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Visualizzazione dei post con l'etichetta Parole da conservare

Parole per orientarci/5

Un'immagine tratta da Lamerica (Gianni Amelio, 1994) Se "Paisà" fu l’esplosione delle nostre contraddizioni ed espresse la speranza di un futuro di giustizia e solidarietà, "Lamerica" dopo la guerra miserabile  tra ricchi e riccastri in questi anni avvenuta – ma tutt’ora in atto - alla fine di una Repubblica che doveva morire e all’inizio di un’altra subito marcia, apre davvero sull’incertezza di un nuovo secolo, posto sotto il segno del nostro egoismo e del nostro rifiuto di ascoltare gli altri e, soprattutto, di ascoltare il nostro stesso passato, di riflettere sulla nostra anima perduta.  Goffredo Fofi

Parole per orientarci/4

Il 1992 è un anno che non si può eludere: è un osservatorio essenziale per guardare anche agli anni ottanta e all’esito degli anni settanta. È forse necessario chiedersi se in questo percorso il Palazzo e parti significative del paese non si siano in realtà «avvicinate», con quei tratti che Pasolini aveva delineato: lo spregio delle regole, il crescente disinteresse per i valori collettivi, un privilegiamento dell’affermazione individuale e di gruppo che considera le norme un impaccio (e tratta chi le difende come un nemico da sconfiggere o da corrompere). Nel processo conflittuale che contribuisce di volta in volta a definire l’identità di un Paese – nel nostro caso, a “fare gli italiani” – l’esito degli anni settanta e i processi degli anni ottanta hanno lasciato segni non superficiali: segni destinati a condizionare anche il decennio successivo. Guido Crainz, Il Paese mancato. Dal miracolo economico agli anni Ottanta , Donzelli - 2005

Parole per orientarci/3

Enrico Baj, Guernica - 1972 Nessuna democrazia occidentale ha conosciuto, come l'Italia, l'assassinio come strumento di lotta politica. Nessuna democrazia è stata così incapace e riottosa nell'indicare alle vittime, e a se stessa, le colpe e le responsabilità. Anche per perdonarle, alla fine. Anche per dimenticarle, finalmente. Anche per trovare nell'inferno, che ha diviso il Paese per una lunga stagione, buone ragioni per sentirsi oggi uniti e fiduciosi. Giuseppe D'Avanzo, L'ultimo "tributo" ad uno Stato cieco , La Repubblica 4 Maggio 2005

Brano tratto da "Cuando me muera quiero que me toquen cumbia", di Cristian Alarcón

A lo largo de Quirino Costa, sobre el borde del descampado, una hilera de jóvenes vaciaba los cargadores disparando haciael barro roseco del baldío."Salimos de acá y dimos la vuleta por los lugares donde él siempre andaba. Cuando la pompa fúnebre se asomó frente a la villa los tiros sonaban como en Navidad. Así fue la despedida de Víctor", recuerdaorgullosa Sabina. Lo enterraron con las banderas de Boca y Tigre cubriendo el cajón. Y entre las decenas de coronas había una igual a la que había pedito durante sus últimos meses, acosado por la policía: "Si me agarran, que me hagan una corona con flores de Boca", había dicho como bromeando sobre un futuro anunciado. Tratto da Cuando me muera quiero que me toquen cumbia. Vidas de pibes chorros , Cristian Alarcón, Grupo Editorial Norma

...qualche attimo di paradiso...

« Avevo l'impressione di guadagnarmi qualche attimo di paradiso ogni volta che entravo in area e mi ritrovavo tra due disperati che si credevano macellai e assassini... » Osvaldo Soriano (1943-1997)

"Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti"

Fenomenologia di Mike Bongiorno , in Diario minimo, Umberto Eco. Correva l'anno 1961... L'uomo circuito dei mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei suoi compensi narcotici a cui ha diritto è l'evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. Per toglierli ogi responsabilità si provvede però a far sì che questi ideali siano di fatto irraggiungibili, in modo che la tensione si risolva in una proiezione e non in una serie di operazioni effettive volte a modificare lo stato delle cose. Insomma, gli si chiede di diventare un uomo con il frigorifero e un televisore da 21 pollici, e cioè gli si chiede di rimanere com'è aggiungendo agli oggetti che possiede un frigorifero e un televisore; in compenso gli si propon...

Brano tratto da "Cuando me muera quiero que me toquen cumbia", di Cristian Alarcón

El baile de los chicos que para cuando mueren quieren cumbia es una ceremonia funeraria convertida en carnaval; es dedicarle lo ganado en ese rapto de violencia que implica acercarse demasiado a la muerte, al frenesí de las pistas, a los latidos frenéticos que sólo puede dar la cocaína, a la distorsión de imágenes, colores y significados que regalan las pastillas mezcladas con alcohol. Como una reverencia hacia un paganismo villero histórico y a lo que podría definirse también como un vitalismo de suburbio extremo, o extremo vitalismo suburbano, el Frente y sus compañeros, como Manuel, entregaban gran parte del botín al consumo de alcohol en jarras y se lo mastaba en el zarandeo de cuatro mil venidos desde todos los puntos del conurbano norte, en micros que pasan por los recoveros más pobres a acarrear a la masa que viaja como sea a ver las bandas nueva sobre el escenario del Tropitango. El Tropi es el boliche de Panamericana y 202 al que han bautizado con justicia “la Catedral de la c...

Chi è un desaparecido?

