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Visualizzazione dei post con l'etichetta Camorra

Raffaele Cutolo, il boss ideologo e crossmediale

«Il camorrista è uno che ha subito sofferenze prima di delinquere». «Sono un uomo che combatte contro le ingiustizie». «Perché ci sta questa malavita organizzata? Perché c’è il ghetto: non c’è il lavoro, in Campania non c’è niente. Ecco perché». Così parlava nel 1981 al microfono Rai di Giuseppe Joe Marrazzo Raffaele Cutolo, il boss di Ottaviano scomparso ieri all’età di 79 anni nel reparto sanitario del carcere di Parma, dopo una vita trascorsa sotto il duro regime del 41-bis. Quelle da lui pronunciate sono frasi passate alla storia e che gli hanno permesso, insieme alla sua intensa, eversiva ed innovativa attività criminale, di diventare una delle figure più ambigue ed oscure del Novecento italiano. Raffaele Cutolo ha infatti fornito teoria e prassi ad una particolare forma di ideologia camorrista, capace di dare forma e sostanza alla cosiddetta NCO, la Nuova Camorra Organizzata, il sodalizio criminale di massa da lui fondata, in cui si accedeva attraverso un rito iniziatico e a cui...

Flessibilità e soldi in cassa: così le mafie italiane si preparano al new normal

L'articolo è stato pubblicato su Gli Stati Generali del 29 maggio 2020 *** “Non c’è crisi che non sia una grande opportunità per le mafie”. Così parlava lo scorso 6 aprile, in un’intervista a La Repubblica, il Procuratore nazionale antimafia e terrorismo Federico Cafiero de Raho. Le organizzazioni criminali di tipo mafioso hanno infatti storicamente dimostrato una importante abilità nell’adattarsi alle mutazioni economiche, sociali e politiche del contesto in cui operavano. TRA ARCAISMO E MODERNITÀ “In economia, le mafie hanno coniugato pubblico e privato, monopolio e concorrenza, capitalismo e mercantilismo, industria e commercio, produzione e finanza, holding e franchising”, ricorda Marcello Ravveduto, docente di Public History presso l’Università di Salerno. Grazie a questa loro capacità mafia, camorra e ‘ndrangheta hanno superato senza grossi traumi i diversi passaggi storici, “muovendosi come un pendolo in continua oscillazione tra arcaismo e modernità”. ...

Cristian Alarcón, non sparate su Robin Hood

Dopo la tragica morte di Ugo Russo avvenuta a Napoli qualche settimana fa, ho realizzato un'intervista al giornalista e scrittore argentino Cristian Alarcón. Le sue parole potranno aiutarci a riflettere. L'intervista è stata pubblicata da Alias , supplemento culturale de Il Manifesto  il 21 marzo 2020. *** Argentina, anno 2010. Ne son passati 200 dalla Revolución de Mayo del 1810 e tre, da quando al governo, c’è CFK, Cristina Fernández de Kirchner, la jefa . Per le 200 candeline dell’indipendenza del Paese, una commissione nominata dal Centro Cultural de la Memoria H. Conti (Ex Esma) e dalla Biblioteca Nacional stila un elenco con le 200 “opere fondamentali” della storia della nazione. Vicino ai titoli di Arlt, Borges e Cortázar, vi è la prosa vertiginosa di un 40enne giornalista, Cristian Alarcón. A sette anni dall’uscita, il suo Cuando me muera quiero que me toquen cumbia. Vidas de pibes chorros ( Quando morirò, suonatemi una cumbia. Vide di ragazzi ladri ) è ...

