venerdì 30 ottobre 2009

Come le racconta lui...

A Buenos Aires tutti dicono di averlo visto esordire con la maglia dell'Argentinos Juniors. Non credete loro. Ma se vi dicono che quando segnò agli inglesi partendo da metà campo, tutti guardarono il gol alla televisione ascoltando la radio, non vi stanno prendendo in giro. Gli argentini le partite le guardano così: tv senza volume e radio accesa. Perchè come le racconta lui le partite, non lo fa nessuno. Signore e signori, ecco a voi Victor Hugo Morales...

lunedì 26 ottobre 2009

Il Bambolotto e il Pazzo

Un pomeriggio soleggiato illumina lo Stadio Monumental di Buenos Aires. Il vento lieve che spira dal Río de La Plata completa la giusta cornice per il superclásico che vede scontrarsi il River Plate e il Boca Juniors. Stati d’animo diversi per i due club più importanti d’Argentina. Il River è in grave crisi (sulla panchina dei millionarios siede da poco Leo Astrada dopo l’addio de el Pipo Gorosito), ha vinto una sola gara fino ad ora ma il pubblico gli riserva una accoglienza degna dell’importanza dell’incontro e della storia del club. Il Boca dopo un inizio stentato ha ingranato la marcia giusta. Il biglietto da visita de el equipo de la ribera sembra incoraggiante: tre vittorie consecutive, un Riquelme che cresce di partita in partita (se ne accorgerà Maradona?) e el Loco (il Pazzo) Palermo che sembra non voler mettere fine alla sua splendida carriera. Scendono per prima sul terreno di gioco el Burrito (l’Asinello) Ortega e compagni. Un paio di minuti per salutare il pubblico e prometter loro il massimo impegno. Nel frattempo gli xeneizes aspettano con ansia nel sottopassaggio. Ora tocca a loro salutare il loro pubblico. Palermo con la fascia di capitano e una mascherina protettiva sul viso guida i suoi sul terreno di gioco. Astrada schiera Ortega (170 cm), el Muñeco (il Bambolotto) Gallardo (165 cm) e Buonanotte (157 cm) sulla linea d’attacco, lasciando in panchina El Gordo (il Grasso) Fabbiani e piazzando davanti alla difesa Matías Almeyda. Anche il Boca schiera i suoi senatori el Pato (il Papero) Abbondanzieri, el Negro (il Negro) Ibarra, Battaglia, el Mudo (il Muto)Riquelme e Palermo con il consolidato 4-3-1-2. Agli eurocentrici sono nomi che sanno di giocatori finiti che da noi hanno detto poco o non hanno più nulla da dire, ma non è proprio così. E la partita lo confermerà.
Primo tempo - Il River parte convinto, l’orgoglio è il serbatoio dove attingere motivazioni. Ortega accelera spesso in dribbling e lo stadio si alza in piedi per accompagnare le sue azioni. Al 6’ Nicolás Domingo (ottimo servizio di Buonanotte) si trova faccia a faccia con Abbondanzieri, ma spara fuori. All’8’ Abelairas cerca di spaventare il Boca con un tiro da fuori ma la palla va alta. Il Boca risponde al 15’ con un zurdazo di Rosada. Palla fuori di poco. El pocho Insúa, Riquelme e Battaglia fraseggiano bene, ma davanti a loro c’è un Almeyda in gran spolvero che recupera palloni, smistandoli con velocità e intelligenza. Il River tiene meglio il campo e al 24’ la sua superiorità potrebbe concretizzarsi. Buonanotte controlla (con un braccio?) un pallone delizioso di Ortega, il terzino sinistro Monzón è scavalcato e costretto al fallo. Con lo sguardo verso il Río de La Plata, l’Asinello sistema il pallone sul cerchio bianco. Il Papero lo guarda, allarga le ali e fa un passo avanti (rigore da ripetere), la porta sembra restringersi in un attimo e il pallone è deviato in corner. Ancora 0-0. Buonanotte è un folletto imprendibile e si guadagna una punizione. Gallardo sistema il pallone. Nell’ultimo Boca-River, dalla stessa posizione aveva battuto Abbondanzieri con una parabola perfetta. Parte il Bambolotto e le galline di Nuñez festeggiano gridando: «¡Muñeco, Muñeco, Muñeco!». River in vantaggio meritato. Siamo al 28’. Il Boca sembra non essere sceso in campo. Forse temeva la bestia ferita. El Coco Basile appare disorientato. Al 33’ Abbondanzieri ferma Abelairas andato alla conclusione da pochi passi. Los millionarios sembrano in grado di andare al raddoppio, ma non sanno approfittarne. Cominciano ad arrivare i primi cartellini (Sanchez e Villagra per il River, Rosada per il Boca). Al 45’ l’inconsistenza degli xeneizes si materializza in un tiro di Battaglia. Dopo oltre 3 minuti di recupero si va negli spogliatoi. River 1 Boca 0. Giusto così. Un Boca irriconoscibile e disordinato pensava di incontrare sulla sua strada un gol. Gol che invece il River è andato a cercare, trovandolo.

