«Io e te, in comune, non abbiamo niente». Così parla l’ispettore Gaetano Gargiulo (Toni Servillo) guardando negli occhi il detenuto Carmine Lagioia (Silvio Orlando). Parole che servono a rimarcare una distanza fisica e morale tra chi è un dipendente dello Stato e chi no, proprio quando i sentimenti di entrambi iniziano ad assomigliarsi. È questo uno dei momenti più acuti e profondi di Ariaferma , l’ultimo film di Leonardo Di Costanzo. Ambientata in un immaginario carcere italiano e realmente girata nell’ex carcere dalla forma panottica di San Sebastiano di Sassari, l’opera è stata presentata nella sezione “Fuori Concorso” del 78º Festival di Venezia (1-11 settembre 2021). L’opinione pubblica ha così potuto misurarsi con le potenti immagini del regista campano ( L’intervallo , L’intrusa ) in un periodo inquieto della storia giudiziaria e istituzionale del nostro paese. Da una parte le agitazioni interne al mondo della magistratura, dall’altra l’emergere delle notizie sulle violenze comm...