Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Gomorra e dintorni

È di scena Cosa Nostra

Il cinema, il mondo dei neomelodici, il brand abbinato a prodotti commerciali: un saggio esamina l'attrazione fatale tra i boss e i media   «L'avete visto, oggi, sul giornale, a Gina Lollobrigida?». Così, secondo il racconto di Antonino Calderone, il mafioso Totò Minore parlava di Giuseppe Genco Russo. Al boss di Mussomeli (che si autodefiniva “un giudice di pace” e che nel 1957 siederà al summit siculo-americano del  Grand Hotel et des Palmes ), non si perdonava la sovraesposizione sulla stampa del tempo. Basterebbe rievocare questa battuta per giustificare il titolo del nuovo libro di Marcello Ravveduto, public historian presso l’Università di Salerno. Lo spettacolo della mafia (Edizioni Gruppo Abele) è un volume denso e ben documentato che affronta con analisi, percorsi e strumenti di orientamento − una questione democratica irrisolta dal sistema scolastico del nostro Paese: l’analisi dei fenomeni criminali nella loro dimensione mediatico-comunicativa. Lo fa mentre ...

Seminario "La rappresentazione mediatica delle mafie"

Tra qualche ora si va in Calabria, a Polistena per il campo di E!State Liberi . Saremo con i compagni di Cinemovel Foundation , persone che credono nel cinema come strumento di democrazia. A me toccherà un seminario sulla rappresentazione mediatica dei fenomeni criminali rivolto ai ragazzi che spendono un pezzo della loro estate lavorando e formandosi come cittadini responsabili.

A #diecianni da Gomorra

Sul nuovo numero di Passato e presente , rivista di storia contemporanea edita da Franco Angeli, il focus " Le mafie rappresentate: a dieci anni da Gomorra ". Lo ha curato la professoressa Carolina Castellano (Università Federico II di Napoli). Contiene il mio saggio: " Libro, film, serie Tv. Da 'Romanzo Criminale' a 'Anime Nere'. La trasformazione delle crime stories italiane ". Gli altri autori sono Vittorio Martone e Giulio Bogani.  ‪#‎ gomorra‬ ‪#‎ diecianni‬ ‪#‎ romanzocriminale‬ ‪#‎ animenere‬ ‪#‎ suburra‬ ‪#‎ mafiamovie‬ ‪#‎ mediaeducation‬

Da Gomorra a Felicia, le mafie Tv nel bene e nel male

Famiglia Cristiana , a cui mio nonno era abbonato, mi ha chiesto delle dichiarazioni sul film-tv Felicia Impastato e Gomorra. Sono in ottima compagnia: il professore Nicaso e il procuratore Roberti. Non nascondo un pizzico di imbarazzo. L'articolo, firmato da Elisa Chiari, è del 13 maggio 2016. --- La seconda serie di Gomorra riaccende il dibattito sulla rappresentazione del male e sul rischio emulazione. Da Saviano a Roberti, da Meccia a Nicaso. Come la vedono quelli che ne capiscono. Il tema c’è. C’è da un tempo lungo, almeno da quando Paolo Borsellino diceva: «Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene».  Anzi da prima: da quando Peppino Impastato ne parlava alla radio in un tempo in cui anche la parola mafia era tabù. (Né si può dire che il tabù sia passato, al Nord ancora si cerca di negare. il 112 maggio sono state confermate in Cassazione venti condanne del processo Minotauro contro la ‘Ndrangheta i...

La strage di Sant'Alessandro

Fortapàsc , Marco Risi, 2008 Una terribile strage è accompagnata nel film dalla radiocronaca di un Napoli-Verona passato alla storia per uno splendido gol di Maradona da trenta metri. Un giovane con la maglia numero 10 del Napoli fugge per i vicoli stretti di Torre Annunziata. I killer lo inseguono. Sembra sfuggire all'agguato, ma quando il radiocronista annuncia il gol di Maradona, lui è colpito da una valanga di proiettili e cade a terra. Il numero 10 si bagna di sangue. Il giovane è una delle 8 vittime della strage di Sant'Alessandro.

