Maurizio Crosetti è proprio innamorato di Bonucci. Qualche tempo fa lo ha anche chiamato "Beckenbonucci". Guai a chi glielo tocca, insomma. Su La Repubblica di oggi - dissertando sulla filosofia del rigore - se la prende (giustamente) con Zaza e Pellè ("Quelli veniva proprio voglia di acchiappargli per le orecchie") e dice che è impossibile prendersela con Bonucci, "uno dei pochi veri campioni di questa truppa". Eppure io continuo a pensare che il gesto di Bonucci, lo sciacquarsi la bocca ogni qual volta buca il portiere avversario, non sia da campione, ma da bullo di quartiere, da sbruffone e sia degno di una interdizione antropologica e culturale dai campi di gioco. Provate a immaginare Neuer che si riscatta parando il suo penalty nella lotteria finale, si giri a turno verso il pubblico teutonico, l'avversario affranto per il rigore fallito, le telecamere di tutto il mondo e scimmiotti quel gesto insopportabile. Come l'avremmo presa noi italiani?
Affermare che un libro di storia sia sempre un’opera di storia contemporanea non basta a spiegare l’attualità di un volume che sa guardare, con un approccio interdisciplinare, ad una particolare forma di produzione audiovisiva, il fu (?) cinema di propaganda. Parola fulcro, quest’ultima, che ci serve a capire il lavoro di Mariangela Palmieri, docente di Storia del cinema all’Università di Salerno le cui ricerche vertono sugli audiovisivi come fonte storica. Ma di che oggetto stiamo parlando, dunque, e quale la contemporaneità della sua analisi? Sotto la nostra lente vi sono le pagine di Schermi nemici. I film di propaganda della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano (1948-1964) uscito per Mimesis Edizioni con la prefazione di Pierre Sorlin (Collana «Passato prossimo», pp. 182, 17 Euro). Un’opera che guarda ad un’epoca cronologicamente lontana ma storicamente ancora densa di significati per il nostro presente. Almeno per due motivi. Il primo perché viviamo nella cosidde...

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