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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sergio Marchionne

Un immaginario anti-mafioso pacificato

L'articolo è apparso sul bianciardiano Lavoro Culturale . Una riflessione sull’uso dell’immaginario politico-mafioso nella comunicazione pubblicitaria. Il caso dello spot della nuova Fiat 500. Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant Tacito, Agricola Era il 2007 quando l’allora Fiat, classe 1899, si preparava a lanciare sul mercato la nuova 500, a cinquant’anni dai primi modelli partoriti dalle officine di Mirafiori. Sergio Marchionne fu l’anima degli spot con cui il nuovo modello si presentò al mercato. Narrazioni capaci di mettere le mani senza inibizioni nella storia del Novecento italiano, immagini che facevano unilateralmente i conti con gli eventi luttuosi e drammatici del nostro Paese per fini commerciali e ideologici. Storie intrise di una multiforme e indefinita italianità declinata secondo uno stile comunicativo audacemente persuasivo. I filmati mandati in onda furono tre in quel luglio del 2007. Duravano circa un minuto e t...

"La mafia raccontata", la recensione di Dialoghi Mediterranei

Giovanni Abbagnato, collaboratore di quotidiani e riviste, autore di saggi storici, ha recensito Mediamafia. Cosa Nostra fra cinema e TV per la rivista Dialoghi Mediterranei dell'Istituto Euro-Arabo di Mazara del Vallo . Nel panorama dell’editoria dedicata al fenomeno mafioso – invero negli ultimi anni abbastanza connotata da una presenza di pubblicazioni di non sempre adeguata qualità scientifica e di utilità nella divulgazione – ha suscitato un notevole interesse l’uscita recente, per la collana “Linea di Difesa” dell’editore trapanese Di Girolamo, del libro del giovane comunicatore ed insegnante Andrea Meccia dal titolo eloquente: Mediamafia. Cosa nostra tra cinema e TV . Volendo inserire questa “fatica” del giovane studioso in un contesto molto più ampio, si può dire che la previsione che le attività relative all’informazione e alla comunicazione avrebbero avuto uno sviluppo esponenziale, in termini di applicativi tecnologici e di occupazione, è da lungo tempo una sort...

Fiat, Cassino: viaggio nella Mirafiori del Sud

Sergio Marchionne, nell'intervista a Ezio Mauro dopo l’acquisizione del 100% di Chrysler da parte di Fiat, lo ha definito lo stabilimento più adatto per il rilancio del marchio Alfa Romeo. Ma in questo mese di gennaio, alla Fiat di Cassino - dove si producono ancora Giulietta, Delta e Bravo - sono stati soltanto quattro i giorni di lavoro. E a febbraio la situazione non migliorerà. Dopo oltre due anni di cassa integrazione, le parole dell'amministratore delegato del Lingotto, non sembrano risollevare lo stato d'animo dei lavoratori, già delusi dal fallimento di Fabbrica Italia. Mentre l'economia locale e l'indotto, fortemente legati all'andamento della Mirafiori del Sud, vivono difficoltà ancora maggiori e aspettano con ansia le mosse di Marchionne. Servizio di Pasquale Notargiacomo e Andrea Meccia per Repubblica.it

Goodbye Novecento, Mirafiori ti saluta

  In queste ore 5431 lavoratori dello stabilimento torinese di Mirafiori sono chiamati a esprimere il loro parere sull'accordo firmato il 23 dicembre scorso dai sindacati e la Fiat. Solo la Fiom-Cgil non ha posto la sua firma su un accordo destinato a modificare le relazioni industriali nel nostro Paese. Marchionne, l'amministratore delegato della Fiat, minaccia di portare gli investimenti altrove in caso di vittoria del NO e il primo ministro Berlusconi sposa le sue dichiarazioni. Sono stati giorni di tensione davanti ai cancelli di Mirafiori con operai contro operai, la Fiom contro le altre sigle sindacali. Tra qualche ora l’esito del referendum.     IL FUNERALE - Partiamo da una data. Il 15 ottobre del 1980. Era un piovoso mercoledì pomeriggio e nel cinema Smeraldo di Via Tunisi a Torino si celebrò un funerale. E a quelle esequie chi doveva esserci non mancò. C’erano i delegati del “consiglione” di Mirafiori, i vertici della Federazione Lavorator...