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Il “mileismo” e i fili sciolti della dittatura militare. Intervista con il sociologo Pablo Semán

«In queste ore, in Argentina, si registrano diversi stati d’animo. E, ovviamente, tanta incertezza. Da un lato, grande angoscia negli ambienti kirchneristi e peronisti per quello che potrebbe essere il nuovo governo. Dall’altro, speranza in Javier Milei e gioia per aver distrutto il kirchnerismo». A scattare questa fotografia, a pochi giorni dal risultato elettorale che ha visto il trionfo di Milei e del suo partito La Libertad Avanza (LLA), è Pablo Semán, sociologo e antropologo dell’Università di San Martín. In apertura di conversazione Semán sottolinea: «Tra chi è uscito battuto dalle urne, sembra esserci una specie di negazione o di illusione che il nuovo governo abbia vita breve. Il tutto appare un modo di negare a sé stessi la sconfitta. Credo poi che il sentimento della vittoria, il piacere di aver liquidato il kirchnerismo, non appartenga solo alla classe alta, così come la rabbia per la sconfitta non stia solo nelle classi popolari. Come queste sensazioni si relazionino però c...

Masterclass Mediamafia, incontro con il drammaturgo Alessandro Gallo

“𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖𝑐𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 ℎ𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑖 𝑒𝑟𝑎 𝑚𝑖𝑜 𝑝𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑙𝑒, ℎ𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑜𝑣𝑒𝑣𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎. 𝑂 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜𝑙𝑖𝑛𝑒𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜, 𝑜𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑒 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜𝑙𝑖𝑛𝑒𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑒𝑣𝑜 𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒, 𝑎 𝑢𝑛 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑝𝑢𝑙𝑖𝑡𝑜, 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑐𝑟𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖. 𝑈𝑛’𝑒𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎, 𝑒𝑑 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑜 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑜”. Così Alessandro Gallo racconta di sé. Napoletano, classe 1986, Gallo oggi vive a Bologna dove ha fondato l'associazione e casa editrice Caracò e dove si occupa di educazione alla legalità e di progetti di teatro civile. La sua storia, le sue esperienze e il suo lavoro, frutto di un percorso di emancipazione e liberazione dalle logiche camorristiche in cui è nato e cresciuto, faranno da sfondo al nuovo e at...

Remo Rapino, un undici fantastico e fantasioso

La storia del calcio è fatta anche di formazioni recitate tutte d’un fiato. Dal glorioso e drammatico incipit Bacigalupo-Ballarin-Maroso del Grande Torino al Zoff-Gentile-Cabrini – buono per la Juve di stampo trapattoniano e per l’Italia di Spagna ’82 – passando per il Sarti-Burgnich-Facchetti della Grande Inter del mago Herrera. Se, citando Eduardo Galeano oltre ad essere mendicanti di buon calcio, lo fossimo anche di letteratura ci sarebbe un nuovo undici da imparare a memoria. Un undici fantastico e fantasioso agli ordini dell’allenatore-partigiano Oliviero che fa così: Milo, Glauco, Osso Nilton, Treccani, Giuseppe, Wagner, Berto Dylan, Efrem Giresse, Pablo, Baffino, Nadir. Una squadra-romanzo piena del sapore della vita, che si confessa in prima persona. A immaginarla in Fubbàll (Minimum Fax, pp. 148, 16 euro) è stato Remo Rapino (1951), insegnante di storia e filosofia di stanza nell’abruzzese Lanciano e già premio Campiello 2020 con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio ....

