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L'esultanza di Leo

L'account Twitter di Leonardo Bonucci Ieri Maurizio Crosetti dedicava su La Repubblica un sentito e a tratti commovente ritratto a Gigi Buffon e Leonardo Bonucci, freschi di vittoria contro l’Inter nel posticipo domenicale. Da un lato l’imbattibile portiere bianconero costretto a sporcarsi i guanti a fine partita, dall'altro il granitico difensore goleador, capace di aprire le marcature a inizio ripresa e accostato poi, nel corso della giornata sui social network, per un oscuro e incompreso meccanismo di tematizzazione, al premio Oscar Leonardo Di Caprio. Crosetti racconta la biografia calcistica di Bonucci con una penna degna di un moderno Edmondo De Amicis, il quale De Amicis - perdonatemi la digressione - fece incarnare nel giovane protagonista del libro Cuore , secondo un giovane Umberto Eco, « un ambiguo socialismo umanitario che precedette il fascismo » ( Diario minimo , 1963). Bonucci viene definito «un campione nato buon giocatore normale», se ne sottoli...

Le vittime di mafia e la storia come metodo critico

Una recensione de “ Il Sindaco Gentile. Gli appalti, la camorra e un uomo onesto ”, di Marcello Ravveduto. Edito da Melampo (2016), il volume è una biografia di Marcello Torre, sindaco democristiano di Pagani, avvocato di camorristi, anarchici ed extra-parlamentari. Marcello Torre in un'aula di tribunale Era il dicembre del 1980, nei giorni successivi al terremoto dell’Irpinia del 23 novembre, una data che segna uno spartiacque nella storia della camorra e della storia italiana. In quel dicembre viene assassinato Marcello Torre, sindaco democristiano di Pagani. Un’altra vittima della criminalità organizzata campana, che attorno alla ricostruzione del post-terremoto aveva fiutato grandi affari. Con Il sindaco gentile , un lavoro documentato e appassionato, Marcello Ravveduto ricostruisce senza indulgenze questa complessa vicenda umana, politica e professionale. Marcello Torre è un uomo di legge, come Fulvio Croce, presidente degli avvocati di Torino, ucciso dalle Brigat...

Semiologia per il gol di Insigne

Di fronte alla bellezza del gol di Insigne e al suo assist per la rete di Hamsik, ci tocca scomodare Pier Paolo Pasolini e le sue parole sul «foot-ball». E per fortuna, non dovremo usare quell’aggettivo derivato dal suo cognome, tanto abusato quanto anestetizzato. Basterà mescolare il suo verbo sulla «semiologia per il goal», e le sue categorie datate 1971 di «calcio in prosa (calcio europeo)» e «calcio in poesia (calcio latino-americano)». Ragioniamo su cosa scrisse il poeta di Casarsa. Se i «fonemi» sono «le unità minime» della lingua scritto-parlata, l’unità minima della lingua del calcio è «un uomo che usa i piedi per calciare un pallone», che prenderà il nome di «podema». La combinazione dei «podemi» dà vita alle «parole calcistiche», il cui insieme «forma un discorso, regolato da vere e proprie norme sintattiche». I «podemi», secondo regolamento, sono ventidue e le «parole calcistiche» sono infinite perché le possibilità di passaggio, di circolazione della palla tra i ca...

Biglietti da visita "Vito Corleone"

Su www.moo.com , il sito che vi aiuta a relizzare il vostro biglietto da visita, c'è anche la linea "Vito Corleone", di seguito così descritta: "Offrite ai vostri contatti qualcosa che non potranno rifiutare, con biglietti da visita ispirati all'uomo d'affari più rappresentativo del cinema: Don Corleone, il personaggio interpretato da Marlon Brando nel Padrino. È un design perfetto per dirigenti, manager o chiunque abbia un ruolo di responsabilità". I mafiosi sono quello che sono. Siamo noi che rendiamo in maniera imperdonabile la mafia un fenomeno folkloristico e spettacolare.

"Cortesemente, dimenticateci"

Ieri abbiamo visitato la mostra "Mc Mafia", la mostra sulle mafie raccontate nei fumetti (Museo di Roma in Trastevere - Associazione daSud ). Nelle tavole esposte, ci hanno colpito soprattutto i sorrisi tratteggiati con candore di chi ha pagato con la vita la sua straordinaria normalità quotidiana. Per questo la tavola che ci ha fatto più male e su cui non smetteremmo mai di riflettere è quella di Mauro Biani dedicata al tema "memoria". Ci sono le sagome decollate di du e uomini vestiti in giacca e cravatta. L'uomo di sinistra tende con la postura verso l'uomo di destra e viceversa. Sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che ci invitano "cortesemente" a dimenticarli, a metterli da parte. Un disegno amaro e profondo che interroga la nostra capacità di vivere quotidianamente gli imperativi morali della memoria, che invita a riflettere sulla credibilità e sulla qualità dell'attuale azione politica, sociale e economica dell'ant...

Integrazione

Li vorrebbero invisibili. E quando incrociano i loro sguardi, li pretendono come quello che loro sono incapaci di essere. Precisi, puntuali, risparmiatori, frugali, dimessi, austeri, silenziosi, senza vizi e sbavature, pronti ad accontentarsi anche di un pezzo di pane andato a male, con la vita scandita da quello che loro rifiutano. Su quei visi vedono solo l'onta di colpe non commesse, e non sanno che quelle ingiurie le hanno scarabocchiate loro con l'inchiostro del rifiuto, della distrazione, dell'indifferenza, della chiusura. Si negano il gusto dell'epifania, il piacere della rivelazione, l'orgasmo della scoperta. Non sanno che anche loro, gli "extranei", sono gravidi di parole, pensieri, sogni, emozioni, speranze, paure, drammi. Per darli alla luce ci vuole tempo, attenzione, cura, ascolto, sudore, fatica. Forse, soltanto, il desiderio di un mondo diverso.

Rosetta e Luciano...

All’alba Rosetta e Luciano si svegliano e escono dalla macchina, mentre Antonio continua a dormire. I bambini sono di spalle, seduti su di un marciapiede rosicchiato. Il piccolo Luciano sente freddo. Rosetta lo copre con una giacca di jeans, e gli dice: «Magari all’istituto c’è il campo di pallone… ti pigliano subito a giocare». Con questa speranza, si chiude il loro viaggio nell’Italia di fine Prima Repubblica. Tratto dal capitolo dedicato a Il ladro di bambini (G. Amelio, 1992) in Mediamafia - Cosa Nostra fra cinema e TV di A. Meccia