A Buenos Aires tutti dicono di averlo visto esordire con la maglia dell'Argentinos Juniors. Non credete loro. Ma se vi dicono che quando segnò agli inglesi partendo da metà campo, tutti guardarono il gol alla televisione ascoltando la radio, non vi stanno prendendo in giro. Gli argentini le partite le guardano così: tv senza volume e radio accesa. Perchè come le racconta lui le partite, non lo fa nessuno. Signore e signori, ecco a voi Victor Hugo Morales...
È la sera di venerdì 23 maggio 2025 quando allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, nella curva B – quella raccontata da Nino D’Angelo a metà degli anni ’80 tra musica e film – appare una tela disegnata. Un drappo che si offre ad una schiera infinita di obiettivi che riverberano in tutto il mondo quell’immagine creata con l’intelligenza artificiale. Ancora qualche secondo e, dopo una lenta ed inesorabile dissolvenza di occhi e telecamere che sposta l’attenzione verso il centro del campo, l’attesa può avere fine. Il Napoli di Antonio Conte, emigrante salentino di ritorno al Sud, è finalmente pronto a scendere in campo contro il Cagliari in vista dell’ultima gara della stagione, decisiva per la vittoria del campionato. In quegli stessi istanti l’Inter, campione d’Italia in carica, tenta inutilmente di difendere il titolo della seconda stella nella manzoniana Como. I tifosi azzurri hanno deciso di accogliere così la squadra, con una narrazione visiva di sapore ottocentesco che vede a...
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