Se considera desaparición forzada la privación de la libertad a una o más personas, cualquiera que fuere su forma, cometida por agentes de Estado o por personas o grupos de personas que actúen con la autorización, el apoyo o la aquiescencia del Estado, seguida de la falta de información o de la negativa a reconocer dicha privación de libertad o de informar sobre el paradero de la persona, con el cual se impide al ejercicio de los recursos legales y de las garantías procesales pertinentes. Convención Intermaericana sobre desaparición forzada de personas (aprobada en Belem do Pará en 1996).

El gordo non si alza ma chiede scusa...

Finale di partita Gabriela camminava abbracciata ai fiori che portava per suo fratello Javier, nel cimitero della Chacarita, a Buenos Aires, quando per caso scoprí la tomba di Osvaldo Soriano. - Fiori non ne vuole, - le disse il becchino. - Lui é uno di sinistra. - Ma a noi di sinistra piacciono i fiori, - rispose Gabriela. Il becchino scosse il capo: - Qui vengono un sacco di tipi strani. Se lei potesse vedere... Se le raccontassi... E le racconto'. Mentre spazzava il terreno con la ramazza, il becchino racconto' che la' accorrevano dei tipi strani, che si mettevano a girare attorno alla tomba di Soriano, e chiacchieravano. Non stavano mai zitti. E - non c'e' proprio piú rispetto -ridevano! -Le sembra possibile? Ridono. Capisce? Ridono! Si piegano in due dalle risate, - proseguí il becchino, ma quella non era ancora la cosa peggiore. - Se lei sapesse... Se le raccontassi... - E a voce bassa: - Gli lasciano anche delle lettere! Gli seppellisono dei bigliettini! Le p...

El Zorzal Criollo...

Nel cimitero della Chacarita, dove si trovano le sue ossa bruciate, Carlos Gardel sorride, in piedi, con un braccio piegato e rivolto in avanti, come se stesse cantando o come se porgesse la mano. L'usanza impone che chi gli passa davanti deve lasciargli tra le dita una sigaretta accesa. E un fiore. Carlos Gardel: un amore argentino, tratto da Ribelli, sognatori e fuggitivi , Osvaldo Soriano, Einaudi Foto di Andrea Meccia Buenos Aires, Cimitero della Chacarita, Giugno 2009 Dedicata a Mi corazón

Giuseppe (Pino) Pinelli

«Pino Pinelli, l'ultimo di una lunga serie di anarchici suicidi» Gian Maria Volontè in Tre Ipotesi sulla morte di Pinelli , Elio Petri, 1970

Te recuerdo Amanda...

Te recuerdo Amanda , Victor Jara Victor Jara, cantante popolare cileno, torturato e ucciso nei giorni del golpe militare di Pinochet in Cile (11 settembre 1973). A volte, Víctor, quando la tua voce riempie la sala di casa mia, o quando pulisco i vecchi dischi, uno dei miei figli domanda chi canta, e la risposta è sempre la stessa: quest’uomo che canta è mio fratello ed in ognuna delle mie carezze ci sono anche le sue mani. Luis Sepúlveda

Giù dalla finestra...

Pinelli è infine un simbolo che va al di là del suo tremendo destino. E' la prova che la giustizia non è uguale per tutti: da una parte lo stato coi suoi baluardi da difendere, dall'altra un cittadino senza diritti (...). I baluardi dello Stato non si toccano, la magistratura non si discute (...), la polizia è al di sopra di ogni sospetto, va coperta, va giustificata. (...)Ristabilire la verità sulla sua morte è un dovere politico e morale. Camilla Cederna, Pinelli. Una finestra sulla strage , Feltrinelli, Milano, 1971 Il volo dell'anarchico Pinelli in un disegno di Dario Fo

Una pala di ficodindia...

Verso Corleone, Estate 2008 Il fotografo palermitano Natale Gaggioli [...] si portava sempre dietro una pala di ficodindia, la pianta simbolo d'una Sicilia circondata dal mare, inondata dal sole [...]. Gaggioli arrivava sul luogo del delitto, faceva i suoi calcoli di luce, piantava il ficodindia in prossimità del cadavere. E solo allora «scattava». «Se non facessi così le mie fotografie oltre lo stretto non le comprerebbe nessuno», si divertiva con aria mercantile e divertita. Aveva davvero ragione lui. Una mafia che non fosse anche folklore, che non evocasse i sotteranei bui della leggenda dei Beati Paoli, che non fosse spiegata anche alla luce del clima siciliano o del «temperamento» dei suoi abitanti a chi poteva interessare negli anni '50 o '60? Se fin da allora fosse stata ridotta a ciò che in realtà è sempre stata - sopruso, violenza e delitti - forse l'opinione pubblica italiana si sarebbe subito ritratta inorridita. E avrebbe finito col rimuovere. Saverio Loda...

Profezia pasoliniana. Maradona meglio di Franco Franchi.

Telecronaca di Victor Hugo Morales Il sogno di ogni giocatore, condiviso da ogni spettatore, è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai. E' un sogno che ho visto realizzato solo ne I Maghi del pallone da Franco Franchi, che, sia pure a livello brado, è riuscito a essere perfettamente onirico. Pier Paolo Pasolini

Cos'è l'uomo medio?

Orson Welles interpreta un regista sul set di un film sulla vita di Cristo. Pier Paolo Pasolini nel 1963 girò La ricotta , uno dei quattro episodi di un film dal titolo RoGoPaG . Ogni episodio è stato girato da un regista diverso e le inziali del cognome di ogni autore danno il titolo al film (Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti).