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Farsi una foto con Dios. L'intervista al fotografo Carlo Rainone

Sette anni fa Carlo Rainone (Palma Campania, 1989), fotografo-documentarista con un curriculum fatto di studi e collaborazioni internazionali, decide di scavare nel ventre della Napoli degli anni ’80, quelli, non solo, del dopo-terremoto, delle guerre di camorra e del contrabbando. Un immaginario che il cinema di questi anni sta riportando in superficie, dal Sorrentino di È stata la mano di Dio al Mixed by Erri di Sidney Sibilia senza dimenticare il Piano piano di Nicola Prosatore. L’obiettivo dell’indagine è assoluto, laborioso e faticoso ma il confronto costante con il fotografo Michel Campeau è di grande supporto. Bisogna infatti scovare la «foto con Maradona», il re della Napoli calcistica per sette tortuosi anni, il patrono pagano della moderna Partenope. Rainone inizia ad inseguire fotografie già scattate. Icone conservate in album di famiglia o piegate in portafogli, appese sui muri di negozi e laboratori, case, pizzerie e ristoranti. La consapevolezza sta tutta nelle parole ...

Napoli, Baires: Maradonologia. Una bella chiacchierata con Pablo Alabarces

«Fútbol y Patria». «Peronistas, Populistas y Plebeyos». «Historia mínima del fútbol en América Latina». Questi sono solo tre titoli di una ricca produzione saggistica fatta di cronache politico-culturali e indagini sociologiche e letterarie. Chi vuole sapere di calcio e cultura popolare sudamericana deve passare per gli scritti di Pablo Alabarces e capirà qualcosa di cantanti mitologici come Palito Ortega, rock, tifoserie, sistema mediatico, violenza da stadio. Sociologo, argentino classe 1961, Alabarces è titolare di cattedra presso la UBA, l’Università di Buenos Aires. Lo incontriamo a Roma, zona Stazione Termini. Pablo è da poco rientrato nella capitale al termine di un bel soggiorno in una Napoli ebbra di festa per lo scudetto e dopo aver visitato Viggianello, borgo della Basilicata ai piedi del Pollino. «È la quinta volta che sono in Italia. Non ero mai stato nel paese dove nel 1882 nacque Antonio Carmelo Oliveto, mio nonno materno», ci racconta mentre ci incamminiamo verso Piazza...

Fantasmi tra i portici nella Bologna anni '50

«Un romanzo apocrita è un romanzo che non vuole nascondere nulla, un romanzo privo di ipocrisia. Per scriverlo, è come se mi fossi seduto attorno a un fuoco con degli amici o in una stalla, come ero abituato a fare da bambino con mio padre che raccontava storie. Storie sempre popolate da fantasmi. E ho voluto raccontare una storia di fantasmi anche io, mescolando realtà, fantasia e invenzione, usando un linguaggio non contemporaneo e non dimenticando che i fantasmi sono sempre arrabbiati perché hanno lasciato qualcosa in sospeso con la vita». Loriano Macchiavelli (1934) – scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, maestro del noir, autore della serie con protagonista Sarti Antonio, sodale da un punto di vista letterario di Francesco Guccini – racconta così I fantasmi si vestono nudi , la sua ultima fatica in libreria (Solferino, pp. 208, 16 euro). Un romanzo storico abitato da spettri, ambientato nella città di Bologna nel contesto dell’agitata e nervosa Italia degli anni Cinquanta. Un’Ita...

