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Cinquant’anni di un maestro a Pietralata

ROMA - Lungo la Via Tiburtina, in Via del Frantoio e in Via Pomona, sorgono due plessi scolastici che, per motivi differenti ma per causa comune, sono un pezzo di storia di televisione e scuola italiana. A segnare la distanza fisica tra loro, c’è una fermata della linea B della metropolitana, quella che divide S. Maria del Soccorso da Pietralata. Tra il 1971 e il 1972 in questa fetta orientale della città, nell’allora «Istituto statale d’arte per la decorazione e l’arredo della chiesa» fondato dal pittore Enzo Rossi (oggi un liceo artistico che porta il suo nome), il regista Vittorio De Seta (1923-2011) ambienta Diario di un maestro , sceneggiato Rai in quattro puntate trasmesso a partire da domenica 11 febbraio 1973 e «liberamente tratto» dal libro Un anno a Pietralata . A firmare quell’opera biografica è Albino Bernardini (1917-2015), maestro di origini sarde aderente al Movimento di Cooperazione Educativa. Bernardini mette nero su bianco la sua esperienza didattico-democratica di pr...

Giancarlo De Cataldo, romanzare la storia

ROMA - « Romanzo criminale è un ragazzo in ottima salute anche se, per la sua età, ha una responsabilità imbarazzante. È ormai diventato un brand. Quante volte lo si evoca per parlare di malaffare e non solo? Detto questo, sono felice che ad ottobre, alla Casa del cinema, sia stato celebrato, non senza imbarazzi. Ho ricevuto una serie di elogi che solitamente si tributano ai defunti. A un certo punto ho dovuto ricordare di essere ancora vivo».  Romanzo criminale , il romanzo bestseller ispirato alle vicende della Banda della Magliana, ha compiuto vent’anni. E questo compleanno è l’occasione giusta per fare due chiacchiere con il suo autore Giancarlo De Cataldo, magistrato da poco in pensione, prolifica penna da un paio di mesi a questa parte volto Tv Rai per la serie Cronache criminali . De Cataldo, come ha conosciuto la Banda della Magliana? Da magistrato di sorveglianza incontrai un pentito che era stato nella Banda. Per larga parte non fu creduto. Da giudice penale poi, non è c...

Lionel Messi, the last dance

A ventiquattr’ore dalla chiusura di questo politicamente discusso e discutibile mondiale qatarino, da mettere in archivio per i posteri per quanto visto sul campo, vi è senza dubbio il tentativo di “maradonizzazione” di Lionel Messi. Sottolineava questo processo di mutazione della  Pulga  nata trentacinque anni fa nella città di Rosario anche Emanuela Audisio sulle colonne de  La Repubblica  l’11 dicembre. Lo faceva commentando, a freddo, la vittoria dell’Argentina ai calci di rigore contro l’Olanda nei quarti di finale. Un Messi così con la sua Argentina – tra coppe americhe e mondiali – non si era infatti mai visto. Non tanto dal punto di vista tecnico-tattico, quanto dal punto di vista caratteriale. Il mondiale del Qatar ci ha regalato una  Pulga  a tutto campo padrona indiscussa della  pelota  e un calciatore capace di “maradoneare”, di invitare alla lotta e sfidare l’avversario, caricandosi sulle spalle il peso di una squadra e di u...

Franco Franchi, calcio di poesia

Per il trentennale della morte di Franco Franchi (9 dicembre 1992) e il centenario della nascita di Ciccio Ingrassia (5 ottobre 1922), Poste italiane ha dato vita a un francobollo speciale. Nel bollettino illustrativo che ne accompagna l’emissione vi è apposta una frase di Federico Fellini: «C’è più Italia in un film di Franco e Ciccio che in tutta la commedia all’italiana». Se l’inimitabile coppia made in Palermo è riuscita ad essere specchio dell’Italia della prima Repubblica, per forza di cose si sarà dovuta misurare con la dea Eupalla, la divinità calcistica immaginata da Gianni Brera. Proviamo a vedere come. Nel 1964, ad esempio, quando in una puntata del varietà Cantatutto i due – ospiti fissi del programma – diedero vita ad uno sketch «radiofonico» sul Totocalcio . Nel 1982 poi, anno del successo italiano al mondiale spagnolo, quando incidono in un 45 giri la sigla del gioco-concorso Calcio matto (Rete 1) . Tra i due episodi consumatisi sul piccolo schermo, Franco e Ciccio ha...

Leonardo Favio, mito poliedrico

Buenos Aires, 5 novembre 2012. L’Argentina si prepara a salutare per sempre l’artista Leonardo Favio. Il popolare attore, regista e cantante capace di lasciare un segno nella cultura popolare del Paese e dell’intera America Latina con il suo corpo, il suo sguardo e la sua voce è morto all’età di 74 anni. Da diversi giorni era ricoverato nel Sanatorio Anchorena dopo un peggioramento del suo delicato stato di salute. Fuad Jorge Jury (questo il nome di battesimo) è nato il 28 maggio 1938 a Luján de Cuyo, provincia di Mendoza, sud-ovest del Paese. Poche ore dopo la scomparsa, viene allestita una camera ardente nel Congreso de la Nación. A mezzanotte, con il viso coperto da scuri occhiali da sole, nel Salón de los Pasos Perdidos del Parlamento, arriva Cristina Fernández de Kirchner. La «presidenta de la Nación Argentina» rimane per dieci minuti vicino la bara che custodisce il corpo di Favio. Con lei ci sono alte cariche dello Stato e ministri, funzionari di governo ed esponenti dell’opposi...

Romanzo popolare, le nuove puntate

  Romanzo Popolare è un podcast realizzato con la regia di Stefano Campetta, prodotto dall'associazione  daSud  e da  ÁP - Accademia Popolare dell'antimafia e dei diritti . Uno spazio sonoro in cui raccontare e provare a guardare, attraverso le lenti dell'immaginazione, storie, piccole e grandi, che hanno segnato la nostra epoca contemporanea. Sono disponibili le nuove sei puntate: - 1922. La marcia su Roma  - 1922. Nasce Pier Paolo Pasolini, il poeta scrittore di musica - 1962. Nasce Diabolik, terrore in edicola - 1972. Milano Calibro 9, il terrore corre sullo schermo - 1992. Addio a Franco Franchi, il comico che dava del tu alla fame - 2002. L'anno di Romanzo criminale Buon ascolto su  Spotify  e/o  Spreaker !

Memoriale di una fabbrica

AL CROCEVIA DI CASSINO Cassino, Piedimonte San Germano – Per osservare e tentare di capire cosa abbia voluto e cosa voglia dire ancora la presenza del sito industriale oggi Stellantis di Cassino-Piedimonte San Germano nel territorio del basso Lazio, sono disponibili un paio di opzioni che bisogna provare a tenere insieme. La prima invita a costeggiare l’infinito perimetro dello stabilimento – i cancelli di ingresso e uscita dei lavoratori e delle lavoratrici, i capannoni, la centrale termica, il centro sportivo divenuto hub vaccinale Covid-19 in tempo di pandemia, lo snodo ferroviario che comunica con l’impianto per movimentare merci e vetture – provando a immaginare cosa ci fosse lì prima che la Fiat si “meridionalizzasse”. L’alternativa, più suggestiva e seducente, è invece scegliere di guardare il tutto dall’alto, inerpicandosi lungo gli oltre 500 metri di altitudine dall’Abbazia di Montecassino, dalla cui Loggia del Paradiso si può scattare una foto forse capace di tenere insieme i...