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Strage di Bologna, De Luna: «Abbiamo bisogno di più storia e meno memoria»

«Viviamo in un’Italia sospesa, sospesa tra passato e futuro. La pandemia ha inciso sul presente e ha fatto sì che la domanda più ricorrente che ci attraversa riguarda il domani che ci attende, se cambieranno o meno le nostre vite o se tutto rimarrà come prima. Sono questi gli interrogativi che alimentano l’inquietudine di questo tempo. Ci sono molti dubbi e poche certezze. Questo stato di sospensione è quello che ci caratterizza in questo momento». Giovanni De Luna – docente di Storia contemporanea all’Università di Torino, volto noto di Rai Storia e firma del quotidiano La Stampa – fotografa così l’Italia che in questa estate si appresta a vivere il quarantesimo anniversario della strage di Bologna. Con i suoi 85 morti e 200 feriti, quello avvenuto nel capoluogo emiliano il 2 agosto 1980 – a poco più di un mese dalla tragedia di Ustica – è stato il più cruento eccidio che la nostra Repubblica abbia registrato. Si materializzò alle ore 10.25 di un sabato italiano, in una stazione ferro...

L'altra faccia di Argentina V Inghilterra 1986

Il 22 giugno del 1986 è una domenica, il giorno consacrato al Signore nella tradizione cristiana. Alle ore 12 ora locale di Città del Messico, su uno Stadio Azteca colmo di circa 115.000 anime, discende una luce perpendicolare che accarezza il rettangolo verde. Chissà se davvero lo sguardo di Dio, l’essere supremo che tutto sa e che tutto può, è rivolto allo stadio che sedici anni prima vide i sette gol della Partita del secolo. Perché negli anni, per raccontare ciò che accadrà nelle due ore successive al fischio d’inizio di Argentina-Inghilterra, il match valevole per i quarti di finale del mondiale di México ’86, Dio lo si è scomodato più e più volte. Si narra infatti che quel pomeriggio el Barba, così lo chiamano gli argentini, busserà due volte alle porte della Storia. La prima con la mano, come un normale essere terreno, la seconda con la nuca, come solo un ente superiore può fare. Fra le due epifanie, il gol del secolo di Diego Armando Maradona. La storia di questa partita inizia...

Flessibilità e soldi in cassa: così le mafie italiane si preparano al new normal

L'articolo è stato pubblicato su Gli Stati Generali del 29 maggio 2020 *** “Non c’è crisi che non sia una grande opportunità per le mafie”. Così parlava lo scorso 6 aprile, in un’intervista a La Repubblica, il Procuratore nazionale antimafia e terrorismo Federico Cafiero de Raho. Le organizzazioni criminali di tipo mafioso hanno infatti storicamente dimostrato una importante abilità nell’adattarsi alle mutazioni economiche, sociali e politiche del contesto in cui operavano. TRA ARCAISMO E MODERNITÀ “In economia, le mafie hanno coniugato pubblico e privato, monopolio e concorrenza, capitalismo e mercantilismo, industria e commercio, produzione e finanza, holding e franchising”, ricorda Marcello Ravveduto, docente di Public History presso l’Università di Salerno. Grazie a questa loro capacità mafia, camorra e ‘ndrangheta hanno superato senza grossi traumi i diversi passaggi storici, “muovendosi come un pendolo in continua oscillazione tra arcaismo e modernità”. ...

El virus non está desnudando

Nel primo periodo di emergenza coronavirus, ho scritto questo cronaca dall'Italia per la Revista Anfibia della Universidad de San Martín , una delle realtà giornalistiche più importanti del panorama latinoamericano. *** En Italia se viven días monocordes, sin futuro, hechos por una ritualidad forzada. Los ciudadanos bajo la dictadura del coronavirus esperan litúrgicamente, a las seis de la tarde, las cifras de la actualización de esta pandemia furiosa. La soledad de la muerte adquiere un nuevo sentido. La narración de la vida tiene sus propia estética audiovisual y sus propios “patriotas”. “El virus nos está ayudando a conocer el estado de salud de nuestra sociedad”, escribe Andrea Meccia. ROMA - Una ambulancia recorre la periferia desierta y soleada de la capital italiana. En su camino, de un altavoz se escucha:  —¡Atención! Para todos los ciudadanos, la epidemia sigue matando a la población de nuestro país.  En la ciudad invisible hay solo puestos de co...

Cristian Alarcón, non sparate su Robin Hood

Dopo la tragica morte di Ugo Russo avvenuta a Napoli qualche settimana fa, ho realizzato un'intervista al giornalista e scrittore argentino Cristian Alarcón. Le sue parole potranno aiutarci a riflettere. L'intervista è stata pubblicata da Alias , supplemento culturale de Il Manifesto  il 21 marzo 2020. *** Argentina, anno 2010. Ne son passati 200 dalla Revolución de Mayo del 1810 e tre, da quando al governo, c’è CFK, Cristina Fernández de Kirchner, la jefa . Per le 200 candeline dell’indipendenza del Paese, una commissione nominata dal Centro Cultural de la Memoria H. Conti (Ex Esma) e dalla Biblioteca Nacional stila un elenco con le 200 “opere fondamentali” della storia della nazione. Vicino ai titoli di Arlt, Borges e Cortázar, vi è la prosa vertiginosa di un 40enne giornalista, Cristian Alarcón. A sette anni dall’uscita, il suo Cuando me muera quiero que me toquen cumbia. Vidas de pibes chorros ( Quando morirò, suonatemi una cumbia. Vide di ragazzi ladri ) è ...

Oltre la mafia. La vita e la fotografia di Letizia Battaglia

Letizia Battaglia e Franco Zecchin (Palermo, 1987) Nel suo nome la gioia, la serenità, il piacere. Nel suo cognome il conflitto, il confronto, la lotta. Letizia Battaglia, la più importante reporter che abbia mai raccontato la violenza della mafia in Italia, compie 85 anni il 5 marzo 2020. Lo fa nelle vesti di direttrice del Centro internazionale di fotografia di Palermo, la sua città, il luogo da cui è fuggita mille volte e in cui è sempre tornata. Dopo le stragi del ’92 ad esempio, quando, in preda alla disperazione per gli attentati ai giudici Falcone e Borsellino, si rifugiò a Parigi. O nei primi anni ’70, quando, dopo la separazione dal marito, raggiungerà a Milano il suo collega e compagno Santi Caleca. Ma sarà il ritorno a Palermo nel 1974 e il nuovo legame con il fotografo Franco Zecchin, a segnare la sua carriera di fotoreporter. IL LAVORO PER L’ORA Letizia-e-Franco lavoravano per L’Ora (la storia di questo quotidiano diventerà presto una serie Tv prodotta da...