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Valzer per un amore

È sorto un nuovo Paese dal ventre di queste urne, al di là del Governo che scaturirà dai passaggi parlamentari. Così si legge (giustamente) in queste ore. Un'Italia rinnovata che vede definitivamente affermarsi partiti che non hanno nulla da condividere con i valori resistenziali, capaci di generare la Costituzione repubblicana. Un dato di fatto che si palesa dopo una incubazione lunga circa trent'anni. Dal 1989 in poi, all'indomani della caduta del Muro, del terremoto politico-giudiziario di Tangentopoli e le stragi terroristico-mafiose, si sono affacciate sul panorama politico italiano, prendendone in mano il governo a più riprese, nuove forze politiche (Forza Italia, Lega, An) che con la guerra di Liberazione e il referendum Repubblica-Monarchia non avevano alcunché da spartire. Il processo di trasformazione della politica italiana si è consolidato poi con l'affermarsi del Movimento Cinque Stelle e la caduta di rappresentanza dei partiti di sinistra, delle coalizioni di centro-sinistra (con il trattino) e centrosinistra (senza segni di punteggiatura). Era un processo storico che doveva avere la sua conclusione. E lo ha avuto. Ieri, quattro marzo duemiladiciotto. L'anteprima generale si era svolta a Macerata, con le macabre danze sul corpo martoriato di Pamela e quelli colpiti dal piombo fascista dopo aver resistito alle onde del Mediterraneo. Eppure qualcosa si poteva fare. Si doveva maledettamente fare. La grande occasione era il G8 di Genova del 2001 e quel fiume di persone che in tutto il mondo chiedeva un mondo migliore mentre si affacciava alla finestra del nuovo secolo, cercando di scrutarne l'orizzonte, e provando a portarvi quel che di positivo il '900 aveva insegnato. Lo spirito di lotta, contrapposizione, contraddizione. E invece, è bastato il cadavere di un ragazzo per criminalizzare una generazione che chiedeva pace, libertà, lavoro, diritti sociali e (non solo) civili.


I valori ispiratori della Carta costituzionale andavano difesi rigenerandoli nel nuovo contesto politico, economico, tecnologico-comunicativo. Far vivere quei valori nelle gambe della politica avrebbe permesso ai partiti di sinistra di sopravvivere e di rinnovarsi. Ed invece, negli anni della crisi, dell'Euro, della libera circolazione delle merci e delle persone, dei voli low-cost e dei governi tecnici, si sono trasformati in contenitori vuoti, incapaci di creare nuovi sentimenti comunitari. Hanno guadagnato progressivamente spazio i linguaggi del risentimento, capaci (legittimamente e meritoriamente) di intercettare i malesseri della società. Di dare loro sfogo, voce, rappresentanza. Non sappiamo se c'è tempo per ragionare sugli errori fatti, sulla mancata difesa del mondo del lavoro, sulle disambiguità mai ammesse legate alla moneta unica, sul puntare a partiti leggeri e personalistici, nei richiami al voto utile, alle vocazioni maggioritarie, ai posizionamenti delle tende, ai papi stranieri. Probabilmente non ce n'è più. Cantava De Andrè: "Vola il tempo lo sai che vola e va/Forse non ce ne accorgiamo/Ma più ancora del tempo che non ha età/Siamo noi che ce ne andiamo". Era una canzone. Un valzer. Valzer per un amore...

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