Reuters, Punizione gol di Gallardo. Fonte www.gazzetta.it

Secondo tempo - Basile inserisce il cileno Gary Medel per Ibarra. Guai fisici per el Negro. Al 1’ minuto il River rimane in 10. Villagra si becca il secondo giallo e va fuori. 4 minuti l’Asinello furbo e esperto provoca il paraguayano Cáceres con una spinta gratuita. Il centrale del Boca si gira d’istinto toccando Ortega al petto. L’ex Samp e Parma rovina a terra toccandosi il viso. Cartellino rosso. 10 contro 10. Il Boca si schiera con una difesa a 3. Al 7’ Nicolás Osvaldo Gaitán si invola verso la porta del River. Dribbling stretto e rapido, tiro forte ma centrale. Vega para a terra. Al 9’ ci prova Insúa con un bel sinistro. Il Boca cresce, il River arretra. Gaitán sembra ispirato, Riquelme e Palermo i soliti temibili sornioni. Al 13’ Vega manda in angolo un tiro del 10 boquense (bello il fraseggio con Gaitán e Insúa). Al 15’ il Bambolotto esce per far spazio a Maximiliano Coronel. Astrada vuole difendere il risultato, ristabilisce la difesa a 4, ma il gol è nell’aria. Siamo al 18’ della ripresa. Gaitán serve Riquelme, tocco di tacco volante e delizioso del Muto, carezza di Palermo (primo pallone toccato) e palla in rete. 1 a 1 e abbraccio (pacificatorio?) fra i due. Il Pazzo risponde a il Bambolotto. Stessi attori, sequenze diverse dell’ultimo Boca-River. La squadra di Basile sembra poterlo vincere questo superclásico. Al 19’ fuori Insúa dentro Chavez. Al 22’ Riquelme manda alta una punizione (stessa mattonella da cui è nato il vantaggio del River) e 5 minuti dopo si becca un giallo. Quando il River sembra sparito (e in realtà è tutto arroccato a difendere il risultato), ancora un ispiratissimo Buonanotte serve un pallone d’oro a Abelairas, che immagina già i titoli dei giornali e l’urlo della folla, senza fare i conti con la sorte. Palla sul palo a Papero battuto. «Está bueno el clásico» commenta dalle frequenze di Radio Continental Victor Hugo Morales, uno che di calcio e emozioni se ne intende. Al 32’ il Grasso fa rifiatare l’Asinello e dall’altra parte Monzón lascia spazio al tucumano Krupoviesa. Al 35' ancora un giallo, questa volta tocca a Buonanotte. Il Boca ha ancora un paio di occasioni. Punizione di Riquelme parata al 37’ e Paletta non aggancia un pallone a un metro da Vega al 40’. Ancora il tempo per un giallo a Ferrari del River e l’ingresso di Mauro Díaz per un esausto e ottimo Buonanotte. Dopo 3 minuti di recupero l’arbitro Laverni fa calare il sipario sullo stadio Monumental. Emozioni, nervi (neanche troppo tesi), spettacolo sulle tribune, ottima la compagnia di Victor Hugo, tanta nostalgia per Buenos Aires. River e Boca 1-1.

Gallardo e Palermo festeggiano il gol. Fonte www.ole.clarin.com

mercoledì 21 ottobre 2009

Los negros con los negros


Parla il giornalista argentino Alejandro Dolina, commentando le reazioni dei media argentini alle dichiarazioni di Maradona dopo la vittoriosa partita della selección contro l'Uruguay.

Un día como hoy pero ayer el Negro Dolina sale a bancar al Negro Maradona ante la indignación de una oyente indignadísima con las indignantes declaraciones del indigno negro que indignamente, dirige nuestra selección nacional. La reproducimos aquí, aunque la encontramos acá:

Una oyente dice: 'Estimado Dolina, ¿ya no defiende más a Maradona? ¿O acaso ya no hay ningún Sargento Cruz? Vea: Ud. ayudó a alimentar al monstruo que tan bien nos hace quedar ante la prensa mundial. Cordialmente. Ingrid Hammer'.

