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Visualizzazione dei post con l'etichetta Pier Paolo Pasolini

Parole per orientarci/4

Il 1992 è un anno che non si può eludere: è un osservatorio essenziale per guardare anche agli anni ottanta e all’esito degli anni settanta. È forse necessario chiedersi se in questo percorso il Palazzo e parti significative del paese non si siano in realtà «avvicinate», con quei tratti che Pasolini aveva delineato: lo spregio delle regole, il crescente disinteresse per i valori collettivi, un privilegiamento dell’affermazione individuale e di gruppo che considera le norme un impaccio (e tratta chi le difende come un nemico da sconfiggere o da corrompere). Nel processo conflittuale che contribuisce di volta in volta a definire l’identità di un Paese – nel nostro caso, a “fare gli italiani” – l’esito degli anni settanta e i processi degli anni ottanta hanno lasciato segni non superficiali: segni destinati a condizionare anche il decennio successivo. Guido Crainz, Il Paese mancato. Dal miracolo economico agli anni Ottanta , Donzelli - 2005

Campo e controcampo

Molto più interessante fu il dibattito successivo. Pasolini stava sul palco, avvolto in un cono di luce. Una giacca bianca da cowboy, gli occhiali scuri, il volto rigato da solchi d'aratro. I suoi interventi erano accolti con applausi isol ati. Spesso dal silenzio. Un'ostilità gentile. A una domanda stupida, che voleva essere provocatoria senza riuscirci, cioè quanto il suo cinema avesse a che fare con la vita (e il sottinteso era poco o niente), Pasolini rispose affermando un concetto che impressionò Stefano: - Il cinema è fatto di campo e controcampo: c'è campo quando la telecamera è rivolta nella stessa direzione degli occhi degli spettatori, controcampo quando succede l'inverso. Il controcampo, alternato al campo, permette allo spettatore, per una sensazione fisiologica, di sentirsi nel vivo di qualcosa -. Lo aveva colpito questa espressione: sentirsi nel vivo di qualcosa . Per essere nel vivo di qualcosa serviva un punto di vista alternativo, spiaz...

Pasolini, prossimo nostro

Pasolini, prossimo nostro, Giuseppe Bertolucci, Italia-Francia, 2006 

Dimenticare Pasolini. Per non guardarsi allo specchio

Il 2 novembre del 1975, nel pieno degli anni di piombo e della strategia della tensione, Pier Paolo Pasolini veniva ucciso. La sua febbrile attività intellettuale e artistica, le sue prese di posizione provocatorie e una vita privata scandalosa agli occhi dei benpensanti morivano in un campetto di periferia. Ricostruiamo qui il clima politico in cui maturò quell’omicidio, uno dei tanti misteri del nostro Paese. 1969-1980. L’Italia è un paese in cui l’omicidio e la gambizzazione dell’avversario politico , la strage di civili innocenti , l’ uso della violenza sono strumenti di lotta politica con cui il sistema Paese e l’opinione pubblica sono costretti a relazionarsi. La società civile e le istituzioni italiane affrontano la sfida difficile e cruenta del terrorismo politico di matrice fascista e comunista. L’episodio che segna ufficialmente la nascita della strategia della tensione è la strage neofascista del 12 dicembre compiuta a Milano nella sede della Banca Nazionale ...

Attenti a Nichi

Traduzione dell'articolo Attenti con Nichi pubblicato su P ágina/12 e apparso sul sito Malitalia Nel 1963 Pier Paolo Pasolini realizzò il film-saggio Comizi d’amore, quel documentario-inchiesta che andava a indagare su ciò che gli italiani pensavano dell’erotismo e dell’amore. Negli ultimi giorni in Italia, i Comizi d’amore sono tornati sotto forma di una campagna di comunicazione politica. Giovani scrittori leggono i loro racconti ispirati a cinque parole (Coraggio, Cura, Libertà, Impegno e Fantasia) che caratterizzano lo stile politico di Nichi Vendola, il 52enne leader di Sinistra e Libertà e Governatore della Regione Puglia. Nichi è comunista, cattolico e omosessuale. Qualche tempo fa ha dichiarato: «Non voglio morire senza aver vissuto l’esperienza della paternità». Volendo, potrebbe essere una bomba all’ombra del Vaticano. Son passati 25 anni da quando La Repubblica titolava: «Il gay della FGCI». Nichi è stato il primo gay nella dirigenza del PCI, il partit...

