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Mafie transmediali. Forme e generi del nuovo racconto criminale

Dal primo febbraio è disponibile Mafie transmediali. Forme e generi del nuovo racconto criminale , un volume curato da Manuela Bertone e Céline Masoni edito da Rubbettino Editore. C'è anche il mio contributo dal titolo 'Ndrangheta, la grande sconosciuta . Grazie alle curatrici e al professor Antonio Nicaso per i preziosi suggerimenti. Per saperne di più -->  https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/mafie-transmediali /

“Il ladro di bambini” di Amelio è il capolavoro che ci spiega il 1992, anno cruciale per l'Italia

Milano: la città che lo spot dell’Amaro Ramazzotti nel 1985 disegnava come “generosa, positiva, ottimista, efficiente”, come “una Milano da vivere, da sognare, […] da bere”. Una videocamera ci accompagna in una casa sporca e trascurata, incasellata in un grigio caseggiato popolare. Lì vive una famiglia di origine siciliana, composta da una mamma e due bambini. Rosetta (interpretata da Valentina Scalici) ha undici anni e una passione per le canzoni di Nino D’Angelo; suo fratello Luciano (Giuseppe Ieracitano) di anni ne ha nove e il suo cuore batte per l’Inter. Di loro padre non si sa nulla. Per ovviare alla miseria che li tormenta, Rosetta è costretta da sua madre a prostituirsi. Prima del rapporto, invoca sommessamente l’angelo custode. Mentre un cliente si accomoda nella sua camera, vediamo Luciano, malinconico e silenzioso, allontanarsi stringendo fra le mani una carta da mille lire. A rompere il perverso equilibrio familiare, l’intervento di una pattuglia. Da quel momento per Lucian...

Il deserto del carcere

«Io e te, in comune, non abbiamo niente». Così parla l’ispettore Gaetano Gargiulo (Toni Servillo) guardando negli occhi il detenuto Carmine Lagioia (Silvio Orlando). Parole che servono a rimarcare una distanza fisica e morale tra chi è un dipendente dello Stato e chi no, proprio quando i sentimenti di entrambi iniziano ad assomigliarsi. È questo uno dei momenti più acuti e profondi di Ariaferma , l’ultimo film di Leonardo Di Costanzo. Ambientata in un immaginario carcere italiano e realmente girata nell’ex carcere dalla forma panottica di San Sebastiano di Sassari, l’opera è stata presentata nella sezione “Fuori Concorso” del 78º Festival di Venezia (1-11 settembre 2021). L’opinione pubblica ha così potuto misurarsi con le potenti immagini del regista campano ( L’intervallo , L’intrusa ) in un periodo inquieto della storia giudiziaria e istituzionale del nostro paese. Da una parte le agitazioni interne al mondo della magistratura, dall’altra l’emergere delle notizie sulle violenze comm...