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Partita con #lamiaclasse

L'ansia che arrivi l'uomo con il pallone. Terra mista a pietre. Polvere in bocca. In homine puer. Partita con ‪#‎lamiaclasse‬ ‬

Medel - Les forces imaginantes du droit

Il 23 maggio, ad Atene, Medel ha festeggiato il suo trentennale, con un grande incontro che si è voluto far coincidere con l’Alert Day della giustizia: iniziativa di portata europea, che ripropone annualmente, al centro dell’attenzione delle istituzioni europee, la giustizia, le sue prospettive e le sue criticità. Per questa ricorrenza Medel ha realizzato un filmato che ne ripercorre la storia, attraverso le voci e le immagini, di alcuni dei momenti più significativi: un documento emozionante, che fa rivivere un’esperienza partita quando ancora l’UE era in larga parte in divenire. Regia: Riccardo Palladino; Autore: Pasquale Notargiacomo; Organizzazione: Andrea Meccia

Un immaginario anti-mafioso pacificato

L'articolo è apparso sul bianciardiano Lavoro Culturale . Una riflessione sull’uso dell’immaginario politico-mafioso nella comunicazione pubblicitaria. Il caso dello spot della nuova Fiat 500. Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant Tacito, Agricola Era il 2007 quando l’allora Fiat, classe 1899, si preparava a lanciare sul mercato la nuova 500, a cinquant’anni dai primi modelli partoriti dalle officine di Mirafiori. Sergio Marchionne fu l’anima degli spot con cui il nuovo modello si presentò al mercato. Narrazioni capaci di mettere le mani senza inibizioni nella storia del Novecento italiano, immagini che facevano unilateralmente i conti con gli eventi luttuosi e drammatici del nostro Paese per fini commerciali e ideologici. Storie intrise di una multiforme e indefinita italianità declinata secondo uno stile comunicativo audacemente persuasivo. I filmati mandati in onda furono tre in quel luglio del 2007. Duravano circa un minuto e t...

L'intervista sul quotidiano La Città di Salerno

Cosa Nostra fra cinema e TV nel libro di Andrea Meccia. L'intervista di Davide Speranza è stata pubblicata il 21 aprile 2015 sul quotidiano La Città di Salerno. Mafia, storia, cinema, televisione, mass media. Una miscela esplosiva raccontata nel libro di Andrea Meccia (...)  Mediamafia - Cosa Nostra fra cinema e TV . (...) Uno strumento unico nel suo genere in cui si delinea la storia della mafia e della sua rappresentazione cinematografica e televisiva dagli anni '70 ai giorni nostri. Il fenomeno transmediale che si incrocia con il dato reale, in una ricostruzione antropologica e sociologica, lungo il confine liminale che sta tra fiction e cronaca. Il testo si muove fra le pieghe di film e sceneggiati. Meccia, il suo diventa un libro necessario nel nostro contemporaneo mediatico. Come nasce l'idea? Da due antologie collettive entrambe curate da Marcello Ravveduto, Strozzateci Tutti e '92. L'anno che cambiò l'Italia . All'interno mi occupavo...

Mediamafia. Un libro per riflettere e interpretare

La recensione di Marcello Ravveduto, pubblicata sulla rivista Narcomafie (Numero 1, 2015) Dal 1992 ad oggi sono stati scritti 531 libri che contengono nel titolo la parola "mafia". In gran parte (412) gli autori appartengono a circuiti extra accademici (giornalisti, magistrati e politici). Ma anche i testi riferibili a docenti universitari (119) sono stati spesso scritti con uno stile accessibile ai non addetti ai lavori, anche se basati su fonti scientifiche. La narrazione, quindi, è tesa quindi alla costruzione di una public history  (ovvero una divulgazione professionale di accadimenti e processi legati al contesto mafioso) in cui la criminalità organizzata è un elemento centrale all'interno delle vicende politiche, economiche e sociali che hanno caratterizzato la storia italiana e in particolare quella repubblicana. Una narrazione che ha sedimentato topos letterari, stratificato luoghi comuni e creato miti condizionati dagli automatismi replicanti e incontrolla...

La presentazione di Mediamafia a Cava de' Tirreni (Sa)

Auguri Letizia!

Oggi Letizia Battaglia compie 80 anni. Letizia viene ricordata come "la fotografa della mafia", la testimone diretta della violenza mafiosa negli anni '70 ed '80. Eppure quando la mafia fece a pezzettini Chinnici, Falcone, Borsellino e gli uomini delle loro scorte, Letizia foto non ne fece. Non riuscì a fare click davanti a quell'orrore, di fronte alla sensazione della sconfitta di una città, di una regione, di un Paese. Auguri a questa grande donna che abbiam o avuto il piacere di ospitare nel nostro libro con una intensa intervista. In un Paese che ama i tintinnii di manette come risposta alla rabbia di fronte ai fenomeni criminali e corruttivi, lei, in questo passo, ci ha regalato una grande lezione libertaria. Parole difficili da chiosare, parole da conservare, da leggere e rileggere con attenzione. Parole su cui riflettere.  D: Cosa voleva dire fotografare in quegli anni un mafioso nelle mani dello Stato? R: Cosa voleva dire invece foto...