Roma 23, 24 e 25 Ottobre 2009 II^ Edizione degli stati generali dell'antimafia

Tratto da www.libera.it LIBERA da sempre lavora per rafforzare il versante della prevenzione nell'opera di contrasto alle mafie, nella consapevolezza che il solo versante repressivo sia necessario ma non sufficiente. La prima vera risposta al controllo mafioso del territorio è la pratica di cittadinanza e partecipazione che singoli, associazioni e formazioni sociali di ogni genere sono chiamati a costruire e vivere. A tale riguardo nei documenti di Libera spesso si richiama uno dei suoi obiettivi principali: "costruire una comunità alternativa alle mafie", dove vengano riconosciuti a ogni essere umano diritti e non favori, a differenza di quanto avviene nel sistema mafioso, così come è definito nella Carta Costituzionale. La battaglia contro le mafie è quindi necessariamente una battaglia per i diritti sanciti dalla Costituzione. CONTROMAFIE è un percorso di impegno culturale e sociale, uno strumento di lavoro che LIBERA propone periodicamente per offrire progettualità e ...

La comunione di Pasqualino

Valentino Gionta festeggia sfarzosamente la comunione di suo figlio Pasqualino. Prima dell'inizio del banchetto, c'è un incontro fra capi clan nella cucina del ristorante. Carmine Alfieri porta in dono un orologio d'oro. Giancarlo e il suo amico Rico guardano da lontano sperando di fare uno scoop. La musica classica napoletana non manca. Improvvisamente c'è un bltiz dei carabinieri. Gionta viene arrestato e mentre va via chiede che la musica non si fermi, bacia con ostentato vigore sua moglie. Non siamo in un film di Alfonso Brescia con Mario Merola. Questo è Fortapàsc e il regista è Marco Risi.

«Ho pianto, ti giuro. Mettilo sul tuo blog». Il grido sommesso di una napòlide

Non dirò il suo nome, perchè lei è timida e riservata. Ama la privacy e non essere al centro dell'attenzione. E' nata a Napoli oltre trent'anni e ha i tratti tipicamente mediterranei. Ha bisogno dell'aria di mare, di venti caldi e secchi e del sole. Qualche anno fa ha lasciato la sua città per andare a Roma. Questioni di cuore. Una scelta di vita importante e sofferta. Lei la sua città non l'avrebbe mai lasciata. L'amava e la ama troppo. Le lunghe passeggiate a Mergellina e a Posillipo, il parco virgiliano, una sfogliatella calda, un caffè come si deve, una pizza nel centro storico erano il suo sale quotidiano. Sono cose a cui non avrebbe mai rinunciato. La musicalità e lo spirito migliore di Napoli non lo ha ritrovato nella capitale e da subito ha vissuto un pò in contrasto (pregiudiziale) con Roma. Sentiva di aver tradito la città che l'aveva vista nascere. Oggi quella storia d'amore è finita e Roma per lei è diventata ancor meno vivibile. «Anche a Rom...

Non solo Facebook, Nomafiazone, un altro social network è possibile...

Visitate Nomafiazone, social network realizzato con lo scopo di fondere l’impegno di artisti come cartoonist, fumettisti, fotografi, scrittori, musicisti, performers, registi e creativi e dar vita ad un laboratorio di progettazione e realizzazione di opere accomunate dal tema della legalità e della battaglia al diffondersi del pensiero mafioso. http://nomafiazone.ning.com

Animazione contro la camorra...

Disegno di Raffaele Marra. Guardate anche il suo cortometraggio animato "Le avventure di Giggino & Totore", andato in onda su EcoTv (canale Sky 906). Cliccate su http://www.gigginoetotore.altervista.org

Una piccola soddisfazione

Cari lettori, il post intitolato La morte di Saviano , scritto in occasione della partecipazione dell'autore di Gomorra alla puntata speciale di Che tempo che fa del 25 marzo 2009 e pubblicato su questo blog, è stato inserito nella rassegna stampa dell'importante rivista "Antimafia Duemila" (www.antimafiaduemila.com) e ripresa anche dal sito di informazione www.19luglio1992.com (19 luglio 1992 è la data dell'attentato di Via D'Amelio in cui morirono Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta). Grazie mille a chi dedica qualche minuto alla lettura di questo blog. Ecco i link www.antimafiaduemila.com/content/view/14352/48/ www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1229:rassegna-stampa-30-marzo-2009&catid=23:2009&Itemid=3

Raffaele Cutolo

Questa scheggia è tratta dalla puntata di Blu Notte intitolata Storia della camorra . L'autore delle interviste è Giuseppe Marrazzo, padre di Piero Marrazzo, attuale Presidente della Regione Lazio. Marrazzo è stato un grande giornalista di inchiesta. Ha scritto anche Il camorrista. Vita segreta di Don Raffaele Cutolo (Tullio Pironti Editore), in cui narra la storia criminale di Cutolo e della Nuova Camorra Organizzata-NCO , il suo progetto di dare una struttura verticistica alla camorra. Da questo libro è stato tratto il film Il camorrista , opera prima di Giuseppe Tornatore. www.associazionepasolini.org

