lunedì 26 ottobre 2009

Il Bambolotto e il Pazzo

Un pomeriggio soleggiato illumina lo Stadio Monumental di Buenos Aires. Il vento lieve che spira dal Río de La Plata completa la giusta cornice per il superclásico che vede scontrarsi il River Plate e il Boca Juniors. Stati d’animo diversi per i due club più importanti d’Argentina. Il River è in grave crisi (sulla panchina dei millionarios siede da poco Leo Astrada dopo l’addio de el Pipo Gorosito), ha vinto una sola gara fino ad ora ma il pubblico gli riserva una accoglienza degna dell’importanza dell’incontro e della storia del club. Il Boca dopo un inizio stentato ha ingranato la marcia giusta. Il biglietto da visita de el equipo de la ribera sembra incoraggiante: tre vittorie consecutive, un Riquelme che cresce di partita in partita (se ne accorgerà Maradona?) e el Loco (il Pazzo) Palermo che sembra non voler mettere fine alla sua splendida carriera. Scendono per prima sul terreno di gioco el Burrito (l’Asinello) Ortega e compagni. Un paio di minuti per salutare il pubblico e prometter loro il massimo impegno. Nel frattempo gli xeneizes aspettano con ansia nel sottopassaggio. Ora tocca a loro salutare il loro pubblico. Palermo con la fascia di capitano e una mascherina protettiva sul viso guida i suoi sul terreno di gioco. Astrada schiera Ortega (170 cm), el Muñeco (il Bambolotto) Gallardo (165 cm) e Buonanotte (157 cm) sulla linea d’attacco, lasciando in panchina El Gordo (il Grasso) Fabbiani e piazzando davanti alla difesa Matías Almeyda. Anche il Boca schiera i suoi senatori el Pato (il Papero) Abbondanzieri, el Negro (il Negro) Ibarra, Battaglia, el Mudo (il Muto)Riquelme e Palermo con il consolidato 4-3-1-2. Agli eurocentrici sono nomi che sanno di giocatori finiti che da noi hanno detto poco o non hanno più nulla da dire, ma non è proprio così. E la partita lo confermerà.
Primo tempo - Il River parte convinto, l’orgoglio è il serbatoio dove attingere motivazioni. Ortega accelera spesso in dribbling e lo stadio si alza in piedi per accompagnare le sue azioni. Al 6’ Nicolás Domingo (ottimo servizio di Buonanotte) si trova faccia a faccia con Abbondanzieri, ma spara fuori. All’8’ Abelairas cerca di spaventare il Boca con un tiro da fuori ma la palla va alta. Il Boca risponde al 15’ con un zurdazo di Rosada. Palla fuori di poco. El pocho Insúa, Riquelme e Battaglia fraseggiano bene, ma davanti a loro c’è un Almeyda in gran spolvero che recupera palloni, smistandoli con velocità e intelligenza. Il River tiene meglio il campo e al 24’ la sua superiorità potrebbe concretizzarsi. Buonanotte controlla (con un braccio?) un pallone delizioso di Ortega, il terzino sinistro Monzón è scavalcato e costretto al fallo. Con lo sguardo verso il Río de La Plata, l’Asinello sistema il pallone sul cerchio bianco. Il Papero lo guarda, allarga le ali e fa un passo avanti (rigore da ripetere), la porta sembra restringersi in un attimo e il pallone è deviato in corner. Ancora 0-0. Buonanotte è un folletto imprendibile e si guadagna una punizione. Gallardo sistema il pallone. Nell’ultimo Boca-River, dalla stessa posizione aveva battuto Abbondanzieri con una parabola perfetta. Parte il Bambolotto e le galline di Nuñez festeggiano gridando: «¡Muñeco, Muñeco, Muñeco!». River in vantaggio meritato. Siamo al 28’. Il Boca sembra non essere sceso in campo. Forse temeva la bestia ferita. El Coco Basile appare disorientato. Al 33’ Abbondanzieri ferma Abelairas andato alla conclusione da pochi passi. Los millionarios sembrano in grado di andare al raddoppio, ma non sanno approfittarne. Cominciano ad arrivare i primi cartellini (Sanchez e Villagra per il River, Rosada per il Boca). Al 45’ l’inconsistenza degli xeneizes si materializza in un tiro di Battaglia. Dopo oltre 3 minuti di recupero si va negli spogliatoi. River 1 Boca 0. Giusto così. Un Boca irriconoscibile e disordinato pensava di incontrare sulla sua strada un gol. Gol che invece il River è andato a cercare, trovandolo.

