a Buenos Aires, dove iniziarono i voli della morte e dove migliaia di persone vennero torturate e uccise.
Ora Massera verrà processato in Italia. E'accusato di concorso nella morte di tre cittadini di origine italiana durante la dittatura militare.
Uno dei protgonisti della vignetta dice che Massera non sarà in Italia (perchè gravemente ammalato). L'altro risponde che l'Italia non lo vuole perchè gli basta già il terremoto che l'ha colpita.
Per concludere anticipiamo una dichiarazione di Gasparri:«Vorrei dire innanzitutto che non accettiamo lezioni di moralità e sarcasmo gratuito dall'Argentina. Seconda cosa, Pagina 12 è un giornale che va in edicola e chi vuole comprarlo lo può fare tranquillamente, ci mancherebbe altro. Ben altra cosa è lo sciacallaggio mediatico di personaggi come Vauro che dalle frequenze di una rete pubblica finanziata con i soldi dei cittadini attraveso il canone ironizzano e speculano sulla terribile tragedia del terremoto. Il processo cui sarà sottoposto Massera è una vittoria del governo.»

Il vignettista Vauro sospeso. Ecco il corpo del reato



Il direttore generale della Rai Masi ha valutato "gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico" la vignetta di Vauro "Aumento delle cubature". Così il vignettista de Il Manifesto è stato sospeso dalla trasmissione.


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Infanzia...


Foto di Letizia Battaglia.

La foto è stata acquisita via internet. Spero di non ledere i diritti di nessuno. Nel caso, rimuoverò immediatamente l'oggetto.

Raffaele Cutolo



Questa scheggia è tratta dalla puntata di Blu Notte intitolata Storia della camorra. L'autore delle interviste è Giuseppe Marrazzo, padre di Piero Marrazzo, attuale Presidente della Regione Lazio. Marrazzo è stato un grande giornalista di inchiesta. Ha scritto anche Il camorrista. Vita segreta di Don Raffaele Cutolo (Tullio Pironti Editore), in cui narra la storia criminale di Cutolo e della Nuova Camorra Organizzata-NCO, il suo progetto di dare una struttura verticistica alla camorra. Da questo libro è stato tratto il film Il camorrista, opera prima di Giuseppe Tornatore.

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martedì 14 aprile 2009

Pasolini. Un delitto italiano



Immagini tratte da Pasolini. Un delitto italiano di Marco Tullio Giordana

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La scena iniziale di "Gomorra"



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giovedì 9 aprile 2009

Ignazio Silone e il terremoto

Ignazio Silone, l'autore di Fontamara, Pane e vino, Il Segreto di Luca, nacque a Pescina, nella Marsica, nel 1900. Il 13 gennaio 1915 un terribile terremoto colpì la città di Avezzano e Silone perse molti familiari, tra cui sua madre.
Pochi mesi dopo il sisma, Silone scriveva a suo fratello:
« Ahimè! son tornato a Pescina, ho rivisto con le lagrime agli occhi le macerie; sono ripassato tra le misere capanne, coperte alcune da pochi cenci come i primi giorni, dove vive con una indistinzione orribile di sesso, età e condizione la gente povera. Ho rivisto anche la nostra casa dove vidi, con gli occhi esausti di piangere, estrarre la nostra madre, cerea, disfatta. Ora il suo cadavere è seppellito eppure anche là mi pare uscisse una voce. Forse l'ombra di nostra madre ora abita quelle macerie inconscia della nostra sorte pare che ci chiami a stringerci nel suo seno. Ho rivisto il luogo dove tu fortunatamente fosti scavato. Ho rivisto tutto...».

Nel 1949 scrisse invece Uscita di sicurezza, un libro autobiografico, in cui rievocava i terribili giorni del terremoto.
«Nel 1915 un violento terremoto aveva distrutto buona parte del nostro circondario e in trenta secondi ucciso circa trentamila persone. Quel che più mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettassero la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni. C'era anzi da stupirsi che i terremoti non capitassero più spesso. Nel terremoto morivano infatti ricchi e poveri, istruiti e analfabeti, autorità e sudditi.Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l'uguaglianza. Uguaglianza effimera. Passata la paura, la disgrazia collettiva si trasformava in occasione di più larghe ingiustizie. Non è dunque da stupire se quello che avvenne dopo il terremoto, e cioè la ricostruzione edilizia per opera dello Stato, a causa del modo come fu effettuata, dei numerosi brogli, frodi, furti, camorre, truffe, malversazioni d'ogni specie cui diede luogo, apparve alla povera gente una calamità assai più penosa del cataclisma naturale. A quel tempo risale l'origine della convinzione popolare che, se l'umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà in un terremoto o in una guerra, ma in un dopo-terremoto o in un dopo-guerra.»

Ne Il seme sotto la neve (1941), prosecuzione del precedente Vino e pane, il ricordo del terremoto riaffiorerà in due episodi.

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mercoledì 8 aprile 2009

Un appello al governo

Sul sito web del quotidiano L'Unità (www.unita.it) è possibile firmare una petizione che recita:
Chiediamo al governo, alle istituzioni e alle forze politiche di non sprecare gli oltre 400 milioni di euro destinati all'organizzazione dei referendum, accorpandoli alle elezioni europee. Quei fondi potrebbero essere destinati alle vittime del terremoto in Abruzzo e alla ricostruzione.

