Sono giorni che ho un terribile mal di orecchie. Anzi di orecchio. E' l'orecchio sinistro che sento fuori uso. Il mio allegro medico di base non ha voluto neanche visitarmi. "L'orecchio è una cosa delicata. Vada dall'otorino. Com'è il suo nome?". Tre quarti d'ora di fila fra vecchi che sventolavano fogli di carta per sopperire al caldo per avere una ricetta e sentirmi dire che è meglio andare da un otorino. Credo di avere un tappo di cerume. Son 2-3 giorni che metto della cerulisina, ma la situazione non sembra migliorare. Sento solo un fischio sottile e fastidioso che mi provoca anche del mal di testa. Tra un mesetto ormai compirò trent'anni e spero di non arrivare a quel fatidico giorno con questo mal di orecchie, altrimenti non avrò voglia di rispondere a tutte le telefonate di parenti e amici che saluteranno con entusiasmo il traguardo raggiunto. Ma credo che quel giorno spegnerò il telefono. Non avrò voglia di sentire nessuno. Con o senza mal d'orecchie.
Affermare che un libro di storia sia sempre un’opera di storia contemporanea non basta a spiegare l’attualità di un volume che sa guardare, con un approccio interdisciplinare, ad una particolare forma di produzione audiovisiva, il fu (?) cinema di propaganda. Parola fulcro, quest’ultima, che ci serve a capire il lavoro di Mariangela Palmieri, docente di Storia del cinema all’Università di Salerno le cui ricerche vertono sugli audiovisivi come fonte storica. Ma di che oggetto stiamo parlando, dunque, e quale la contemporaneità della sua analisi? Sotto la nostra lente vi sono le pagine di Schermi nemici. I film di propaganda della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano (1948-1964) uscito per Mimesis Edizioni con la prefazione di Pierre Sorlin (Collana «Passato prossimo», pp. 182, 17 Euro). Un’opera che guarda ad un’epoca cronologicamente lontana ma storicamente ancora densa di significati per il nostro presente. Almeno per due motivi. Il primo perché viviamo nella cosidde...
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