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Visualizzazione dei post con l'etichetta 1982

La storia di Pio La Torre ci ricorda che il vero impegno politico per la pace è una responsabilità

Palermo, 2 maggio 1982. La fotografa Letizia Battaglia sta seguendo un corteo funebre lungo le strade della città. Una folla sterminata si dirige verso Piazza Politeama. Movimento pacifista e movimento antimafia si fondono in un unico corpo in dolorosa marcia. A un tratto l’obiettivo scorge la sagoma di un’anziana donna che piange e prega. Quel corpo, mani conserte e ginocchia piegate, davanti al mirino assume la forma di una scultura che racchiude, anima e corpo, i sentimenti del dolore e dello sgomento della Palermo popolare. Quel giorno, in città, ci sono il presidente della Repubblica Sandro Pertini, la presidente della Camera Nilde Iotti, il segretario del Pci Enrico Berlinguer, il futuro Capo dello Stato Sergio Mattarella. Sono ancora una volta momenti di dolore per il capoluogo siciliano che, in quelle ore, celebra i funerali del segretario del Pci siciliano e di un suo stretto collaboratore , ennesime vittime innocenti di una guerra che Cosa Nostra sta portando avanti contro la...

Pablito e il mondiale. Un calcio alla storia nell'anno dei boss

Paolo Rossi non c’è più. Da un paio di giorni, intanto, Pablito si è incamminato lungo i viottoli della Storia. Del mito. Della gloria eterna. Lo ha fatto esalando gli ultimi respiri fra le braccia di sua moglie Federica, su di un letto d’ospedale nella città di Siena. Una volta diffusasi la notizia della sua comparsa, ci hanno pensato i media di tutto il mondo a ricordarne le gesta eroiche, condensate in quella copiosa mezza dozzina di gol distribuiti in ordine decrescente (3-2-1) a Brasile, Polonia e Germania Ovest nel mondiale di Spagna di trentotto anni fa. Paolo Rossi capocannoniere, Pallone d’oro e Italia campione del mondo per la terza volta nella sua storia, la prima in epoca democratica e repubblicana. Era l’anno del signore 1982. Già, il 1982. Un momento non certo qualunque nella recente storia del nostro Paese. Molto probabilmente, un numero a quattro cifre ancora incapace di graffiare l’immaginario collettivo con le vicende che porta nel suo grembo. Se il biennio ’68-’69 e ...