È giusto chiedere le dimissioni di Bruno Vespa. È giusto indignarsi per la
presenza di Riina junior nel salotto di Porta a Porta. È altrettanto giusto chiedere una
informazione diversa. Ma è molto più importante immaginare nuove forme di
racconto, narrazioni che al di là dei contenuti sappiano anche mettere in scena
se stesse, coniugando le une e trine esigenze del servizio pubblico: informare,
educare, intrattenere. E ci sono spazi del servizio pubblico che queste cose le sa fare (vedi Rai Storia). Perché la guerra dei contenuti a volte è una battaglia
senza senso. Basterà invitare in quello stesso spazio il figlio di una vittima
di mafia, un magistrato sotto scorta, un poliziotto coraggioso, il presidente
di una associazione antimafia per lavarsi la coscienza e dire che sulla Tv pubblica
c'è spazio per tutti. E invece no, il problema più grande della messa in scena
del giornalismo televisivo, è che siano spariti gli elementi scenografici e di
costruzione dello spazio che lo contraddistinguono (quella che Edward T. Hall
chiamava prossemica). Ma soprattutto basterebbe un elemento in più da mettere
addosso al giornalista: il suo taccuino. Oggetto che non tutti indossano.
Basterebbe tenerlo fra le mani con dignità e spirito di servizio, in modo da sottolineare ruolo e distanza, che in prima
serata potremo fare una tavola rotonda con Adolf Hitler e i gerarchi nazisti.
È la sera di venerdì 23 maggio 2025 quando allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, nella curva B – quella raccontata da Nino D’Angelo a metà degli anni ’80 tra musica e film – appare una tela disegnata. Un drappo che si offre ad una schiera infinita di obiettivi che riverberano in tutto il mondo quell’immagine creata con l’intelligenza artificiale. Ancora qualche secondo e, dopo una lenta ed inesorabile dissolvenza di occhi e telecamere che sposta l’attenzione verso il centro del campo, l’attesa può avere fine. Il Napoli di Antonio Conte, emigrante salentino di ritorno al Sud, è finalmente pronto a scendere in campo contro il Cagliari in vista dell’ultima gara della stagione, decisiva per la vittoria del campionato. In quegli stessi istanti l’Inter, campione d’Italia in carica, tenta inutilmente di difendere il titolo della seconda stella nella manzoniana Como. I tifosi azzurri hanno deciso di accogliere così la squadra, con una narrazione visiva di sapore ottocentesco che vede a...
Commenti
Posta un commento