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Visualizzazione dei post con l'etichetta Giovanni Falcone

L'anno dell'odio e dei depistaggi, in odore di mafia

«Non eravamo più niente. Sin da quando dovemmo ammazzarlo tutti e tre signor giudice, benché solo uno di loro fosse il bersaglio dell’odio che ci trasmisero nello stesso istante in cui ci comandarono la strage». «Mi chiamo Gaspare, ho trentadue anni ma tutti mi chiamano Gasparo perché a Palermo i nomi devono finire con la o. Gaspare pare il nome di una pulla. Quindi io sono Gasparo». Due discorsi diretti e tesi. Due voci di killer di mafia che non indugiano. Queste le prime parole che accompagnano la lettura di Malacarne dello scrittore e giornalista Giosuè Calaciura (suo esordio pubblicato nel 1997 con Baldini&Castoldi, risorto questa primavera con Sellerio, pp. 216) e Centoventisei firmato dallo sceneggiatore Ezio Abbate (per lui debutto letterario) e dal multiforme Claudio Fava, oggi presidente della Commissione antimafia siciliana (Mondadori, pp. 132).  Due mafia-novel sugli scaffali delle librerie italiane in questa estate che non sa fare i conti con il trentennale delle...

"Cortesemente, dimenticateci"

Ieri abbiamo visitato la mostra "Mc Mafia", la mostra sulle mafie raccontate nei fumetti (Museo di Roma in Trastevere - Associazione daSud ). Nelle tavole esposte, ci hanno colpito soprattutto i sorrisi tratteggiati con candore di chi ha pagato con la vita la sua straordinaria normalità quotidiana. Per questo la tavola che ci ha fatto più male e su cui non smetteremmo mai di riflettere è quella di Mauro Biani dedicata al tema "memoria". Ci sono le sagome decollate di du e uomini vestiti in giacca e cravatta. L'uomo di sinistra tende con la postura verso l'uomo di destra e viceversa. Sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che ci invitano "cortesemente" a dimenticarli, a metterli da parte. Un disegno amaro e profondo che interroga la nostra capacità di vivere quotidianamente gli imperativi morali della memoria, che invita a riflettere sulla credibilità e sulla qualità dell'attuale azione politica, sociale e economica dell'ant...

Venti anni dopo, ancora lui...

" Ci siamo chiesti se fosse opportuno andare in onda avendo noi una puntata conclusiva e quindi, potete capire, piena di sorprese, di scommesse, come nel nostro costume, e piena di voglia di fare festa. Però abbiamo pensato che fosse giusto non mancare all’appuntamento con chi ci ha seguito con affetto da nove settimane (…) senza però assolutamente dimenticare la tragedia avvenuta e l’orrore che proviamo come cittadini. Grazie ".  Così, il 23 Maggio 1992, su Rai Uno, quel sabato di venti anni fa Fabrizio Frizzi, conduttore assieme a Milly Carlucci del popolare varietà "Scommettiamo che..?", parlava al popolo italiano dopo la notizia della strage di Capaci. Stasera, venti anni lo stesso Frizzi conduce dallo Stadio Barbera di Palermo la Partita del Cuore in ricordo delle stragi di allora. "L'assassino" è tornato sul luogo del delitto...

"Uomini soli", un documentario di Paolo Santolini e Attilio Bolzoni

Nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci, il documentario Uomini soli (Regia di Paolo Santolini, Produzione Faberfilm-Libera) è stato presentato al cinema Barberini di Roma. Presenti diverse scuole della Capitale. Il protagonista del racconto è Attilio Bolzoni, inviato di Repubblica ed ex cronista de L’Ora , che racconta gli anni della mattanza a Palermo, ripercorre le strade dove furono ammazzati Pio La Torre, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e non solo. ROMA - Durante il dibattito un’insegnante si è alzata in piedi, ha preso un microfono e ha detto: “Dopo ciò che è successo a Brindisi, alcune famiglie hanno negato ai loro figli di prendere parte all’iniziativa”. In queste parole il peggio di quanto possa accadere oggi in Italia. Nella voce di quell’insegnante l’effetto reale e voluto dalle menti e dalle mani di coloro che hanno ucciso Melissa Bassi lo scorso sabato a Brindisi e che tentano di terrorizzare un Paese intero. Questo è s...

"Novantadue - L'anno che cambiò l'Italia"

Il 16 Maggio 2012, uscirà nelle librerie l'antologia Novantadue. l'anno che cambiò l'Italia , curata da Marcello Ravveduto (Castelvecchi Editore). Fra gli autori ci sono anche io, con il saggio La grande solitudine , in cui parlo del cinema italiano nel passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Ecco i nomi degli altri autori: Manuela Iatì, Giovanni Abbagnato, Laura Galesi, Corrado De Rosa, Serena Giunta, Anna Bisogno, Francesca Viscone, Petra Reski, Renate Siebert, Amalia De Simone, Ciro Pellegrino, Alessandro Chetta, Monica Zornetta, Giorgio Mottola, Carmen Pellegrino. Il Novantadue non è un anno qualsiasi. Per molti è il confine che separa la prima Repubblica dalla cosiddetta seconda Repubblica. Per gli autori di questa antologia – molti dei quali provenienti dall’esperienza di “Strozzateci Tutti” – è un paradigma: una chiave di volta che esemplarmente coniuga permanenze e rotture della storia italiana. Dodici mesi densi di avvenimenti tragici, epoca...