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Re-visioni della trilogia de Il Padrino: anatomia di un mito nell'epoca delle serie Tv

Libro, film, visual novel, videogioco, allegoria politica. Il Padrino è questo e molto altro. Ma soprattutto, cosa vuol dire anatomizzarne la trilogia di Coppola nell'epoca delle serie Tv? Ne ho scritto per la rivista francese Cahiers de narratologie nel fascicolo Rhétorique et représentations de la culture mafieuse. Images, rituels, mythes et symboles . Grazie al professor Antonio Nicaso per avermi guidato e a Manuela Bertone per la traduzione https://journals.openedition.org/narratologie/9776

Stefano Cucchi, una storia di tutti. Lo speciale di #radiodaSud

Parafrasando il titolo di un libro-intervista a Licia Pinelli, ecco una storia non più quasi soltanto nostra. Nel giorno in cui ricorre il decimo anniversario della morte di Stefano Cucchi, lo speciale di #RadiodaSud a cura di Pasquale Grosso, Andrea Meccia e Mattia De Cristofaro (IIS Ferrari Hertz) dedicato a una splendida giornata di partecipazione in suo ricordo.  Con le voci di: Ilaria Cucchi; Fabio Anselmo; Gianluca Peciola; Virginia Raggi; Stefano Fassina; Maurizio Martina; Giovanni Zannola; Francesca Re David; Roberto Tavani; Marino Bisso  Tutte le interviste a questo link: http://bit.ly/33PmUiX

È di scena Cosa Nostra

Il cinema, il mondo dei neomelodici, il brand abbinato a prodotti commerciali: un saggio esamina l'attrazione fatale tra i boss e i media   «L'avete visto, oggi, sul giornale, a Gina Lollobrigida?». Così, secondo il racconto di Antonino Calderone, il mafioso Totò Minore parlava di Giuseppe Genco Russo. Al boss di Mussomeli (che si autodefiniva “un giudice di pace” e che nel 1957 siederà al summit siculo-americano del  Grand Hotel et des Palmes ), non si perdonava la sovraesposizione sulla stampa del tempo. Basterebbe rievocare questa battuta per giustificare il titolo del nuovo libro di Marcello Ravveduto, public historian presso l’Università di Salerno. Lo spettacolo della mafia (Edizioni Gruppo Abele) è un volume denso e ben documentato che affronta con analisi, percorsi e strumenti di orientamento − una questione democratica irrisolta dal sistema scolastico del nostro Paese: l’analisi dei fenomeni criminali nella loro dimensione mediatico-comunicativa. Lo fa mentre ...

Nella morsa di Alfredino

In una notte di fine estate, il 23 agosto del 2016 un sisma colpisce l’Italia centrale (ri)mettendo al centro dell’agenda dei media l’Italia dei borghi e delle contrade. Nelle ore successive al tremolìo della terra, i media sfoderano la loro potenza produttiva e comunicativa. Bramano cartoline dal terremoto, voci e battiti cardiaci aggrappati alla speranza di salvezza, particolari piccoli o grandi che restituiscano il senso della maceria, della distruzione. Nel giro di poche ore il sisma viene consegnato alla storia come “il terremoto dei bambini”. Ancora una volta «i bambini», soggetti «privi di cittadinanza» che «quasi non esistono nella stampa italiana», sono «al centro dell’attenzione (...) solo come vittime» (S. Laffi, 2014). Vediamo piangere per i fanciulli scomparsi, ritrovare voglia di vivere per chi è sopravvissuto fra la polvere e i detriti, celebrandolo come sinonimo di una vita comunitaria che può ricominciare. (Ri)prendiamo consapevolezza di come il salvataggio di un bamb...

Cassino, la memoria della guerra e la stele per i parà tedeschi

A proposito di quanto sta accadendo a Cassino sull'installazione di una stele in memoria dei paracadutisti tedeschi, mi sembra interessante rileggere quanto scritto dallo storico Giovanni De Luna ne "Il corpo del nemico ucciso" (Einaudi, 2006). Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi, ma anche una bussola. Servono a non perdere l'orientamento. E a trovare nuove rotte. «Oggi i luoghi di morte sono diventati luoghi di memoria. La loro geografia ridisegna la mappa degli sbarchi (Gela, Salerno, Anzio), le lunghe soste sul fronte della “Linea Gustav”, poi l’interminabile inverno sui contrafforti della “linea gotica”, il dilagare delle armate angloamericane nella pianura padana. Sessant’anni dopo in quei posti ci sono solo cimiteri. Ma nessuno è un “campo santo”, un posto consacrato al dolore e al ricordo (…) (in ogni cimitero una concezione diversa della morte come della politica, della cultura, della storia). A Cassino quello dei soldati tedeschi si può visita...

Il Napoli, la Juventus e i tifosi bianconeri come don Mimì di Filumena Marturano

Essere tifoso Non sono napoletano di origine e sono un tifoso del Napoli. Senza aggettivi. Una persona che non scandisce la propria vita sociale secondo i palinsesti del campionato di calcio e che vorrebbe andare più spesso allo stadio perché ama i riti collettivi. Non sono abbonato alle pay-tv. Non dico che mi basta sentire la partita alla radio, ma siamo quasi lì. E comunque durante i 90 minuti in cui la mia squadra scende in campo il sangue ribolle e essere aggiornato “minuto per minuto” è come l’acqua per i pesci. Se certe uscite del presidente o dell’allenatore non mi piacciono, lo ribadisco e lo sottolineo. Se il Napoli ha cadute di stile, sono il primo a riconoscerle. Non sono solito prendere in giro gli avversari. Conta quello che fa la mia squadra, non quello che succede agli altri. Tra tutte i club di serie A, quello che malsopporto è la Juventus. Per mille motivi. Quest’anno ancora di più, ovviamente, perché con ogni probabilità i bianconeri suoneranno la settima sinfoni...

Memo - Memorie in movimento

Da ieri, MeMo - memorie in movimento , il nuovo progetto di Cinemovel Foundation di cui sono stato consulente scientifico, è ufficialmente attivo. Si tratta di un percorso multimediale ideato per un bene confiscato a Galbiate (Lecco) e per avviare un’azione didattica, di ricerca e condivisione con gli studenti sul rapporto fra mafia e memoria. Tutte le info su http://memorieinmovimento.it/