Masterclass Mediamafia, incontro con lo sceneggiatore Ezio Abbate

Ezio Abbate è tra i creatori di diverse serie Tv tra cui spiccano, nella rappresentazione della storia della criminalità organizzata, Le mani dentro la città (Mediaset, 2014), tra le prime opere a raccontare la presenza della ‘ndrangheta in Lombardia, le quattro stagioni di Suburra (Netflix), capaci di ridisegnare l’immaginario della criminalità organizzata nella città di Roma in un’epoca segnata dall’inchiesta “Mondo di mezzo” e L'Ora - Inchiostro contro piombo , le vicende ambientate negli anni ’50 dello storico quotidiano siciliano che condusse importanti inchieste su Cosa Nostra. Nel 2022, Abbate ha poi firmato Centoventisei (Mondadori), il suo primo romanzo scritto insieme a Claudio Fava, che ricostruisce le ore precedenti all’attentato contro il giudice Borsellino del 19 luglio 1992. Il romanzo è stato anche oggetto di una traduzione teatrale. Abbate ha inoltre scritto il cortometraggio sul dramma della migrazione nel Mediterraneo Frontiera , regia di Alessandro Di Gregori...

Masterclass Mediamafia, incontro con l'attrice Daniela Marra

Daniela Marra ha recitato in diverse opere audiovisive che hanno raccontato la criminalità organizzata e il terrorismo nel nostro Paese. Marra ha da poco concluso le riprese di Iddu , regia di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, opera liberamente ispirata alla figura del boss Matteo Messina Denaro. Marra ha inoltre recitato in Esterno notte del maestro Marco Bellocchio, dove ha interpretato il ruolo della brigatista Adriana Faranda. Nella sua carriera, ricordiamo poi il ruolo di Maria Marruso ne Le mani dentro la città (serie Tv Mediaset, 2014), personaggio ispirato alla figura di Lea Garofalo, quello di Assunta, vedovo di un soldato di ‘ndrangheta nel film La terra dei santi di Ferdinando Muraca (2015), le partecipazioni a Squadra antimafia (serie TV Mediaset) e Il cacciatore (serie Tv Rai) tratto dal volume Cacciatore di mafiosi del magistrato Alfonso Sabella. Daniela Marra ha recitato nella serie Tv L'Ora - Inchiostro contro piombo , in cui ha interpretato il ruolo della g...

Larraín, il corpo e la storia. Recensione al volume di Emanuele Rauco

Il corpo e la storia. Queste le parole chiave con cui si sviluppa l’analisi della cinematografia di Pablo Larraín, autore cileno in concorso a Venezia 2023 con  El Conde , commedia dark/horror e probabile metafora del Cile contemporaneo con il dittatore Pinochet nei panni di un vampiro. A sezionare la complessa e ricca filmografia di questo regista nato a Santiago nel 1976, tre anni dopo il golpe ai danni del Cile democratico targato Salvador Allende Gossens, è Emanuele Rauco, critico cinematografico, membro della Commissione di selezione del Festival di Venezia e da poche settimane direttore artistico della rassegna in riva al Lago Trasimeno «Castiglione del Cinema». La prefazione del suo volume ( Pablo Larraín. Il corpo e la storia , pp. 150, 16 euro, Bietti) è affidata invece alla firma di Alberto Barbera. Nelle prime pagine, il direttore artistico della Mostra di Venezia sottolinea come il lavoro compiuto vada ad indagare, attraverso un suo esponente di respiro mondiale, una ci...

1990, Italia-Argentina. La recensione al volume “Quando eravamo felici” di Corrado De Rosa

Se, camminando tra gli scaffali di una libreria, la vostra attenzione dovesse ricadere sulla copertina di un libro dallo sfondo azzurro che ospita la sagoma incompleta di un pallone e otto mattoncini tricolore disordinatamente distribuiti, la percezione del rischio di essere travolti da un’operazione editoriale costruita sulle emozioni e sui rimpianti di un tempo lontano potrebbe essere avvertita in maniera netta e decisa. Anche perché gli elementi grafici sono lì per accompagnare un titolo ( Quando eravamo felici ) e un sottotitolo ( Italia-Argentina 1990: la partita da cui tutto finisce ) che rimandano la memoria collettiva all’estate tutta italiana di trentatré anni fa. Quella delle «Notti magiche» cantate in un rock cortese e garbato da Edoardo Bennato e Gianna Nannini. La bella – fino ad un certo punto – stagione del secondo mondiale disputatosi nel nostro Paese, cinquantasei anni dopo quelli di epoca fascista che videro l’Italia conquistare la prima Coppa Rimet ai danni della Cec...