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Memoriale di una fabbrica

AL CROCEVIA DI CASSINO Cassino, Piedimonte San Germano – Per osservare e tentare di capire cosa abbia voluto e cosa voglia dire ancora la presenza del sito industriale oggi Stellantis di Cassino-Piedimonte San Germano nel territorio del basso Lazio, sono disponibili un paio di opzioni che bisogna provare a tenere insieme. La prima invita a costeggiare l’infinito perimetro dello stabilimento – i cancelli di ingresso e uscita dei lavoratori e delle lavoratrici, i capannoni, la centrale termica, il centro sportivo divenuto hub vaccinale Covid-19 in tempo di pandemia, lo snodo ferroviario che comunica con l’impianto per movimentare merci e vetture – provando a immaginare cosa ci fosse lì prima che la Fiat si “meridionalizzasse”. L’alternativa, più suggestiva e seducente, è invece scegliere di guardare il tutto dall’alto, inerpicandosi lungo gli oltre 500 metri di altitudine dall’Abbazia di Montecassino, dalla cui Loggia del Paradiso si può scattare una foto forse capace di tenere insieme i...

Fiat, Cassino: viaggio nella Mirafiori del Sud

Sergio Marchionne, nell'intervista a Ezio Mauro dopo l’acquisizione del 100% di Chrysler da parte di Fiat, lo ha definito lo stabilimento più adatto per il rilancio del marchio Alfa Romeo. Ma in questo mese di gennaio, alla Fiat di Cassino - dove si producono ancora Giulietta, Delta e Bravo - sono stati soltanto quattro i giorni di lavoro. E a febbraio la situazione non migliorerà. Dopo oltre due anni di cassa integrazione, le parole dell'amministratore delegato del Lingotto, non sembrano risollevare lo stato d'animo dei lavoratori, già delusi dal fallimento di Fabbrica Italia. Mentre l'economia locale e l'indotto, fortemente legati all'andamento della Mirafiori del Sud, vivono difficoltà ancora maggiori e aspettano con ansia le mosse di Marchionne. Servizio di Pasquale Notargiacomo e Andrea Meccia per Repubblica.it

Goodbye Novecento, Mirafiori ti saluta

  In queste ore 5431 lavoratori dello stabilimento torinese di Mirafiori sono chiamati a esprimere il loro parere sull'accordo firmato il 23 dicembre scorso dai sindacati e la Fiat. Solo la Fiom-Cgil non ha posto la sua firma su un accordo destinato a modificare le relazioni industriali nel nostro Paese. Marchionne, l'amministratore delegato della Fiat, minaccia di portare gli investimenti altrove in caso di vittoria del NO e il primo ministro Berlusconi sposa le sue dichiarazioni. Sono stati giorni di tensione davanti ai cancelli di Mirafiori con operai contro operai, la Fiom contro le altre sigle sindacali. Tra qualche ora l’esito del referendum.     IL FUNERALE - Partiamo da una data. Il 15 ottobre del 1980. Era un piovoso mercoledì pomeriggio e nel cinema Smeraldo di Via Tunisi a Torino si celebrò un funerale. E a quelle esequie chi doveva esserci non mancò. C’erano i delegati del “consiglione” di Mirafiori, i vertici della Federazione Lavorator...