Era da tempo che non facevo un colloquio di lavoro. In realtà ne ho fatti ben pochi in questi anni di precariato o di attività free lance (che bello darsi un tono e definirsi free lance). Si lavora su segnalazione e conoscenza. Su suggerimento di un amico infedele, avevo inviato il mio curriculum a un sito web di informazione sportiva alla ricerca di collaboratori. Immaginavo che non ci fosse granchè da guadagnare, ma ho pensato che cliccare il tasto "invio" di una mail non mi costava molto e così ho fatto. Come tante altre volte, senza troppe speranze. Invece il curriculum è stato interessante e vogliono spiegarmi il progetto editoriale. Devo aggiungere il loro contatto msn, così potremo chattare e valutare se aderire o meno al progetto. Il carico di lavoro è quasi irrisorio rispetto a ciò cui sono abituato (12 ore settimanlali spalmate su 4 giorni lavorativi), ma per i primi 3 mesi non c'è retribuzione. Se i 3 mesi saranno soddisfacenti percepirò denaro, ma al momento il mio interlocutore non sa nulla circa le condizioni contrattuali. Devo accettare e sperare che le cose vadano bene. E invece non ne voglio sapere nulla. Non si vergognano a disturbare un professionista. Che vadano a morire.
Affermare che un libro di storia sia sempre un’opera di storia contemporanea non basta a spiegare l’attualità di un volume che sa guardare, con un approccio interdisciplinare, ad una particolare forma di produzione audiovisiva, il fu (?) cinema di propaganda. Parola fulcro, quest’ultima, che ci serve a capire il lavoro di Mariangela Palmieri, docente di Storia del cinema all’Università di Salerno le cui ricerche vertono sugli audiovisivi come fonte storica. Ma di che oggetto stiamo parlando, dunque, e quale la contemporaneità della sua analisi? Sotto la nostra lente vi sono le pagine di Schermi nemici. I film di propaganda della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano (1948-1964) uscito per Mimesis Edizioni con la prefazione di Pierre Sorlin (Collana «Passato prossimo», pp. 182, 17 Euro). Un’opera che guarda ad un’epoca cronologicamente lontana ma storicamente ancora densa di significati per il nostro presente. Almeno per due motivi. Il primo perché viviamo nella cosidde...
Commenti
Posta un commento