giovedì 14 gennaio 2010

"L'altra Chernobyl"



Tratto da www.produzionidalbasso.com

"L’altra Chernobyl" è un documentario attraverso il quale desideriamo analizzare il rapporto tra salute e rifiuti in Campania, perché tutti devono sapere.

Il documentario viaggia attraverso tre zone del napoletano, portatrici di tre storie diverse ma tutte unite dallo stesso problema: la terribile incidenza dell’inquinamento ambientale sulla salute. Pianura, discarica ufficiale di tutta Italia, dove per più di 40 anni sono stati sversati rifiuti tossici di ogni genere e dove ora sono aumentati vorticosamente i tumori e in particolare i casi di linfoma di Hodgkin. Bacoli, che nel 2007 l’Oms ha riconosciuto come uno degli otto comuni campani col più alto tasso di mortalità, malformazioni e neoplasie. Ufficialmente, sul territorio, non esistono discariche ma per anni, nel silenzio, i laghi e le cave di questa bella città sono stati riempiti illegalmente di rifiuti tossici. E infine Chiaiano, dove è stata situata una nuova discarica a cielo aperto che rischia di inquinare una delle più importanti falde acquifere di Napoli; si preannuncia l’ennesimo disastro ambientale.

“L’altra Chernobyl" è stata la risposta naturale a un bisogno, il bisogno di denunciare la realtà di una città a cui è stato tolto uno dei diritti fondamentali dell’uomo: il diritto alla salute. Napoli è la città d’Italia con la più alta incidenza di tumori al polmone, infarti e disturbi vascolari; Napoli sta morendo e, purtroppo, in pochi sembrano accorgersene.

Adriano Natale, Chiara Cimini, Ottavio Mauriello

http://laltrachernobyl.com/

martedì 12 gennaio 2010

Cromañón, una tragedia argentina







Foto di Andrea Meccia

Siamo a Buenos Aires, a pochi passi dalla stazione di Once.
La piazza antistante la discoteca República Cromañón si chiama Plaza Miserere. Misericordia ci vorrebbe per i disperati che la affollano tutti i giorni e per i 194 ragazzi che la notte del 30 dicembre del 2004 vi morirono asfissiati, quando scoppiò un incendio durante il concerto del gruppo Los Callejeros. Madri, fratelli, amici, cugini, fidanzati, padri, sorelle vanno lì a a baciare una foto, a portare un fiore, a fare un saluto, a far tornare alla mente un dolce ricordo. Silenziosamente. Tutti con la stessa faccia segnata dalle lacrime e dal dolore.