Mi respuesta es SÍ. Yo he resuelto -después de un extravío- bancar a Maradona en esto. ¿Sabe por qué? Por personas como usted. La indignación burguesa que sucedió al exabrupto de Maradona fue totalmente patética y asqueante. Un mundo totalmente hipócrita, el mundo de la radio, donde se escucha eso mismo que Diego dijo bajo emoción violenta, pero libreteado (y en la televisión ni hablemos), ese mundo se indignó. Esos tipos se indignaron. Y esa indignación burguesa me hace ponerme inmediatamente en la vereda de enfrente.

Y lo que un tipo dijo, obnubilado por el momento, por la emoción, por su propia historia, y por su propia condición, después fue repetido ad nauseam por todos los noticieros, con subrayados, subtitulados, duplicaciones, ampliaciones y circulación por Internet, por tipos que no estaban ni obnubilados, ni en estado de emoción violenta, ni perturbados por ninguna cosa, sino que lo planearon diecinueve mil veces. Esos tipos ahora se ponen en la superioridad moral de preguntarme a mí si lo defiendo a Maradona. Bueno, sí, lo defiendo. Si es contra ustedes, lo defiendo. Lo defiendo totalmente.

Y eso de "que tan bien nos hace quedar ante la prensa mundial"... ¡Cipayos provincianos que quieren quedar bien con sus supuestos amos europeos! ¡Yo no tengo ningún interés en quedar bien ante la prensa mundial! ¡No es ésa nuestra obligación! ¿Qué tenemos que quedar bien ante nadie? ¿Ante quiénes? ¿Ante gobiernos que aniquilan a sus enemigos? ¿Ante quién tenemos que quedar bien? ¿Dónde esta la Fiscalía del Universo? ¿Dónde está la reserva moral de la Humanidad? ¿En Estados Unidos? ¿En Europa? ¡Déjeme que me muera de risa, Ingrid Hammer!

Y otra cosa: muchas veces, pero muchas, en los medios se dicen cosas muy interesantes. Yo he escuchado casi revelaciones, a veces, dichas por tipos a los que yo admiro mucho. A veces son intelectuales, como, no sé, el finado Casullo, o Dubati, o José Pablo Feinmann, tipos que realmente tienen un pensamiento interesante. Otras veces son artistas, o incluso locutores, del calibre de Larrea, o de Carrizo, tipos que por ahí dicen cosas que te hacen decir "pero mirá que bien pensó éste". Bueno, a esos NUNCA, nunca los vi duplicados en los noticieros, con subtitulados y subrayados. No los vi nunca porque a esta gente no le interesa el pensamiento ni la inteligencia, le interesa la BASURA. Y entonces Maradona dice esto y ellos lo repiten ciento diez mil veces. Eso es un asco.

Así que ¿a qué jugamos? ¿Qué es esto? ¿Qué es esto de indignarse, de enojarse y de sorprenderse? Lo dice un Senador de la Nación, y es un piola. Lo dice Maradona, y aparece todo el racismo, todo el desprecio por los pobres, aparecen los de siempre, los muchachos de siempre, a indignarse: ¡oh, la cultura! ¡Nuestro embajador! ¿Qué embajador? Es Diego Maradona, viejo. Los que tienen que ser cultos son ustedes, no él. Él tiene que dirigir la Selección de Fútbol, y si lo eligieron a él, bueno, es ése, y no Pancho Ibáñez.

Así que sí, lo defiendo a Maradona. Ante usted lo voy a defender siempre"

sabato 17 ottobre 2009

La primula nera


Tratto da www.liberaradio.it
Il racconto di Paolo Bellini, uomo misterioso al centro delle trame più nere e inquietanti della storia italiana, dai primi anni Settanta alla fine dei Novanta: dalla strage alla stazione di Bologna, passando per le bombe della mafia contro i musei e i monumenti del 1993, durante il braccio di ferro tra lo Stato e Cosa Nostra.
A far luce su una biografia rimasta a lungo oscura è uscito da pochi giorni il libro di Giovanni Vignali, La Primula Nera, pubblicato da Aliberti Editore.
Intervista a cura di Jonathan Ferramola.

martedì 13 ottobre 2009

Angeli con la pistola


Foto di Letizia Battaglia
La foto è stata acquisita via internet. Nel caso in cui vengano lesi i diritti di qualcuno, rimuoverò immediatamente l'oggetto.

martedì 6 ottobre 2009

...qualche attimo di paradiso...