Reuters, Punizione gol di Gallardo. Fonte www.gazzetta.it

Secondo tempo - Basile inserisce il cileno Gary Medel per Ibarra. Guai fisici per el Negro. Al 1’ minuto il River rimane in 10. Villagra si becca il secondo giallo e va fuori. 4 minuti l’Asinello furbo e esperto provoca il paraguayano Cáceres con una spinta gratuita. Il centrale del Boca si gira d’istinto toccando Ortega al petto. L’ex Samp e Parma rovina a terra toccandosi il viso. Cartellino rosso. 10 contro 10. Il Boca si schiera con una difesa a 3. Al 7’ Nicolás Osvaldo Gaitán si invola verso la porta del River. Dribbling stretto e rapido, tiro forte ma centrale. Vega para a terra. Al 9’ ci prova Insúa con un bel sinistro. Il Boca cresce, il River arretra. Gaitán sembra ispirato, Riquelme e Palermo i soliti temibili sornioni. Al 13’ Vega manda in angolo un tiro del 10 boquense (bello il fraseggio con Gaitán e Insúa). Al 15’ il Bambolotto esce per far spazio a Maximiliano Coronel. Astrada vuole difendere il risultato, ristabilisce la difesa a 4, ma il gol è nell’aria. Siamo al 18’ della ripresa. Gaitán serve Riquelme, tocco di tacco volante e delizioso del Muto, carezza di Palermo (primo pallone toccato) e palla in rete. 1 a 1 e abbraccio (pacificatorio?) fra i due. Il Pazzo risponde a il Bambolotto. Stessi attori, sequenze diverse dell’ultimo Boca-River. La squadra di Basile sembra poterlo vincere questo superclásico. Al 19’ fuori Insúa dentro Chavez. Al 22’ Riquelme manda alta una punizione (stessa mattonella da cui è nato il vantaggio del River) e 5 minuti dopo si becca un giallo. Quando il River sembra sparito (e in realtà è tutto arroccato a difendere il risultato), ancora un ispiratissimo Buonanotte serve un pallone d’oro a Abelairas, che immagina già i titoli dei giornali e l’urlo della folla, senza fare i conti con la sorte. Palla sul palo a Papero battuto. «Está bueno el clásico» commenta dalle frequenze di Radio Continental Victor Hugo Morales, uno che di calcio e emozioni se ne intende. Al 32’ il Grasso fa rifiatare l’Asinello e dall’altra parte Monzón lascia spazio al tucumano Krupoviesa. Al 35' ancora un giallo, questa volta tocca a Buonanotte. Il Boca ha ancora un paio di occasioni. Punizione di Riquelme parata al 37’ e Paletta non aggancia un pallone a un metro da Vega al 40’. Ancora il tempo per un giallo a Ferrari del River e l’ingresso di Mauro Díaz per un esausto e ottimo Buonanotte. Dopo 3 minuti di recupero l’arbitro Laverni fa calare il sipario sullo stadio Monumental. Emozioni, nervi (neanche troppo tesi), spettacolo sulle tribune, ottima la compagnia di Victor Hugo, tanta nostalgia per Buenos Aires. River e Boca 1-1.

Gallardo e Palermo festeggiano il gol. Fonte www.ole.clarin.com

3 commenti:

  1. "Agli eurocentrici sono nomi che sanno di giocatori finiti che da noi hanno detto poco o non hanno più nulla da dire,ma non è proprio così.E la partita lo confermerà".Già,penso a Gallardo,che mi impressionò moltissimo quando ero un bambino,per l'eleganza e la capacità realizzativa.Lo ricordo al Monaco,per 3 o 4 stagioni,la prima fantastica,le altre meno,fino a scornarsi con Deschamps,e lo ricordo a France '98.Ricordo El Burrito,a tratti eccelso,a tratti catastrofico in quel di Genova sponda Samp,rude su Van Der Sar in Francia,immenso nei suoi pallonetti da ogni posizione (con entrambi i piedi) e nelle cantine locali.E Almeyda,beh,sono juventino,fai un pò tu..Forse lo ricorda anche Buffon..Il campionato argentino resta tra i più belli al mondo,di sicuro il più interessante,con quell'aria unica,ora rassegnata,ora spaccona,di sicuro intensa.Ottima la cronaca,veramente un buon lavoro :)

    RispondiElimina
  2. Una prosa agile e leggera, radiofonica...Ma hai esperienze radio? Mi sembra che potresti dedicarti con buone chances di successo ad una carriera in stile Sandro Ciotti!!

    RispondiElimina