Sul palco per punizione, così il teatro ha salvato Alessandro dalle sirene della camorra

Alessandro Gallo (foto di Davide Pippo) Questa è una storia di madri, padri e figli. Di droga, soldi, proiettili, sangue, teatro e letteratura. È una storia di camorra, di dolore e di riscatto, di fughe per sopravvivere e di latitanze. Nasce nella Napoli degli anni '80, nell’epoca post-terremoto e dei fasti maradoniani, dei sogni di onnipotenza di Cutolo e del sorriso in cerca di verità di Giancarlo Siani. Si sviluppa negli anni '90, quelli del Rinascimento cittadino e delle dismissioni industriali. Esplode all’alba del nuovo millennio, in quel sinistro chiarore che custodiva i semi della faida di Scampia e del paradigma Gomorra. Questa è la storia di Alessandro Gallo che ho raccontato per La Via Libera .  *** “Ad otto anni iniziai a familiarizzare con il mondo del carcere. Mi portavano per raccontare barzellette, recitare poesie di Eduardo De Filippo e di Eduardo Scarpetta. Avevo il compito di tirare su l’animo dei miei familiari che erano detenuti”. Da qui...

Seminario "La rappresentazione mediatica delle mafie"

Tra qualche ora si va in Calabria, a Polistena per il campo di E!State Liberi . Saremo con i compagni di Cinemovel Foundation , persone che credono nel cinema come strumento di democrazia. A me toccherà un seminario sulla rappresentazione mediatica dei fenomeni criminali rivolto ai ragazzi che spendono un pezzo della loro estate lavorando e formandosi come cittadini responsabili.

Le vittime di mafia e la storia come metodo critico

Una recensione de “ Il Sindaco Gentile. Gli appalti, la camorra e un uomo onesto ”, di Marcello Ravveduto. Edito da Melampo (2016), il volume è una biografia di Marcello Torre, sindaco democristiano di Pagani, avvocato di camorristi, anarchici ed extra-parlamentari. Marcello Torre in un'aula di tribunale Era il dicembre del 1980, nei giorni successivi al terremoto dell’Irpinia del 23 novembre, una data che segna uno spartiacque nella storia della camorra e della storia italiana. In quel dicembre viene assassinato Marcello Torre, sindaco democristiano di Pagani. Un’altra vittima della criminalità organizzata campana, che attorno alla ricostruzione del post-terremoto aveva fiutato grandi affari. Con Il sindaco gentile , un lavoro documentato e appassionato, Marcello Ravveduto ricostruisce senza indulgenze questa complessa vicenda umana, politica e professionale. Marcello Torre è un uomo di legge, come Fulvio Croce, presidente degli avvocati di Torino, ucciso dalle Brigat...

Stavolta un appello non per Saviano, ma a Saviano

« E tu, caro Roberto Saviano: tu, quand'è che farai sentire un fiato, un sussurro di solidarietà ai nove giornalisti che il signor Giovanni Cosentino intende crocifiggere con una richiesta danni di un milione 200mila euro e la DISTRUZIONE di tutte le copie del volume edito da Centoautori?? Stona il tuo silenzio. Ma io almeno so, io - Giuseppe Crimaldi - che forse è solo un non colpevole ritardo. Eppure ti sarebbe bastato leggere pagina 15 de "Il Giornale" di due giorni fa per capire che una sola riga dettata a una qualsiasi agenzia, o magari in uno dei tanti set che ti ospitano in tv - ci avrebbe fatto sentire meno soli » La frase qui riportata è apparsa sulla Pagina Facebook del libro "Il Casalese - Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro" . Il volume è stato scritto da  Massimiliano Amato, Luisa Maradei, Ciro Pellegrino, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Peppe Papa, Antonio Di Costanzo, Enzo Senatore e Giuseppe Crimaldi . A...

Un festival dell'impegno, una voce di libertà

Articolo pubblicato su www.articolo21.org I Quartieri Spagnoli di Napoli, Casalnuovo, Ottaviano, San Cipriano d’Aversa, Sessa Aurunca, Castel Volturno. Un elenco di luoghi di cui i media ci restituiscono solo un'immagine dolente, temibile e insanguinata. Realtà in cui i taccuini dei giornalisti e le telecamere delle tv giungono quando i morti superano il livello di tollerabilità del silenzio. Luoghi simbolo della sconfitta quotidiana dello Stato e della convivenza democratica, ma da cui oggi provengono messaggi carichi di concreta speranza. È qui che batte il cuore sano ed energico di una società civile che sa essere segno di rottura, che manda robusti segnali di contraddizione innanzitutto a se stessa e che denuncia il potere della camorra. Questi territori sono in questi giorni (24-30 maggio) il teatro del Terzo Festival dell'Impegno Civile - Terre di Don Peppe Diana . Già Don Peppino, il prete "donnaiolo" della parrocchia San Nicola di Casal di Principe, che nel 19...

