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Sul palco per punizione, così il teatro ha salvato Alessandro dalle sirene della camorra

Alessandro Gallo (foto di Davide Pippo) Questa è una storia di madri, padri e figli. Di droga, soldi, proiettili, sangue, teatro e letteratura. È una storia di camorra, di dolore e di riscatto, di fughe per sopravvivere e di latitanze. Nasce nella Napoli degli anni '80, nell’epoca post-terremoto e dei fasti maradoniani, dei sogni di onnipotenza di Cutolo e del sorriso in cerca di verità di Giancarlo Siani. Si sviluppa negli anni '90, quelli del Rinascimento cittadino e delle dismissioni industriali. Esplode all’alba del nuovo millennio, in quel sinistro chiarore che custodiva i semi della faida di Scampia e del paradigma Gomorra. Questa è la storia di Alessandro Gallo che ho raccontato per La Via Libera .  *** “Ad otto anni iniziai a familiarizzare con il mondo del carcere. Mi portavano per raccontare barzellette, recitare poesie di Eduardo De Filippo e di Eduardo Scarpetta. Avevo il compito di tirare su l’animo dei miei familiari che erano detenuti”. Da qui...