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Visualizzazione dei post con l'etichetta Salvatore Giuliano

Il corpo di Stato

Qualche anno fa l’attore Marco Baliani portava in scena l’intenso monologo Corpo di Stato . Era un titolo che giocava con una somiglianza verbale con ciò che l’Italia repubblicana aveva rischiato più volte di subire nella sua giovane storia, ovvero un “colpo di Stato”. L’aveva sfiorato più volte e lo aveva sempre evitato. La democrazia insanguinata e boccheggiante aveva resistito lasciando lungo il suo percorso numerosi corpi senza vita. “Corpi di Stato” appunto, che dopo essere stati pensiero e azione in carne e ossa, si erano trasformati in simboli del loro rapporto (anche inconsapevole) con il Potere. Il “corpo di Stato” che Baliani ci raccontava era la sagoma in apparenza sonnecchiante di Aldo Moro nella Renault 4. In vita, quel corpo si era mostrato mite e rassicurante all’opinione pubblica, ma nella democrazia italiana non c’era stato più spazio per la sua azione politica audace e non sopportabile.  Sappiamo che in Italia i “corpi di Stato” sono tanti, tantissimi. Impo...

«E a Palermo che birra bevete?»

Palermo, ore 22 circa È sera, ma fa caldo come se fosse mezzogiorno. Siamo ad agosto. Alessandra è andata a dormire. È stanca. Oggi è stato un lungo giorno. Parecchie ore prima Dormiamo in un ostello nel cuore di Ballarò. Dalla stanza da letto si vede la cupola della chiesa del Carmine. Dalle macchine e dalle finestre la colonna sonora che attraversa la città è la musica napoletana neomelodica. Sui muri scorticati e degradati decine e decine di manifesti annunciano i concerti di Gianni Celeste, Mauro Nardi, del piccolo Patrizio, di Gianni Antonio, Gianni Nani, Marco Bologna, Gianni Vezzosi, Tony Colombo e altri ancora. Nino D’Angelo è stato qui a cantare a luglio per la festa di Santa Rosalia. La ragazza della reception ci dice che Nino è un mito a Palermo. Prendiamo la macchina. Oggi dobbiamo andare a Corleone e Portella della Ginestra. Sentivo la necessità vitale di vedere il paese di Liggio, Riina e Bagarella. Dovevo andare a vedere il luogo in cui erano stati uccisi qu...

Primo maggio 1947

Renato Guttuso, "Portella della Ginestra", 1953, olio su carta intelata, 105x200 (Museo Guttuso di Bagheria - Palermo) Questa estate sono stato assieme alla mia compagna Alessandra a Portelle della Ginestre, questa località nel comune di Piana degli Albanesi, provincia di Palermo, dove il 1 maggio del 1947 undici contadini furono uccisi durante i festeggiamenti della festa del lavoro. Portella della Ginestre si trova a pochi chilometri da paesi che le cronache mafiose hanno reso famosi: San Giuseppe Jato, Bisacquino, Corleone, Monreale, Partinico, Montelepre. La prima Strage di Stato si consumò pochi giorni dopo il grande successo elettorale del Blocco del Popolo (Socialisti e Comunisti) nelle elezioni regionali siciliane del 20 aprile 1947. A questo terribile evento prese parte la Banda di Salvatore Giuliano, ma non furono gli uomini del Re di Montelepre i soli a sparare quel giorno. Giuliano era un ambiguo personaggio. Bandito dall'aria romantica, sorta di Robin Hood in...