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Visualizzazione dei post con l'etichetta Aliberti Editore

Cento giorni a Palermo

Il post è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano e su Strozzateci tutti Qualche sera fa, una piacevole sorpresa. Rai Storia mandava in onda in prima serata il film Cento giorni a Palermo (regia di Giuseppe Ferrara , 1984) e al termine della pellicola un breve approfondimento sulla morte del Generale Dalla Chiesa, estratto di una vecchia puntata del ciclo La Storia siamo noi . Questo piccolo pezzo della televisione pubblica ricordava nobilmente e sommessamente ai cittadini pagatori del canone quello che di terribile accadde il 3 settembre del 1982 a Palermo, quando la mafia uccise il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa , sua moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo . Da poco più di tre mesi il Generale Dalla Chiesa, celebrato come l'eroe nazionale della lotta al terrorismo, aveva lasciato la divisa di carabiniere per indossare gli abiti di prefetto del capoluogo siciliano. Il film annuncia in maniera didascalica l'arrivo di Dalla Chiesa in Si...

Baarìa, la mafia come accessorio

Il post è stato pubblicato su Strozzateci tutti Tante bandiere rosse tutte insieme si ricordano nei due atti di Novecento (1976), la magna opera bertolucciana girata a metà anni '70 nella bassa Padana. Un cast e un budget hollywoodiano furono messi al servizio di un ispiratissimo Bernardo Bertolucci che regalò alla storia del cinema un'opera intensa e emozionante. Il film catapultava sulle spalle di un padrone finanziatore di fascisti e di un contadino comunista la storia nazionale della prima metà del secolo scorso. Tante bandiere rosse le ritroviamo in Baarìa (2009), kolossal in salsa sicula di Giusppe Tornatore costato 25 milioni di euro (o forse qualcosa in più) alla Medusa di Silvio Berlusconi. Se qualcuno vide nel finale "accomodante" di Novecento una strizzata d'occhio di Bertolucci alle tessitura del compromesso storico fra Dc e Pci, cosa dovremmo vedere oggi nel finale disneyano di Baarìa del premio Oscar Peppuccio Tornatore? Conosciamo bene il per...

Il sindaco e la fiction. Cronaca di un rapporto difficile

Il post è stato pubblicato sul blog Strozzateci tutti Dentro a Regina Coeli c’è ‘no scalino Chi nun salisce quello nun è romano Nun è romano e manco tresteverino Canto della malavita romana Spiaggia di Torvajanica. Estate 2010. Un gruppo di ragazzotti fra i 30 e i 40 anni si gode l’ultimo sole di una afosa domenica. Qualcuno porta al collo una croce celtica, qualcun altro ce l’ha tatuata sul braccio. Si interrogano sul come affrontare la serata. C’è chi ha voglia di una pizza, chi deve vedersi con la fidanzata e chi non vede l’ora di far riposare la pelle arrossata sul divano. Quando il sole sta per nascondersi, il più giovane del gruppo con la voce roca e cavernosa esclama: «Oggi me sento proprio come Danilo Abbruciati». Un attimo di silenzio precede la grassa e forzata risata di tutto il gruppo. Danilo Abbruciati detto er Camaleonte è morto a Milano in un conflitto a fuoco nel 1982. Abbruciati era un boss della Banda della Magliana, la holding politico-criminale che terrorizza...

Fortapàsc. Cronache dal film

L'articolo è stato pubblicato sul blog Strozzateci tutti Fortapàsc è un film di Marco Risi dedicato alla memoria di Giancarlo Siani, giornalista de Il mattino ucciso a soli 26 anni nel 1985. Giancarlo viene da Napoli e inizia a fare il corrispondente da Torre Annunziata, roccaforte del boss Valentino Gionta. Siamo nella Campania del post-terremoto. Nel novembre del 1980, la terra aveva tremato. Migliaia di morti da piangere avevano portato miliardi di lire da spartire fra i clan, politici e imprenditori corrotti. Cronache dal film Valentino Gionta lo hanno arrestato durante la comunione di suo figlio Pasqualino mentre l’orchestra suonava Pe’ sempe . Sembrava quasi di vedere un film di Alfonso Brescia con Mario Merola. Gionta va via con le manette ai polsi accompagnato dalle note di 'O bene mio . Dopo tre giorni di carcere, il boss torna a casa a bordo di una potente motocicletta. Lo scortano i valentini , i suoi uomini fidati, per far capire chi comanda in quel pa...

Strozzateci tutti

Da qualche giorno è on-line il blog Strozzateci tutti . Siamo un gruppo di scrittori che si occupano di mafie, ognuno con la sua sensibilità, la sua capacità analitica, la sua passione civile. Il blog anticipa l'uscita di una antologia prevista nel mese di ottobre per Aliberti Editore. Qui riporto il manifesto attorno al quale ci siamo riuniti. Il Manifesto «Essere pro o contro. Oggi la scrittura non sembra concedere possibilità ulteriori. Raccontare o non raccontare; indagare, approfondire, utilizzare i dettagli o rimanere ad un livello di superficie fatto di sensazioni e scoop quotidiani che rincorrono notizie di morti e indagati, e che poco aggiungono alle conoscenze sulle mafie. Adottare uno stile sensazionalistico che non rischia di essere accusato di antipatriottismo, ma che rischia di celebrare personaggi e comportamenti criminali favorendo più o meno consapevoli meccanismi di identificazione, o scegliere la via dell’analisi del quotidiano, conoscere, osservare, chiamare in ...