Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta il manifesto

Roberta Torre, la lunga storia del gangster musical

«Ho visto Emilia Pérez e mi è piaciuto molto perché non è un musical classico. È un film con dei codici unici. Da un punto di vista tecnico, questa idea del recitare cantando l’ho trovata notevole. Il film ha questa dinamica in cui la recitazione diventa cantata con una forma particolare. Perché non è una melodia ma una sorta di dialogo musicale». A descriverci così il film francese di ambientazione messicana di Jacques Audiard (13 nominations agli Oscar 2025) è Roberta Torre, la cineasta che di gangster-musical ne sa qualcosa. Basti pensare al suo irriverente esordio cinematografico. Un musical in cui la violenza mafiosa fu lavorata a ritmo di rock and roll, rap, sonorità neomelodiche, sceneggiata e disco music. Si intitolava Tano da morire , premio «Settimana internazionale della critica» e Leone del futuro al Festival di Venezia del 1997. Cosa l’ha colpita di più della narco-opera di Audiard? Il balletto dei fucili e dei mitra che vengono presi, buttati e ripresi. È una coreografia...

Vittorio Pozzo e l’oro olimpico del 1936

15 agosto 1936. Olympiastadion di Berlino, capitale della Germania nazista. Sul prato verde, davanti a 90.000 spettatori, le nazionali olimpiche di Italia ed Austria si affrontano per la finale del torneo di calcio. In palio, c’è l’oro olimpico. Gli azzurri sono allenati da Vittorio Pozzo, il commissario tecnico che aveva guidato senza successo l’Italia alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 e a quelle di Parigi del 1924 e che due anni prima, nel 1934, battendo a Roma la Cecoslovacchia per 2 a 1 (l’oriundo Orsi e il bolognese Schiavio i marcatori), aveva invece portato gli azzurri – stemma dei Savoia e fascio littorio sul petto – alla conquista del suo primo mondiale, la leggendaria Coppa Rimet. Stavolta, agli ordini dell’ex ufficiale alpino che aveva conosciuto il fango nelle trincee della Grande Guerra, c’è un gruppo di giovani universitari che non hanno mai giocato per la nazionale maggiore. Nella compagine azzurra, spiccano i nomi di tre calciatori che con Pozzo trionferanno ai mondi...

“La battaglia elettorale”, la recensione al volume “Schermi nemici”

Affermare che un libro di storia sia sempre un’opera di storia contemporanea non basta a spiegare l’attualità di un volume che sa guardare, con un approccio interdisciplinare, ad una particolare forma di produzione audiovisiva, il fu (?) cinema di propaganda. Parola fulcro, quest’ultima, che ci serve a capire il lavoro di Mariangela Palmieri, docente di Storia del cinema all’Università di Salerno le cui ricerche vertono sugli audiovisivi come fonte storica. Ma di che oggetto stiamo parlando, dunque, e quale la contemporaneità della sua analisi? Sotto la nostra lente vi sono le pagine di Schermi nemici. I film di propaganda della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano (1948-1964) uscito per Mimesis Edizioni con la prefazione di Pierre Sorlin (Collana «Passato prossimo», pp. 182, 17 Euro). Un’opera che guarda ad un’epoca cronologicamente lontana ma storicamente ancora densa di significati per il nostro presente. Almeno per due motivi. Il primo perché viviamo nella cosidde...

Senna e Prost. Sfida infinita

Vittorie e sconfitte. Ostilità e alleanze. Amicizie e rivalità. Di questi ingredienti ama nutrirsi il racconto sportivo. Un genere narrativo che per entrare nell’immaginario collettivo ha bisogno però di un elemento che permetta agli ingredienti di fermentare e far giungere a perfetta lievitazione l’impasto di immagini e parole scelte, affinché la cronaca sappia andare al di là di sé stessa. Per farsi storia, epica, leggenda. Questo fattore determinante risponde al vocabolo «sfida» ed ha una serie di sinonimi su cui è interessante soffermarsi: minaccia, intimidazione, confronto, lotta, contesa, duello, provocazione. L’elenco ragionato di lemmi appena scorso è infatti il miglior strumento per affrontare la lettura e cogliere l’essenza di Senna e Prost La sfida infinita , l’ultimo libro di Umberto Zapelloni, pubblicato dalla casa editrice 66thand2nd nella collana «Vite inattese» (pp. 149, € 16,00). Perché quella che ricostruisce Zapelloni – già responsabile della redazione sportiva del C...

