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Visualizzazione dei post con l'etichetta 9 maggio 1978

A proposito del film-Tv "Felicia Impastato"

Ieri sera il film-Tv "Felicia Impastato" (Rai Uno). Un prodotto che inquadra un momento importante della storia di Peppino: la battaglia per la verità sulla sua morte. Il regista Gianfranco Albano lo ha fatto attraverso il coraggio di sua madre (interpretata da Lunetta Savino), di suo fratello e dei suoi compagni di lotta. L'inizio è interessante. La voce radiofonica di Peppino come colonna sonora per riprendere un tema caro legato alla rappresentazione cinematografica della mafia: i paesini siciliani come villaggi western in cui domina la paura. Nel suo complesso artistico però, non l'ho trovata un'opera degna di nota, ovvero capace di restituirci la complessità di quanto accaduto a partire dal 10 maggio del 1978. Passaggi troppo rapidi, poco problematizzati. Il film accenna mille temi, situazioni, personaggi, passioni, battaglie, ma non ce li spiega mai fino in fondo. Forse, sarebbe troppo chiedere alla Rai di restituirci il pensiero che ha animato i compagni d...

9 maggio 1978. Aldo Moro e Giuseppe (Peppino) Impastato. Due tragedie nazionali

Ci sono volti, nomi, luoghi, circostanze, episodi, coincidenze, pensieri che ti entrano dentro e diventano tutt'uno con il tuo respiro fisico e mentale. La storia di Aldo Moro e Peppino Impastato e' per me un caso paradigmatico. Il corpo di Moro fu ritrovato intorno alle ore 13,30 di quel 9 maggio e fu subito tragedia nazionale. Poche ore prima a Cinisi, un paesino ad alta densità mafiosa, veniva ritrovato il corpo del giovane "terrorista suicida" Peppino Impastato. La sua morte sarebbe rimasta per anni solo una tragedia familiare. Voglio ricordare chi erano queste due vittime del Potere, ma non me la sento di metterli dentro uno stesso articolo. L’approccio con cui ho cercato di capire cosa sia successo quel 9 maggio a Roma e Cinisi è troppo diverso e non assimilabile. Il coinvolgimento emotivo è differente. Aldo Moro avrebbe potuto essere uno zio o un nonno simpatico, dalla parlata affabulante, reazionario fino al punto giusto ma comprensivo delle mie istanze di rib...

9 maggio 1978. Cinisi, alle porte di Palermo.

Era il 9 maggio del 1978 e a Cinisi, paesino alle porte di Palermo, lungo i binari di una ferrovia veniva ritrovato il corpo irriconoscibile e ridotto in mille pezzi di un giovane attivista politico candidato alle elezioni comunali. Si chiamava Giuseppe, per tutti Peppino e il suo nome era inserito nelle liste di Democrazia Proletaria (DP). Cinisi era la roccaforte del boss Gaetano (Tano) Badalamenti. La famiglia di Peppino non era una famiglia mafiosa tout court, ma suo padre Luigi amava circondarsi di uomini d'onore e quel figlio rivoluzionario e comunista era una vergogna da nascondere. Lo zio di Peppino, Cesare Manzella, era invece un mafioso che tanti anni prima era stato fatto saltare in aria con una carica di tritolo nella sua auto. Le indagini dei carabinieri batterono subito la pista dell'attentatore sfortunato. Peppino era un comunista rivoluzionario, un terrorista che voleva mettere una bomba sui binari, ma gli era andata male. Era saltato in aria come Giangiacomo Fe...

9 maggio 1978. Via Caetani, Roma

Era il 9 maggio del 1978 e giornali e televisioni di tutto il mondo avevano i loro obiettivi e le loro telecamere in Via Michelangelo Caetani a Roma, in pieno centro storico. Il bagagliaio di una Renault 4 (macchina simbolo dei giovani dei movimenti) custodiva il corpo crivellato di Aldo Moro, il presidente della Democrazia Cristiana. Per 55 giorni Moro era stato tenuto nella "prigione del popolo" delle Brigate Rosse, processato dai suoi capi e condannato a morte. Era stato rapito il 16 marzo, il giorno in cui Andreotti sarebbe diventato presidente del consiglio con i voti anche del Pci (la prima volta nella storia repubblicana). Moro e Berlinguer (segretario del Pci) erano stati i grandi artefici di quel disegno politico che aveva portato ad un definitivo coinvolgimento del Pci nell'area di governo. Un'azione politica delicatissima nel contesto geo-politico della Guerra Fredda. Le Brigate Rosse avevano portato l'attacco al "cuore dello stato", avevano a...