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Auguri Letizia!

Oggi Letizia Battaglia compie 80 anni. Letizia viene ricordata come "la fotografa della mafia", la testimone diretta della violenza mafiosa negli anni '70 ed '80. Eppure quando la mafia fece a pezzettini Chinnici, Falcone, Borsellino e gli uomini delle loro scorte, Letizia foto non ne fece. Non riuscì a fare click davanti a quell'orrore, di fronte alla sensazione della sconfitta di una città, di una regione, di un Paese. Auguri a questa grande donna che abbiam o avuto il piacere di ospitare nel nostro libro con una intensa intervista. In un Paese che ama i tintinnii di manette come risposta alla rabbia di fronte ai fenomeni criminali e corruttivi, lei, in questo passo, ci ha regalato una grande lezione libertaria. Parole difficili da chiosare, parole da conservare, da leggere e rileggere con attenzione. Parole su cui riflettere.  D: Cosa voleva dire fotografare in quegli anni un mafioso nelle mani dello Stato? R: Cosa voleva dire invece foto...

"La mafia raccontata", la recensione di Dialoghi Mediterranei

Giovanni Abbagnato, collaboratore di quotidiani e riviste, autore di saggi storici, ha recensito Mediamafia. Cosa Nostra fra cinema e TV per la rivista Dialoghi Mediterranei dell'Istituto Euro-Arabo di Mazara del Vallo . Nel panorama dell’editoria dedicata al fenomeno mafioso – invero negli ultimi anni abbastanza connotata da una presenza di pubblicazioni di non sempre adeguata qualità scientifica e di utilità nella divulgazione – ha suscitato un notevole interesse l’uscita recente, per la collana “Linea di Difesa” dell’editore trapanese Di Girolamo, del libro del giovane comunicatore ed insegnante Andrea Meccia dal titolo eloquente: Mediamafia. Cosa nostra tra cinema e TV . Volendo inserire questa “fatica” del giovane studioso in un contesto molto più ampio, si può dire che la previsione che le attività relative all’informazione e alla comunicazione avrebbero avuto uno sviluppo esponenziale, in termini di applicativi tecnologici e di occupazione, è da lungo tempo una sort...

"L'inchiesta, il cliché e la favoletta: vizi e virtù dei film sulla mafia" di Umberto Santino

La recensione scritta da Umberto Santino è apparsa su La Repubblica - Edizione di Palermo (21 gennaio 2015, pagina IX) ed è disponibile anche a questo link .  A conclusione di un suo scritto sulla Sicilia nel cinema, del 1963, Leonardo Sciascia scriveva dopo aver visto un film sulla mafia: "Lo spettatore è portato a chiedersi non più che cosa è la mafia, ma che cosa la mafia non è" e, allargando il discorso: "che cosa la Sicilia non è". Il riferimento era al film Il mafioso di Alberto Lattuada, con Alberto Sordi, del 1962, in cui tutto era o si rapportava alla mafia e lo scrittore, che era solito avvertire: "se tutto è mafia, niente è mafia", riteneva fuorviante dare un'immagine totalizzante del fenomeno mafioso. Sempre a proposito di Sicilia e mafia al cinema, il critico Vittorio Albano, scomparso nel 2003, scriveva che la Sicilia è la regione italiana più privilegiata dallo schermo, con la parte del leone accaparrata dalla filmografia sull...