domenica 31 marzo 2013

Tutto il resto è noia...

Il Califfo, vicino al suo faccione da maschiaccio latino e borgataro, volle quello angelico di Eros. Quel bel bambino biondo avrebbe potuto prestare il suo viso allo spot di qualche merendina o di qualche giocattolo e invece si ritrovò sulla copertina di Tutto il resto è noia. Il papà di Eros non era mica uno qualunque. Si chiamava Francis. Era un milanese amico dei Marsigliesi, rivale e sodale del bel Renè, amico di siciliani e napoletani che sapevano il fatto loro. A Francis piaceva la voce romanaccia di quel Califfo che aveva conosciuto anche le galere patrie. Si erano conosciuti a Milano e volevano darsi al cinema insieme. Un giorno però a Francis, in una prigione sarda, ‘O Animale gli strappò il cuore e forse se lo mangiò pure. Qualche tempo dopo ‘O Professore, quello che scriveva poesie ed era a capo un esercito di migliaia di uomini, da dietro la cella rivolgendosi a Joe, il giornalista dal naso aquilino, disse: “’O animale? È amico mio da piccolo… ma chi va sulla sua strada lo trova…”. A Francis era andata proprio così e al Califfo non era rimasto che continuare a cantare...
 

giovedì 28 marzo 2013

"Non ti arrabbiare..."

Tommaso Buscetta: "Io sono molto arrabbiato con questo signore..."
Pippo Calò: "Non ti arrabbiare ché si arrabbiano i cani..."

Pippo Calò (a destra) e Tommaso Buscetta (di spalle) al Maxiprocesso a Cosa Nostra (1986-1987)

venerdì 15 marzo 2013

La voce delle Madri dice: "Amen"


È da anni che noi Madri di Plaza de Mayo, dal momento che abbiamo dato vita alla nostra lotta, abbiamo mantenuto relazioni solamente con i sacerdoti terzomondisti. Noi abbiamo stilato una lista di 150 sacerdoti assassinati dalla dittatura, che la chiesa ufficiale non ha mai rivendicato. Noi Madri abbiamo parlato della chiesa ufficiale quando nessuno ne parlava. La chiesa ufficiale è reazionaria quella del Terzo Mondo è invece liberatrice. Continuiamo a intrattenere rapporti solo con i sacerdoti terzomondisti e su questo Papa appena eletto possiamo solo dire: Amen” – Hebe de Bonafini, Presidente Associazioni Madres de Plaza de Mayo, in visita in questi giorni in Italia

giovedì 14 marzo 2013

"Non un vero francescano..."


Tapa en papel
Traduco di mio pugno parte dell'analisi autorevole di Horacio Verbitsky oggi su Página/12, quotidiano argentino. Francesco I viene definito con la parola tedesca "ersatz", letteralmente un surrogato. Scrive Verbitsky:  "Sarà un successore di minor qualità, tipo una pietanza fatta di sola acqua e farina che le madri povere danno ai loro figli per ingannare la loro fame.  (...) Sul soglio pontificio non siederà un vero francescano ma un gesuita che si farà chiamare Francesco, come il poverello di Assisi. Un’amica argentina, mi scrive confusa da Berlino che per i tedeschi, che non conoscono la sua storia, il nuovo Papa è un terzomondista. Piccola confusione. (…) La sua biografia è quella di un populista conservatore, simile a quella di Pio XII e di Giovanni Paolo II: inflessibili in questioni dottrinarie ma con un’apertura verso il mondo, e in particolar modo, verso le masse diseredate. (…) Se Papa Pacelli accettò i finanziamenti dalla Cia per sostenere la Democrazia Cristiana e impedire la vittoria comunista nelle elezioni del dopoguerra e se Wojtyla fu l’ariete che aprì il primo buco nel Muro di Berlino, il Papa argentino potrà svolgere un pari ruolo nel contesto latinoamericano. I suoi trascorsi nella “Guardia di Ferro”, il verbo populista che non ha dimenticato - e con cui potrebbe anche far sue alcune questioni storiche come quella delle Isole Malvinas - lo mettono in condizioni di dare una direzione a questo processo, così da apostrofare gli sfruttatori e predicare mansuetudine agli sfruttati"