Il “mileismo” e i fili sciolti della dittatura militare. Intervista con il sociologo Pablo Semán

«In queste ore, in Argentina, si registrano diversi stati d’animo. E, ovviamente, tanta incertezza. Da un lato, grande angoscia negli ambienti kirchneristi e peronisti per quello che potrebbe essere il nuovo governo. Dall’altro, speranza in Javier Milei e gioia per aver distrutto il kirchnerismo». A scattare questa fotografia, a pochi giorni dal risultato elettorale che ha visto il trionfo di Milei e del suo partito La Libertad Avanza (LLA), è Pablo Semán, sociologo e antropologo dell’Università di San Martín. In apertura di conversazione Semán sottolinea: «Tra chi è uscito battuto dalle urne, sembra esserci una specie di negazione o di illusione che il nuovo governo abbia vita breve. Il tutto appare un modo di negare a sé stessi la sconfitta. Credo poi che il sentimento della vittoria, il piacere di aver liquidato il kirchnerismo, non appartenga solo alla classe alta, così come la rabbia per la sconfitta non stia solo nelle classi popolari. Come queste sensazioni si relazionino però c...

Remo Rapino, un undici fantastico e fantasioso

La storia del calcio è fatta anche di formazioni recitate tutte d’un fiato. Dal glorioso e drammatico incipit Bacigalupo-Ballarin-Maroso del Grande Torino al Zoff-Gentile-Cabrini – buono per la Juve di stampo trapattoniano e per l’Italia di Spagna ’82 – passando per il Sarti-Burgnich-Facchetti della Grande Inter del mago Herrera. Se, citando Eduardo Galeano oltre ad essere mendicanti di buon calcio, lo fossimo anche di letteratura ci sarebbe un nuovo undici da imparare a memoria. Un undici fantastico e fantasioso agli ordini dell’allenatore-partigiano Oliviero che fa così: Milo, Glauco, Osso Nilton, Treccani, Giuseppe, Wagner, Berto Dylan, Efrem Giresse, Pablo, Baffino, Nadir. Una squadra-romanzo piena del sapore della vita, che si confessa in prima persona. A immaginarla in Fubbàll (Minimum Fax, pp. 148, 16 euro) è stato Remo Rapino (1951), insegnante di storia e filosofia di stanza nell’abruzzese Lanciano e già premio Campiello 2020 con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio ....

Larraín, il corpo e la storia. Recensione al volume di Emanuele Rauco

Il corpo e la storia. Queste le parole chiave con cui si sviluppa l’analisi della cinematografia di Pablo Larraín, autore cileno in concorso a Venezia 2023 con  El Conde , commedia dark/horror e probabile metafora del Cile contemporaneo con il dittatore Pinochet nei panni di un vampiro. A sezionare la complessa e ricca filmografia di questo regista nato a Santiago nel 1976, tre anni dopo il golpe ai danni del Cile democratico targato Salvador Allende Gossens, è Emanuele Rauco, critico cinematografico, membro della Commissione di selezione del Festival di Venezia e da poche settimane direttore artistico della rassegna in riva al Lago Trasimeno «Castiglione del Cinema». La prefazione del suo volume ( Pablo Larraín. Il corpo e la storia , pp. 150, 16 euro, Bietti) è affidata invece alla firma di Alberto Barbera. Nelle prime pagine, il direttore artistico della Mostra di Venezia sottolinea come il lavoro compiuto vada ad indagare, attraverso un suo esponente di respiro mondiale, una ci...

1990, Italia-Argentina. La recensione al volume “Quando eravamo felici” di Corrado De Rosa

Se, camminando tra gli scaffali di una libreria, la vostra attenzione dovesse ricadere sulla copertina di un libro dallo sfondo azzurro che ospita la sagoma incompleta di un pallone e otto mattoncini tricolore disordinatamente distribuiti, la percezione del rischio di essere travolti da un’operazione editoriale costruita sulle emozioni e sui rimpianti di un tempo lontano potrebbe essere avvertita in maniera netta e decisa. Anche perché gli elementi grafici sono lì per accompagnare un titolo ( Quando eravamo felici ) e un sottotitolo ( Italia-Argentina 1990: la partita da cui tutto finisce ) che rimandano la memoria collettiva all’estate tutta italiana di trentatré anni fa. Quella delle «Notti magiche» cantate in un rock cortese e garbato da Edoardo Bennato e Gianna Nannini. La bella – fino ad un certo punto – stagione del secondo mondiale disputatosi nel nostro Paese, cinquantasei anni dopo quelli di epoca fascista che videro l’Italia conquistare la prima Coppa Rimet ai danni della Cec...

Farsi una foto con Dios. L'intervista al fotografo Carlo Rainone

Sette anni fa Carlo Rainone (Palma Campania, 1989), fotografo-documentarista con un curriculum fatto di studi e collaborazioni internazionali, decide di scavare nel ventre della Napoli degli anni ’80, quelli, non solo, del dopo-terremoto, delle guerre di camorra e del contrabbando. Un immaginario che il cinema di questi anni sta riportando in superficie, dal Sorrentino di È stata la mano di Dio al Mixed by Erri di Sidney Sibilia senza dimenticare il Piano piano di Nicola Prosatore. L’obiettivo dell’indagine è assoluto, laborioso e faticoso ma il confronto costante con il fotografo Michel Campeau è di grande supporto. Bisogna infatti scovare la «foto con Maradona», il re della Napoli calcistica per sette tortuosi anni, il patrono pagano della moderna Partenope. Rainone inizia ad inseguire fotografie già scattate. Icone conservate in album di famiglia o piegate in portafogli, appese sui muri di negozi e laboratori, case, pizzerie e ristoranti. La consapevolezza sta tutta nelle parole ...

