Nel 2002 Rosario D'Amico ha assistito alla morte del papà, travolto da un muletto, mentre lavorava come lui alla Fiat di Pomigliano. Dieci anni e due sentenze dopo, non ha ancora avuto giustizia "Nel processo d'appello il giudice ha dato la prescrizione ai tre imputati, riconosciuti colpevoli in primo grado. Una sentenza scandalosa, visto che, come ha scritto la Procura, la prescrizione scatta soltanto nel 2018". Il suo appello alle istituzioni: "Il Capo della Stato mi ha espresso la sua solidarietà con una medaglia alla memoria di mio padre. Lo ringrazio ma adesso voglio giustizia"
È la sera di venerdì 23 maggio 2025 quando allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, nella curva B – quella raccontata da Nino D’Angelo a metà degli anni ’80 tra musica e film – appare una tela disegnata. Un drappo che si offre ad una schiera infinita di obiettivi che riverberano in tutto il mondo quell’immagine creata con l’intelligenza artificiale. Ancora qualche secondo e, dopo una lenta ed inesorabile dissolvenza di occhi e telecamere che sposta l’attenzione verso il centro del campo, l’attesa può avere fine. Il Napoli di Antonio Conte, emigrante salentino di ritorno al Sud, è finalmente pronto a scendere in campo contro il Cagliari in vista dell’ultima gara della stagione, decisiva per la vittoria del campionato. In quegli stessi istanti l’Inter, campione d’Italia in carica, tenta inutilmente di difendere il titolo della seconda stella nella manzoniana Como. I tifosi azzurri hanno deciso di accogliere così la squadra, con una narrazione visiva di sapore ottocentesco che vede a...
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