Uno strano caso editoriale

Qualche tempo navigando in rete ho scoperto l'esistenza di un libro scritto da Nanni Balestrini. Il titolo è Sandokan. Storia di camorra , edito dalla Einaudi. Già dal titolo sappiamo di chi si sta parlando. Il libro però è praticamente irreperibile. In tutte le grandi librerie di Roma è fuori catalogo. Sui siti dove normalmente verifico la disponibilità di volumi introvabili, il libro è catalogato ma viene dato non disponibile da tempo. Una breve recensione recita: « In un paesino degradato del Casertano, per sfuggire alla misera vita contadina dei padri, un gruppo di giovani sceglie la scorciatoia della delinquenza. Decisi a non arrestarsi di fronte a nulla, in breve tempo essi fanno strage dei camorristi rivali e sottomettono tutti i clan della zona. Impadronitisi di ogni traffico illecito, arrivano a creare un immenso impero economico internazionale, più potente e ricco della stessa mafia siciliana. La folgorante ed efferata parabola si conclude con una sanguinosa guerra intern...

Quando la cultura aiuta a sconfiggere la criminalità

Dai reality non si scappa. Anche se non li guardi e un pò te ne freghi, le notizie in qualche modo ti arrivano. Ho così saputo che Ciro Petrone, uno dei protagonisti di Gomorra, sta partecipando al reality La Fattoria. Colgo l'occasione per ripubblicare queste parole scritte qualche tempo fa e pubblicate su www.associazionepasolini.org dopo aver visto questa intervista. Marco Macor fa il muratore a Napoli. Ha 22 anni, una moglie di 16, un bambino, la voce rauca e il volto che ricorda Robert De Niro. Ciro Petrone ha invece 21 anni, fa il fruttivendolo nel mercato della Pignasecca a Napoli. Entrambi hanno studiato fino alla terza media e poi sono andati a lavorare. Loro sono nati e cresciuti a Napoli, ma non sanno cos'è la camorra. Loro lavorano, hanno scelto la strada della legalità. Il Sistema non li tocca. Loro lavorano. Sono in pace con se stessi. Fino a qualche mese fa, Ciro e Marco non li conosceva nessuno, erano solo due giovani che sognavano di avere un lavoro sicuro. L...

Il prezzo della verità

Fortapàsc è il titolo del film dedicato alla memoria di un giovane giornalista de Il mattino ucciso a soli 26 anni. Il regista Marco Risi torna a muovere la sua macchina da presa nei vicoli degradati e scorticati del Sud Italia. Lo fece bene in Mery per sempre e in Ragazzi fuori ormai tanti anni fa. Disperati sottoproletari animavano una Palermo arabeggiante. Si chiamavano Pietro, Natale, Mery-Mario, King Kong, Claudio, Carmelo, Marcello. Lo fa bene in questo Fortapàsc , che dedica alla memoria di suo padre. Giancarlo Siani è l'eroe antieroico di questo film, un tranquillo ragazzo che ha la passione per la carta stampata e che spera possa vivere coltivando l'amore per la verità. Inizia a fare il corrispondente da Torre Annunziata, roccaforte del boss Valentino Gionta. Fortapàsc : Valentino Gionta festeggia sfarzosamente la comunione di suo figlio. Prima dell'inizio del banchetto, c'è un incontro fra capi clan nella cucina del ristorante. Carmine Alfieri porta in do...

La morte di Saviano

La partecipazione di Saviano a Che tempo che fa in prima serata sulla Rai è stato un evento televisivo che non avevo mai vissuto. L'ho atteso con la stessa ansia e trepidazione con cui avrei atteso una finale di Champions League del Napoli e nessuno si scandalizzi del paragone. Certo non tutto mi ha soddisfatto ma non sembrava vero quello che stava accadendo. La sua lezione di semantica giornalistica mi ha rapito. Ricordo che non appena uscito in libreria Gomorra , incredulo del successo, Saviano conduceva una trasmissione radiofonica su Radio3. I temi erano gli stessi del libro e le parole anche, ma mancavano i tempi del conduttore radiofonico, dell'oratore solitario. Ho visto Saviano una volta dal vivo leggere un suo racconto. La lettura non era fluida. Era imbarazzato, impacciato, ma simpatizzavo per lui, il suo imbarazzo mi piaceva. Stasera invece ho trovato un Saviano cresciuto, più maturo, più sicuro di sè, capace di catturare l'attenzione, di prenderti e condurti pe...