Napoli, Baires: Maradonologia. Una bella chiacchierata con Pablo Alabarces

«Fútbol y Patria». «Peronistas, Populistas y Plebeyos». «Historia mínima del fútbol en América Latina». Questi sono solo tre titoli di una ricca produzione saggistica fatta di cronache politico-culturali e indagini sociologiche e letterarie. Chi vuole sapere di calcio e cultura popolare sudamericana deve passare per gli scritti di Pablo Alabarces e capirà qualcosa di cantanti mitologici come Palito Ortega, rock, tifoserie, sistema mediatico, violenza da stadio. Sociologo, argentino classe 1961, Alabarces è titolare di cattedra presso la UBA, l’Università di Buenos Aires. Lo incontriamo a Roma, zona Stazione Termini. Pablo è da poco rientrato nella capitale al termine di un bel soggiorno in una Napoli ebbra di festa per lo scudetto e dopo aver visitato Viggianello, borgo della Basilicata ai piedi del Pollino. «È la quinta volta che sono in Italia. Non ero mai stato nel paese dove nel 1882 nacque Antonio Carmelo Oliveto, mio nonno materno», ci racconta mentre ci incamminiamo verso Piazza...

Fantasmi tra i portici nella Bologna anni '50

«Un romanzo apocrita è un romanzo che non vuole nascondere nulla, un romanzo privo di ipocrisia. Per scriverlo, è come se mi fossi seduto attorno a un fuoco con degli amici o in una stalla, come ero abituato a fare da bambino con mio padre che raccontava storie. Storie sempre popolate da fantasmi. E ho voluto raccontare una storia di fantasmi anche io, mescolando realtà, fantasia e invenzione, usando un linguaggio non contemporaneo e non dimenticando che i fantasmi sono sempre arrabbiati perché hanno lasciato qualcosa in sospeso con la vita». Loriano Macchiavelli (1934) – scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, maestro del noir, autore della serie con protagonista Sarti Antonio, sodale da un punto di vista letterario di Francesco Guccini – racconta così I fantasmi si vestono nudi , la sua ultima fatica in libreria (Solferino, pp. 208, 16 euro). Un romanzo storico abitato da spettri, ambientato nella città di Bologna nel contesto dell’agitata e nervosa Italia degli anni Cinquanta. Un’Ita...

Rocco Carbone, futuribili distopie

La casa editrice calabrese Rubbettino ha deciso di ridare nuova vita alle opere narrative di Rocco Carbone, scrittore-critico nato nel 1962 a Reggio Calabria e cresciuto nel borgo aspromontano di Cosoleto. Il suo sguardo smise improvvisamente di illuminare il mondo della letteratura italiana una notte d’estate romana di quindici anni fa. Era infatti il 18 luglio 2008 quando Carbone perdeva la vita in un incidente vicino Piazza Albania mentre faceva ritorno verso casa, nel quartiere di Monteverde Vecchio. Carbone – autore capace di affermarsi nel contesto narrativo tardo-novecentesco e, tra le altre cose, insegnante nella sezione femminile del carcere di Rebibbia – era da poco rientrato a Roma dagli Stati Uniti, dove da tempo si recava per tenere conferenze. GLI ESORDI Insieme ai suoi esordi letterari ( Agosto , Theoria, 1993; Il comando, Feltrinelli, 1996), Carbone aveva raccolto collaborazioni con le riviste Alfabeta, Linea d’ombra, Nuovi Argomenti, Strumenti Critici, un dottorato a ...

Cinquant’anni di un maestro a Pietralata

ROMA - Lungo la Via Tiburtina, in Via del Frantoio e in Via Pomona, sorgono due plessi scolastici che, per motivi differenti ma per causa comune, sono un pezzo di storia di televisione e scuola italiana. A segnare la distanza fisica tra loro, c’è una fermata della linea B della metropolitana, quella che divide S. Maria del Soccorso da Pietralata. Tra il 1971 e il 1972 in questa fetta orientale della città, nell’allora «Istituto statale d’arte per la decorazione e l’arredo della chiesa» fondato dal pittore Enzo Rossi (oggi un liceo artistico che porta il suo nome), il regista Vittorio De Seta (1923-2011) ambienta Diario di un maestro , sceneggiato Rai in quattro puntate trasmesso a partire da domenica 11 febbraio 1973 e «liberamente tratto» dal libro Un anno a Pietralata . A firmare quell’opera biografica è Albino Bernardini (1917-2015), maestro di origini sarde aderente al Movimento di Cooperazione Educativa. Bernardini mette nero su bianco la sua esperienza didattico-democratica di pr...