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Michele Vietti: "Forme alternative per il civile e una diversa prescrizione nel penale"

Le proposte del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. "Una giustizia che funziona attrae investimenti e aiuta il sistema economico". Accorpare anche gli uffici e rivedere la pianta organica -  Le sue dichiarazioni nell'inchiesta  "La giustizia ritrovata" . Video di PASQUALE NOTARGIACOMO. Ha collaborato ANDREA MECCIA. Montaggio FILOMENA CANINO

Milano, il processo telematico conviene

"Non è una scelrta ideologica", spiega Claudio Castelli, presidente aggiuntio dell'Ufficio Gip del Tribunale di Milano, "ma di razionalità. Bisogna però convincere il magistrato, il cancelliere e l'amministrativo che si tratta di una sioluzione più comoda, funzionale e più incisiva per gli atti e le notifiche". Ottimi risultati ottenuti, anche se il Distretto lamenta ancora un 30 per cento di scoperto del personale - Le sue dichiarazioni nell'inchiesta  "La giustizia ritrovata" . Video di PASQUALE NOTARGIACOMO. Ha collaborato ANDREA MECCIA. Montaggio FILOMENA CANINO

Lucio Aschettino: "A Nola prescritti il 99% dei processi"

La situazione della sezione penale nel distretto di Napoli, con gli amministrativi sotto gli organici del 30%, nessun programmatore ( ce n'è solo uno nel capoluogo campano) e con migliaia di cause previdenziali o di lavoro per ogni toga. Parla il giudice Lucio Aschettino -    Le sue dichiarazioni nell'inchiesta  "La giustizia ritrovata" . Video di PASQUALE NOTARGIACOMO. Ha collaborato ANDREA MECCIA. Montaggio FILOMENA CANINO

Mario Barbuto: "Così a Torino abbiamo cambiato la giustizia"

Mario Barbuto, presidente della Corte d'Appello, all'epoca responsabile del tribunale, spiega come sono stati sveltiti i tempi della cause e si è riusciti ad aggredire l'arretrato. "La molla è stata la vergogna di dover trattare pratiche vecchie di venti, trenta addirittura 44 anni" - Le sue dichiarazioni nell'inchiesta "La giustizia ritrovata" . Video di PASQUALE NOTARGIACOMO. Ha collaborato ANDREA MECCIA. Montaggio FILOMENA CANINO

«Piu, piu, piu, piu, piu...»

Donna piangente mentre passa la bara di La Torre (Letizia Battaglia) Oggi è l'anniversario della morte di Pio La Torre. Colgo l’occasione per raccontare questo aneddoto. Lo scorso anno, più o meno in questi giorni, in una scuola del Sud Italia, stavo facendo una lezione sulla rappresentazione massmediatica della mafia. Stavo mostrando ai ragazzi le foto di Letizia Battaglia, Franco Zecchin e altri. «Piu, piu, piu, piu, piu...» fece uno studente nella folla dell’auditorium raccogliendo consenso fra i suoi compagni. Sullo schermo avevo appena proiettato le foto dei funerali di Pio La Torre. Da lì saremmo partiti per raccontare un po’ chi era questo uomo, cosa aveva fatto nella vita e perché lo avevano ammazzato. Ma quei ragazzi di Pio La Torre sapevano già molte cose. «Ma perché allora hai fatto il verso del pulcino?», chiesi immaginando già la sua risposta. «Perché ne “Il Capo dei capi” quando ammazzano a Pio La Torre, i killer vanno da Riina e fanno così…». «Così come?». ...

Riflessioni post derby via streaming, post special Califfo via Tv e ascolto vinilico

Il derby è finito. L’ho seguito in streaming e le immagini arrivavano con qualche minuto di ritardo. Ma le urla del condominio sono state la punteggiatura migliore della partita. Qualche ululato al gol della Lazio, clima da stadio all’errore di Hernanes e al rigore di Totti. Ho visto uno stadio con ampi settori vuoti e ho pensato agli scontri del pomeriggio, fotografia di un calcio forse inutile e di una città in sofferenza. Su Raidue è poi iniziato lo speciale su Califano e così ho messo su un paio di suoi vinili. No, Youtube non sempre è un sicuro rifugio quando si cercano musica e parole. Riflettevo sulla poetica del Califfo e ho pensato che anticipi in pieno l’individualismo libertino di Vasco Rossi, fatto di ore piccole e fegati orgogliosamente maltrattati, contraltare della libertà partecipativa di Gaber o dello spirito libertario di De Andrè. No, il Califfo non mi rappresenta ma la sua “voce malandata” mi fa riassaporare Roma, città di cui da anni cerco di scorgere un’identità ...

Tutto il resto è noia...

Il Califfo, vicino al suo faccione da maschiaccio latino e borgataro, volle quello angelico di Eros. Quel bel bambino biondo avrebbe potuto prestare il suo viso allo spot di qualche merendina o di qualche giocattolo e invece si ritrovò sulla copertina di Tutto il resto è noia . Il papà di Eros non era mica uno qualunque. Si chiamava Francis. Era un milanese amico dei Marsigliesi, rivale e sodale del bel Renè, amico di siciliani e napoletani che sapevano il fatto loro. A Francis piaceva la voce romanaccia di quel Califfo che aveva conosciuto anche le galere patrie. Si erano conosciuti a Milano e volevano darsi al cinema insieme. Un giorno però a Francis, in una prigione sarda, ‘O Animale gli strappò il cuore e forse se lo mangiò pure. Qualche tempo dopo ‘O Professore , quello che scriveva poesie ed era a capo un esercito di migliaia di uomini, da dietro la cella rivolgendosi a Joe, il giornalista dal naso aquilino, disse: “ ’O animale ? È amico mio da piccolo… ma chi va sulla sua stra...