Un mar de dudas

Articolo pubblicato il 3 luglio 2009 su SOY , supplemento del quotidiano argentino Página12 http://www.pagina12.com.ar/diario/suplementos/soy/1-840-2009-07-06.html A 34 años del asesinato de Pier Paolo Pasolini, en Italia se editan libros, se estrenan documentales y se propone reabrir el caso con el fin de probar la hipótesis de que fue un crimen político. Luego de visitar los últimos lugares por donde anduvo el poeta, entrevistar a los especialistas y guardianas de sus últimas horas, los autores de este artículo intentan responder por qué razón se desestima con tanta fuerza la versión que hablaba de un crimen de odio. Tal vez la muerte de Pasolini o, mejor dicho, las interpretaciones que no cesan, nos enfrenten a una de las formas más noveles del “pánico homosexual”, ese miedo biempensante a reconocer que la homosexualidad también ha sido el horizonte del ligue callejero, la promiscuidad y, sobre todo, el húmedo crisol de clases en las esquinas oscuras y en los descampados Por Ernesto...

Profezia pasoliniana. Maradona meglio di Franco Franchi.

Telecronaca di Victor Hugo Morales Il sogno di ogni giocatore, condiviso da ogni spettatore, è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai. E' un sogno che ho visto realizzato solo ne I Maghi del pallone da Franco Franchi, che, sia pure a livello brado, è riuscito a essere perfettamente onirico. Pier Paolo Pasolini

Cos'è l'uomo medio?

Orson Welles interpreta un regista sul set di un film sulla vita di Cristo. Pier Paolo Pasolini nel 1963 girò La ricotta , uno dei quattro episodi di un film dal titolo RoGoPaG . Ogni episodio è stato girato da un regista diverso e le inziali del cognome di ogni autore danno il titolo al film (Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti).

Il Bar Necci in fiamme

E' stato dato fuoco al Bar Necci, il bar dove Pier Paolo Pasolini ambientò diverse scene del suo primo film Accattone. Il Bar Necci si trova(va) nel quartiere Pigneto di Roma, in via Fanfulla da Lodi. Molto probabile l'origine dolosa dell'incendio. Segnalo con piacere che la fotogallery visitabile sul sito di Repubblica è stata realizzata da Pasquale Notargiacomo, pasoliniano doc, mio carissimo amico, autore di una brillante tesi di laurea su Pasolini e il suo rapporto con le borgate di Roma. Cliccate su http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/bar-necci/1.html e purtroppo buona visione. www.associazionepasolini.org

Delitti italiani

Questa è la ricostruzione immaginata dal regista Marco Tullio Giordana dell'autopsia sul corpo di Pier Paolo Pasolini e una ipotesi della dinamica dell'omicidio consumatosi all'idroscalo di Ostia nella notte fra l'1 e il 2 novembre del 1975. Giordana nel 1995 girò il film Pasolini - Un delitto italiano . Un titolo più chiaro ed esplicativo era difficile da trovare. Un delitto italiano come quello di Salvatore Giuliano, Gaspare Pisciotta, Enrico Mattei, Giuseppe Pinelli, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Mino Pecorelli, Giancarlo Siani, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Diana, Michele Sindona, Aldo Moro, Roberto Calvi, Giorgio Ambrosoli, Gaetano Costa, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Scopelliti, Cesare Terranova, Placido Rizzotto, i morti di Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna, Giuseppe Impastato, Beppe Alfano, Rosario Livatino, Rocco Chinnici, poveri e sfortunati servitori dello Sta...