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Campo e controcampo

Molto più interessante fu il dibattito successivo. Pasolini stava sul palco, avvolto in un cono di luce. Una giacca bianca da cowboy, gli occhiali scuri, il volto rigato da solchi d'aratro. I suoi interventi erano accolti con applausi isol ati. Spesso dal silenzio. Un'ostilità gentile. A una domanda stupida, che voleva essere provocatoria senza riuscirci, cioè quanto il suo cinema avesse a che fare con la vita (e il sottinteso era poco o niente), Pasolini rispose affermando un concetto che impressionò Stefano: - Il cinema è fatto di campo e controcampo: c'è campo quando la telecamera è rivolta nella stessa direzione degli occhi degli spettatori, controcampo quando succede l'inverso. Il controcampo, alternato al campo, permette allo spettatore, per una sensazione fisiologica, di sentirsi nel vivo di qualcosa -. Lo aveva colpito questa espressione: sentirsi nel vivo di qualcosa . Per essere nel vivo di qualcosa serviva un punto di vista alternativo, spiaz...