Paccheri alla camorra nel nome di Don Diana

Mercoledì 19 maggio presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati è stata presentata la terza edizione del Festival dell'impegno civile - Terre di Don Peppe Diana , promosso da Libera Caserta e Comitato Don Peppe Diana . La kermesse, in programma dal 24 al 30 maggio, si svolgerà interamente in territori confiscati alla camorra nei comuni di Napoli, Casalnuovo, Ottaviano, San Cipriano d’Aversa, Sessa Aurunca, Castel Volturno. A sposare il Festival quest'anno sono l' Ente Nazionale Parco Vesuvio , l' Archivio Storico della Canzone Napoletana , Radio Tre Rai , la Fondazione Premio Napoli , la Fondazione Mimmo Beneventano e il Coordinamento Libero Grassi . A presiedere la conferenza stampa c'erano Beppe Giulietti, onorevole e portavoce di Articolo 21 ; Fabio Granata, vicepresidente Commissione Antimafia; Pietro Nardiello, direttore artistico del Festival; Valerio Taglione, coordinatore Libera Caserta ; Isaia Sales, storico della criminalità organizzata; Marcello Ra...

"L'altra Chernobyl"

Tratto da www.produzionidalbasso.com "L’altra Chernobyl" è un documentario attraverso il quale desideriamo analizzare il rapporto tra salute e rifiuti in Campania, perché tutti devono sapere. Il documentario viaggia attraverso tre zone del napoletano, portatrici di tre storie diverse ma tutte unite dallo stesso problema: la terribile incidenza dell’inquinamento ambientale sulla salute. Pianura, discarica ufficiale di tutta Italia, dove per più di 40 anni sono stati sversati rifiuti tossici di ogni genere e dove ora sono aumentati vorticosamente i tumori e in particolare i casi di linfoma di Hodgkin. Bacoli, che nel 2007 l’Oms ha riconosciuto come uno degli otto comuni campani col più alto tasso di mortalità, malformazioni e neoplasie. Ufficialmente, sul territorio, non esistono discariche ma per anni, nel silenzio, i laghi e le cave di questa bella città sono stati riempiti illegalmente di rifiuti tossici. E infine Chiaiano, dove è stata situata una nuova discarica a cielo ap...

La strage di Sant'Alessandro

Fortapàsc , Marco Risi, 2008 Una terribile strage è accompagnata nel film dalla radiocronaca di un Napoli-Verona passato alla storia per uno splendido gol di Maradona da trenta metri. Un giovane con la maglia numero 10 del Napoli fugge per i vicoli stretti di Torre Annunziata. I killer lo inseguono. Sembra sfuggire all'agguato, ma quando il radiocronista annuncia il gol di Maradona, lui è colpito da una valanga di proiettili e cade a terra. Il numero 10 si bagna di sangue. Il giovane è una delle 8 vittime della strage di Sant'Alessandro.

La comunione di Pasqualino

Valentino Gionta festeggia sfarzosamente la comunione di suo figlio Pasqualino. Prima dell'inizio del banchetto, c'è un incontro fra capi clan nella cucina del ristorante. Carmine Alfieri porta in dono un orologio d'oro. Giancarlo e il suo amico Rico guardano da lontano sperando di fare uno scoop. La musica classica napoletana non manca. Improvvisamente c'è un bltiz dei carabinieri. Gionta viene arrestato e mentre va via chiede che la musica non si fermi, bacia con ostentato vigore sua moglie. Non siamo in un film di Alfonso Brescia con Mario Merola. Questo è Fortapàsc e il regista è Marco Risi.