Qualche anno fa l’attore Marco Baliani portava in scena l’intenso monologo Corpo di Stato . Era un titolo che giocava con una somiglianza verbale con ciò che l’Italia repubblicana aveva rischiato più volte di subire nella sua giovane storia, ovvero un “colpo di Stato”. L’aveva sfiorato più volte e lo aveva sempre evitato. La democrazia insanguinata e boccheggiante aveva resistito lasciando lungo il suo percorso numerosi corpi senza vita. “Corpi di Stato” appunto, che dopo essere stati pensiero e azione in carne e ossa, si erano trasformati in simboli del loro rapporto (anche inconsapevole) con il Potere. Il “corpo di Stato” che Baliani ci raccontava era la sagoma in apparenza sonnecchiante di Aldo Moro nella Renault 4. In vita, quel corpo si era mostrato mite e rassicurante all’opinione pubblica, ma nella democrazia italiana non c’era stato più spazio per la sua azione politica audace e non sopportabile. Sappiamo che in Italia i “corpi di Stato” sono tanti, tantissimi. Impo...