«Avevo l'impressione di guadagnarmi qualche attimo di paradiso ogni volta che entravo in area e mi ritrovavo tra due disperati che si credevano macellai e assassini...» Osvaldo Soriano (1943-1997)

La strage di Sant'Alessandro


Fortapàsc, Marco Risi, 2008
Una terribile strage è accompagnata nel film dalla radiocronaca di un Napoli-Verona passato alla storia per uno splendido gol di Maradona da trenta metri. Un giovane con la maglia numero 10 del Napoli fugge per i vicoli stretti di Torre Annunziata. I killer lo inseguono. Sembra sfuggire all'agguato, ma quando il radiocronista annuncia il gol di Maradona, lui è colpito da una valanga di proiettili e cade a terra. Il numero 10 si bagna di sangue. Il giovane è una delle 8 vittime della strage di Sant'Alessandro.

lunedì 5 ottobre 2009

Roma 23, 24 e 25 Ottobre 2009 II^ Edizione degli stati generali dell'antimafia


Tratto da www.libera.it

LIBERA da sempre lavora per rafforzare il versante della prevenzione nell'opera di contrasto alle mafie, nella consapevolezza che il solo versante repressivo sia necessario ma non sufficiente. La prima vera risposta al controllo mafioso del territorio è la pratica di cittadinanza e partecipazione che singoli, associazioni e formazioni sociali di ogni genere sono chiamati a costruire e vivere. A tale riguardo nei documenti di Libera spesso si richiama uno dei suoi obiettivi principali: "costruire una comunità alternativa alle mafie", dove vengano riconosciuti a ogni essere umano diritti e non favori, a differenza di quanto avviene nel sistema mafioso, così come è definito nella Carta Costituzionale. La battaglia contro le mafie è quindi necessariamente una battaglia per i diritti sanciti dalla Costituzione.

CONTROMAFIE è un percorso di impegno culturale e sociale, uno strumento di lavoro che LIBERA propone periodicamente per offrire progettualità e contenuti all'associazionismo che si occupa di lotta alle mafie e che si batte per legalità e giustizia sociale; ulteriore obiettivo è la verifica degli esiti del confronto avviato con le istituzioni, con la politica e altri soggetti, a partire da quanto contenuto nel Manifesto finale di ogni edizione. Il messaggio degli Stati generali è duplice, ovviamente negativo (contro le mafie) ma soprattutto positivo (per i diritti della Costituzione): è necessario "essere contro" tutte le mafie e la corruzione, le illegalità e i soprusi, ma è più importante "essere per" costruire percorsi e spazi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.

OBIETTIVI E CONTENUTI
I principali obiettivi della seconda edizione di Contromafie sono:

a) la definizione di percorsi e strategie di prevenzione e contrasto alla violenza mafiosa;

b) la forte denuncia della ripresa del fenomeno della corruzione e della cultura dell'illegalità che l'alimenta e all'interno della quale le mafie prosperano e reclutano nuove forze;

c) l'approfondimento dell'organizzazione delle diverse mafie, dei loro principali affari e alleanze illecite, alla luce dell'attuale congiuntura di crisi economica mondiale;

d) il rafforzamento e l'accompagnamento di associazioni, organizzazioni e realtà che promuovono cultura, informazione e mobilitazione contro le mafie e i loro complici;

e) la verifica a distanza di tre anni della realizzazione delle proposte contenute nel manifesto della prima edizione, per sottolineare gli obiettivi raggiunti e denunciare lacune e ritardi;

f) la redazione di un nuovo manifesto indirizzato alla società e alla politica non solo italiana, ma europea in primo luogo, per dare respiro continentale alla lotta contro le mafie.

Adios Mercedes...



«Ciò che ci lascia Mercedes Sosa è l'amore per la libertà, per la democrazia, per la solidarietà, per il rispetto di tutti», ha detto a Radio Continental (www.continental.com.ar) Fabian Matus, figlio della grande cantante argentina che si è spenta ieri all'età di 74 anni.

sabato 3 ottobre 2009

La comunione di Pasqualino


Valentino Gionta festeggia sfarzosamente la comunione di suo figlio Pasqualino. Prima dell'inizio del banchetto, c'è un incontro fra capi clan nella cucina del ristorante. Carmine Alfieri porta in dono un orologio d'oro. Giancarlo e il suo amico Rico guardano da lontano sperando di fare uno scoop. La musica classica napoletana non manca. Improvvisamente c'è un bltiz dei carabinieri. Gionta viene arrestato e mentre va via chiede che la musica non si fermi, bacia con ostentato vigore sua moglie. Non siamo in un film di Alfonso Brescia con Mario Merola. Questo è Fortapàsc e il regista è Marco Risi.