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Vittorio Pozzo e l’oro olimpico del 1936

15 agosto 1936. Olympiastadion di Berlino, capitale della Germania nazista. Sul prato verde, davanti a 90.000 spettatori, le nazionali olimpiche di Italia ed Austria si affrontano per la finale del torneo di calcio. In palio, c’è l’oro olimpico. Gli azzurri sono allenati da Vittorio Pozzo, il commissario tecnico che aveva guidato senza successo l’Italia alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 e a quelle di Parigi del 1924 e che due anni prima, nel 1934, battendo a Roma la Cecoslovacchia per 2 a 1 (l’oriundo Orsi e il bolognese Schiavio i marcatori), aveva invece portato gli azzurri – stemma dei Savoia e fascio littorio sul petto – alla conquista del suo primo mondiale, la leggendaria Coppa Rimet. Stavolta, agli ordini dell’ex ufficiale alpino che aveva conosciuto il fango nelle trincee della Grande Guerra, c’è un gruppo di giovani universitari che non hanno mai giocato per la nazionale maggiore. Nella compagine azzurra, spiccano i nomi di tre calciatori che con Pozzo trionferanno ai mondi...

Perché leggere “L’Orologio” di Levi risolve i nostri dubbi su chi votare alle elezioni imminenti

“La notte, a Roma, par di sentire ruggire leoni. Un mormorio indistinto è il respiro della città, fra le sue cupole nere e i colli lontani, nell’ombra qua e là scintillante; e a tratti un rumore roco di sirene, come se il mare fosse vicino, e dal porto partissero navi per chissà quali orizzonti. E poi quel suono, insieme vago e selvatico, crudele ma non privo di una strana dolcezza, il ruggito dei leoni, nel deserto notturno delle case”. Queste parole rappresentano uno dei più importanti incipit nella storia contemporanea della letteratura italiana. Le scrisse Carlo Levi – medico, pittore, intellettuale antifascista nato a Torino nel 1902 – per descrivere la Roma malata negli immediati giorni del dopoguerra. Finzione e realtà si mescolavano per restituire il clima politico di una crisi di governo, quella dell’esecutivo presieduto da Ferruccio Parri, il primo formatosi in Italia dopo il 25 aprile del 1945. Su questa immagine enfatica della città eterna Levi andò poi a costruire tutta la...