Rocco Carbone, futuribili distopie

La casa editrice calabrese Rubbettino ha deciso di ridare nuova vita alle opere narrative di Rocco Carbone, scrittore-critico nato nel 1962 a Reggio Calabria e cresciuto nel borgo aspromontano di Cosoleto. Il suo sguardo smise improvvisamente di illuminare il mondo della letteratura italiana una notte d’estate romana di quindici anni fa. Era infatti il 18 luglio 2008 quando Carbone perdeva la vita in un incidente vicino Piazza Albania mentre faceva ritorno verso casa, nel quartiere di Monteverde Vecchio. Carbone – autore capace di affermarsi nel contesto narrativo tardo-novecentesco e, tra le altre cose, insegnante nella sezione femminile del carcere di Rebibbia – era da poco rientrato a Roma dagli Stati Uniti, dove da tempo si recava per tenere conferenze. GLI ESORDI Insieme ai suoi esordi letterari ( Agosto , Theoria, 1993; Il comando, Feltrinelli, 1996), Carbone aveva raccolto collaborazioni con le riviste Alfabeta, Linea d’ombra, Nuovi Argomenti, Strumenti Critici, un dottorato a ...

Così Damiani raccontò la Sicilia di piombo

Per Pier Paolo Pasolini era «un amaro moralista assettato di vecchia purezza». Per Ennio Flaiano, invece, «il solo dei registi impegnati» da ammirare «sinceramente» per lo «stile “naturale”» e per il «rifuggire da tutte le leziosaggini». Per la storia del nostro cinema, infine, il più americano dei cineasti made in Italy, un autore capace di attraversare più generi dedicandosi poi, tra piccolo e grande schermo, al racconto di quella straordinaria macchina spettacolare e narrativa che è (stata) e sarà la mafia. Questo e mille altre cose è stato Damiano Damiani, il regista, sceneggiatore e pittore friulano scomparso il 7 marzo di dieci anni fa a Roma, all’età di 91 anni, uno dei primi assieme a Francesco Rosi a portare le storie di mafia sullo schermo. Nato a Pasiano di Pordenone nel 1922, Damiani scopre la Sicilia e la  lega alla sua carriera grazie alla lettura de Il giorno della civetta , il romanzo più famoso di Leonardo Sciascia pubblicato dalla casa editrice Einaudi nel 1961. A...

Cinquant’anni di un maestro a Pietralata

ROMA - Lungo la Via Tiburtina, in Via del Frantoio e in Via Pomona, sorgono due plessi scolastici che, per motivi differenti ma per causa comune, sono un pezzo di storia di televisione e scuola italiana. A segnare la distanza fisica tra loro, c’è una fermata della linea B della metropolitana, quella che divide S. Maria del Soccorso da Pietralata. Tra il 1971 e il 1972 in questa fetta orientale della città, nell’allora «Istituto statale d’arte per la decorazione e l’arredo della chiesa» fondato dal pittore Enzo Rossi (oggi un liceo artistico che porta il suo nome), il regista Vittorio De Seta (1923-2011) ambienta Diario di un maestro , sceneggiato Rai in quattro puntate trasmesso a partire da domenica 11 febbraio 1973 e «liberamente tratto» dal libro Un anno a Pietralata . A firmare quell’opera biografica è Albino Bernardini (1917-2015), maestro di origini sarde aderente al Movimento di Cooperazione Educativa. Bernardini mette nero su bianco la sua esperienza didattico-democratica di pr...

Giancarlo De Cataldo, romanzare la storia

ROMA - « Romanzo criminale è un ragazzo in ottima salute anche se, per la sua età, ha una responsabilità imbarazzante. È ormai diventato un brand. Quante volte lo si evoca per parlare di malaffare e non solo? Detto questo, sono felice che ad ottobre, alla Casa del cinema, sia stato celebrato, non senza imbarazzi. Ho ricevuto una serie di elogi che solitamente si tributano ai defunti. A un certo punto ho dovuto ricordare di essere ancora vivo».  Romanzo criminale , il romanzo bestseller ispirato alle vicende della Banda della Magliana, ha compiuto vent’anni. E questo compleanno è l’occasione giusta per fare due chiacchiere con il suo autore Giancarlo De Cataldo, magistrato da poco in pensione, prolifica penna da un paio di mesi a questa parte volto Tv Rai per la serie Cronache criminali . De Cataldo, come ha conosciuto la Banda della Magliana? Da magistrato di sorveglianza incontrai un pentito che era stato nella Banda. Per larga parte non fu creduto. Da giudice penale poi, non è c...