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Visualizzazione dei post con l'etichetta Attentato di Brindisi

Parole per orientarci/2

Mentre negli altri Paesi europei la criminalità non “fa storia”, riguardando le fasce meno integrate e acculturate della società, in Italia la storia nazionale, quella con la S maiuscola, è insestricabilmente intrecciata con quella della criminalità di settori significativi della sua classe dirigente, tanto che in taluni tornanti essenziali non è dato comprendere l’evoluzione dell’una senza comprendere i nessi con la seconda. Questa criminalità dei potenti si è declinata dall’Unità d’Italia ad oggi su tre versanti: la corruzione sistemica, la mafia e lo stragismo per fini politici. La questione criminale dunque in Italia è inscindibile da quello dello Stato e della democrazia . Roberto Scarpinato, Il ritorno del principe , Chiarelettere, Milano - 2008

Parole per orientarci

Qualsiasi massacro sarebbe loro (ai terroristi, nds) perdonato, se avesse un senso, se potesse essere interpretato come violenza storica – è questo l’assioma morale della violenza buona. Qualsiasi violenza sarebbe loro perdonata se non fosse ripresa e amplificata dai media (“il terrorismo non sarebbe nulla senza i media”). Ma tutto questo è illusorio. Non esiste uso buono dei media, i media fanno parte dell’evento, fanno parte del terrore, e giocano in un senso o nell’altro. Jean Baudrillard, Lo spirito del terrorismo , Raffaello Cortina Editore, Milano - 2002

I bambini ci guardano e qualcuno li colpisce

Che la terra ti sia lieve, Melissa… Il piccolo Luciano De Ambrosis in I bambini ci guardano I bambini ci guardano e oggi qualcuno ha deciso di colpirli. Quando c’è una guerra o un momento di crisi economica, una società vive sull’orlo del dolore e della disperazione, è quello il momento in cui la vita dei bambini, dei ragazzi diventa il termometro di ciò che stiamo attraversando. Sono i nostri sismografi. E il loro sguardo spaventa, inquieta. “I bambini ci guardano”, dicevamo. Così si intitolava un bellissimo film di Vittorio De Sica. Fu prodotto nel 1943. In Italia c’erano ancora il fascismo e i bombardamenti, ma non venne fatto nessun accenno alla guerra. La triste storia del piccolo Pricò ci aiuta ancora oggi a capire come i sogni borghesi e perbenisti dell’Italia fascista stessero per crollare. Da affrontare ci sarebbe stata la dura realtà degli ultimi anni di guerra e del primo drammatico periodo repubblicano. Passiamo ai capolavori del neorealismo. I protagonisti dei mo...