Ecco l'indirizzo dove poter aderire alla petizione.
http://petizioni.unita.it/redazioneonline/terremotoreferendum_30.shtml

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Raccolta beni di prima necessità

L'Associazione Culturale Pier Paolo Pasolini di Cervaro (Fr), in collaborazione con l'UDAC (Unione delle Associazioni Cervaresi) e la Protezione Civile di Alatri, sta organizzando una raccolta di beni di prima necessità per le popolazioni de L'Aquila e provincia colpite dal terremoto.
La raccolta verrà effettuata il giorno 9 aprile dalle 16.30 a Cervaro nella sede dell'Associazione Pasolini in Via Cervo, 7 e il giorno 10 Aprile dalle ore 10 in Piazza San Paolo.
Ringraziamo fin da ora tutti coloro che vorranno dare il loro contributo.

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Non tengono vergogna...



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sabato 4 aprile 2009

Tre ipotesi sulla morte di Pinelli

Ipotesi su Giuseppe Pinelli è un breve film di inchiesta di Elio Petri girato nel 1970 con la collaborazione dello sceneggiatore Ugo Pirro. Fa anche parte del lungometraggio Ipotesi sulla morte di Giuseppe Pinelli, di cui ne costituisce una parte.

Le ipotesi formulate dalla polizia sulla morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della questura di Milano nei giorni seguenti la strage di Piazza Fontana, sono ricostruite in questo film di 12 minuti (forse la durata non è casuale, 12 i minuti, come 12 è il giorno di dicembre in cui è scoppiata la bomba) da attori del Gruppo teatro di strada, Gian Maria Volonté, Renzo Montagnani e Luigi Diberti. L'inchiesta sulla morte di Pinelli, condotta dal giudice Gerardo D'Ambrosio, si chiuderà nel 1975 stabilendo che Pinelli ebbe un malore attivo.

È un film dal sapore amatorial-autoriale. Si vedono i ciak e gli attori parlano direttamente al pubblico.





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giovedì 2 aprile 2009

mercoledì 1 aprile 2009

Uno strano caso editoriale

Qualche tempo navigando in rete ho scoperto l'esistenza di un libro scritto da Nanni Balestrini. Il titolo è Sandokan. Storia di camorra, edito dalla Einaudi. Già dal titolo sappiamo di chi si sta parlando. Il libro però è praticamente irreperibile. In tutte le grandi librerie di Roma è fuori catalogo. Sui siti dove normalmente verifico la disponibilità di volumi introvabili, il libro è catalogato ma viene dato non disponibile da tempo. Una breve recensione recita: «In un paesino degradato del Casertano, per sfuggire alla misera vita contadina dei padri, un gruppo di giovani sceglie la scorciatoia della delinquenza. Decisi a non arrestarsi di fronte a nulla, in breve tempo essi fanno strage dei camorristi rivali e sottomettono tutti i clan della zona. Impadronitisi di ogni traffico illecito, arrivano a creare un immenso impero economico internazionale, più potente e ricco della stessa mafia siciliana. La folgorante ed efferata parabola si conclude con una sanguinosa guerra interna, con l'eliminazione reciproca dei protagonisti e con la cattura finale di Sandokan, il feroce boss sopravvissuto.». Ho contattato diverse librerie Einaudi. Nulla da fare. Sono capitato una volta a Napoli e in una grossa libreria del centro quando ho chiesto se avevano disponibile questo libro, mi hanno seraficamente risposto: «Magari!». Che cosa voleva dire quel «Magari!»?
Il fatto mi sembrava strano. Il libro è del 2004 e Nanni Balestrini è un autore importante che ha già narrato la società italiana. Gomorra è del 2006. Come mai questo romanzo è scomparso del tutto dagli scaffali delle librerie e dai depositi delle case editrici? E quando è scomparso? Poco prima dell'uscita di Gomorra o contemporaneamente all'esplosione del caso letterario di Saviano?
Eppure sul sito www.robertosaviano.it è possibile leggere una recensione di questo libro e un'intervista a Balestrini fatta dallo stesso Saviano per Il Manifesto del 23 luglio 2004.
Insomma, non abbiamo elementi da aggiungere. Siamo solo davanti ad uno strano caso editoriale su cui sarebbe bello fare luce.

Pochi giorni fa ero alla Mel Bookstore di Via Nazionale a Roma. Al piano inferiore c'è un'ampia disponibilità di libri usati al 50%. Tutto ad un tratto spuntano fuori tre copie di Sandokan. Storia di camorra. Prezzo pieno 13 Euro. Con lo sconto 6,50. Lo apro e mi accorgo che è completamente privo di punteggiatura. Sembra uno scherzo.
Sulla quarta di copertina si legge: «nei paesi come il mio cartello con la classica scritta Benvenuti è sempre pieno di buchi di pistole e di fucili perchè indica che si tratta di un territorio sotto controllo insomma chi ci entra deve sapere a quali rischi va incontro».

Vi consiglio di leggere l'intervista di Saviano a Balestrini.
http://www.robertosaviano.it/content.php?__params=/8950/&LANG=IT

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